Sono passati tre giorni da quando qui sul blog sfogavo la mia rabbia verso l’inerzia del governo svedese nel prendere decisioni concrete.
Sono passati tre giorni e pian piano anche qui il governo incomincia a prendere misure, piccoli passi che ci porteranno sicuramente a decisioni più radicali. Ieri hanno chiuso università e licei, nei prossimi giorni sicuramente passeranno alle scuole medie e elementari. Intanto vista la veloce diffusione del virus a Stoccolma il consiglio di rimanere a casa è arrivato e, come immaginavo, in modo ligio gli svedesi si stanno attendendo al consiglio. Quando sarà un ordine chiaro penso che non si vedrà più anima viva.
Oggi mi sono concessa una lunga solitaria passeggiata, avevo un fine ultimo che era quello di rimpolpare un po’ le nostre scorte di caffè ( boutique Nespresso chiuse, mi sono precipitata on Line…). Ho camminato a lungo in una città deserta, deserta come raramente appare Stoccolma se non in periodi precisi, il 24 dicembre e mid summer. Molti uffici sono chiusi in centro e di conseguenza caffè e ristoranti erano vuoti, e quando dico vuoti, proprio vuoti. Mi sono soffermata da sola sotto i ciliegi che stanno fiorendo, presto per la stagione. Di solito c’è una folla sorridente ad osservarli e fotografarli, oggi nessuno.
Da osservatori più o meno distanti di questo incubo mondiale stiamo anche noi per diventarne dei protagonisti, ci ritroveremo anche noi come i nostri amici italiani, francesi e americani, chiusi in casa ad aspettare che passi.
Ieri hanno chiuso i confini, seguendo le direttive europee, in Svezia potranno entrare per i prossimi trenta giorni solo i cittadini svedesi e i residenti. Cresce quel senso di distacco dal resto del mondo, quel senso di separazione che fino a poche settimane fa era inesistente. In vita mia, da quando vivo all’estero, da 23 anni, non ho mai avuto la sensazione di essere bloccata, ho sempre respirato a pieni polmoni la possibilità di muovermi, ne ho sempre approfittato volando da una parte all’altra del mondo, ho sempre detto, pensato che al giorno d’oggi le distanze non vogliano dire più nulla, è talmente facile prendere un aereo e ritrovare i propri affetti. Oggi non è più così. Sembra un incubo ma è assolutamente reale.
La Svezia passo dopo passo si protegge, si prepara, ci protegge e cerca di prendere le decisioni migliori, così come prima di lei, lo hanno fatto altri paesi. Nessuna scelta è giusta o sbagliata, nessuna scelta renderà un paese più bravo e più forte, tutte le scelte saranno giuste alla fine…
Da Stoccolma per oggi è tutto

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