Sarò ingenua, sarò naive, sarò come sempre una inguaribile ottimista, ma ogni volta che una frontiera riapre, che una restrizione ai viaggi è tolta o anche semplicemente allentata, mi sento rinascere, mi sento di nuovo proiettata al di là di questa vita un po’ tra parentesi.
Ieri il ministro degli Esteri svedese, in una pomeridiana conferenza stampa, ha tolto qualche restrizione ai viaggi verso un certo numero di paesi europei, nove, e anticipatamente rispetto alla data iniziale del 15 luglio. Certo il divieto qui non è mai stato un divieto, nel senso che, voli permettendo, nessuno ci avrebbe mai vietato di andar e venire, ma a volte i semplici suggerimenti ripetuti e sottolineati hanno un effetto più chiaro. Viaggiate ma a vostro rischio e pericolo, questo era il succo, noi lo sconsigliamo caldamente.
Certo vacanze e spostamenti vanno ripensati quest’anno, adattati ad una situazione nuova, ad un modo di vivere guardingo e spaventato per tanti versi. Ma quando si vive all’estero, quando gli affetti sono sparpagliati, quando la chiusura dei confini ha fatto rima con distanze ancora più grandi, vedere una riapertura è ossigeno. Psicologicamente fa bene, psicologicamente è un peso in meno, ci nutriamo dell libertà del muoverci per attenuare separazioni, distanze, periodi lontani . Negli ultimi mesi questa libertà è venuta meno, per la prima volta in 23 anni mi sono sentita bloccata, mi sono sentita chiusa lontano, senza via di fuga.
Adoro la Svezia, adoro Stoccolma, così come ho adorato tutto quello che c’è stato prima, ma a rendere dolce il mio vivere lontano, c’è sempre stata questa visione di mondo piccolo piccolo, percorribile da una parte all’altra senza ostacoli, senza problemi. Del piccolo mondo mi sono nutrita anche nelle notti più difficili, quando la nostalgia prendeva il sopravvento, quando la voglia di occhi famigliari diventava troppo forte da far male. L’idea di uno spazio immenso percorribile senza problemi e qualche aereo, mi ha sempre permesso di affrontare ogni avventura con entusiasmo.
Questo era prima.
Poi ho visto il mondo chiudersi di colpo, ho visto cieli vuoti senza più aerei a disegnarvi lunghe linee bianche , con silenzi irreali. Di colpo abbiamo capito che davamo tutti per scontato, il nostro muoverci continuo, quel programmare decolli, atterraggi, abbracci e saluti.
Ecco adesso che pian piano il mondo si riapre sono felice, sono felice per me stessa, con un enorme profondo egoismo, perché mi fa bene pensare che se ho voglia di abbracciare chi amo, potrò farlo e questo è importantissimo

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