In questo momento incredibile per il mondo intero, in cui ci ritroviamo a combattere un nemico oscuro e spaventoso e lo facciamo tutti insieme da una parte all’altra del globo, senza differenze etniche, sociali, religiose, dobbiamo mantenere non solo la convinzione che ne usciremo ma anche la consapevolezza che avremo imparato qualcosa. Non parlo del come combattere una pandemia, del come e quanto spesso lavarci le mani, o di come smetterla di baciarci e abbracciarci, benché sia bello e essenziale.
Avremo imparato tanto, capito molto.
Nel mio piccolo, in questa strano modo di approcciare il virus che mi impone il mio paese di adozione la Svezia, ho capito che…
Ho capito che i giornali dicono il tutto e il contrario di tutto, che estrapolare l’informazione vera è un arduo gioco di analisi.
Ho capito che la prossima volta che succede qualcosa del genere i social media dovrebbero passare in silenzio radio e riattivarsi a problema risolto.
Ho capito che anche chi ha, a stento, raggiunto un diploma di scuola superiore si sente competente in tanti e molteplici campi che spaziano dalla medicina all’economia.
Ho capito che è sempre più facile criticare cosa viene fatto, che accettare in modo rilassato scelte che non dipendono da noi.
Ho capito che non c’è modo più semplice per fare le pulizie di primavera tra le proprie conoscenze, in situazioni come questa attuale, molti nodi vengono al pettine.
Ho capito che ritrovarci a guardarci dentro può essere un delicato e utile esercizio.
Ho capito che la paura ti fa svegliare di notte e vegliare con gli occhi sbarrati.
Ho capito che tutto quello che ci si costruisce con tenacia, in un attimo può svanire.
Ho capito che dovremmo alzarci ogni giorno felici anche se non tutto gira come vorremmo.
Ho capito che essere privilegiati in situazioni come questa aiuta e non poco, case spaziose, giardini soleggiati, famiglie che vivono in armonia fanno la differenza.
Ho capito che il mondo è vasto e non quel fazzoletto che pensavo che fosse fino a qualche mese fa.
Ho capito che l’egoismo anima i più, pensare sempre a cosa è meglio per se stessi è molto più semplice che aprire gli occhi su cosa è importante per l’umanità.
Ho capito che anche se non è semplice, dovremmo mantenere il nostro ruolo di cittadini lasciando a chi ci governa il compito di fare quello che c’è da fare.
Ho capito che anche se fuori c’è il sole e che abbiamo voglia di bere un drink seduti al tavolino, adesso è il momento di rinunciare, per poterlo fare più tardi.
Ho capito che certi paesi stanno pagando un prezzo ingiusto e troppo alto e questo fa male.
Ho capito che le differenze sociali sono ancora più profonde adesso è sarebbe il momento di fare qualcosa di veramente efficace.
Ho capito che tutti i progetti sul tavolo per i prossimi mesi rimarranno progetti e forse sogni.
Ho capito che mentre noi umani abbiamo messo la nostra vita tra parentesi, la natura sta riprendendo il suo posto con forza.
Ho capito che mi pesa un po’ questa vita nomade che fino ad oggi mi ha mostrato solo i lati positivi, senza mai farmi vedere l’altra faccia: la distanza non colmabile con un volo.
Ho capito che sono ancora figlia in modo intenso e struggente.
Ho capito che vorrei tenere le mie figlie vicino a me per sempre, per non averle lontane in momenti come questo.
Ho capito che ci sono amicizie che sono ossigeno quotidiano.
Ho capito che si può vivere senza un calendario pieno di appuntamenti, gustando le giornate una dopo l’altra.
E ho capito che torneremo ad abbracciarci ancora più forte, a prendere aerei che ci porteranno da un’affetto ad un altro, ad alzarci al mattino senza quel senso di inquietudine che è entrato a far parte del nostro quotidiano.
E un giorno questo blog tornerà ad essere leggero e a parlare di questa vita saltellante con l’entusiasmo che merita.
#andrratuttobene

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