La nostra seconda tappa in Belize ci porta lontano dal mare, tre ore di auto da Belize city, non lontano dal confine con il Guatemala, alle Maya Mountain.
Scopriamo una natura incredibile e un paese molto più autentico che nelle affollate isole che si affacciano sulla barriera corallina. Il nostro resort è lontano dalla realtà, una specie di paradiso terrestre dove l’unico rumore è quello dell’acqua che scorre dividendosi in piccole cascate.
Il nostro sonno sarà cullato così per tre notti, in questa oasi verde con solo 15 stanze, per un totale di 30 ospiti, un sogno.
Gaïa river lodge. Le nostre stanze splendide si affacciano sulla piscina naturale e sulle sue cascate, a picco sotto di noi. Accoglienza, servizio, tutto è impeccabile.
Ce lo siamo guadagnato questo angolo remoto di mondo, il transfer dal porto di Belize city è stato eterno e abbiamo anche condiviso, involontariamente, il nostro tragitto con una coppia di cretini americani che si sono tirati giù nel viaggio birre e rum ( direttamente dalla bottiglia) chiassosi e faticosi. La strada per arrivare è pessima, un susseguirsi di buche che nell’ultima ora di viaggio ci hanno sballottati non poco. Ma anche questo fa parte dell’avventura e ritrovarci a guardare il tramonto con la vista mozzafiato che l’hotel ci regala, è una bella ricompensa.
L’hotel è nella Mountain Pine Ridge Reserve, a sud di Sant Ignazio, area ricca di fiumiciattoli, cascate, grotte e piscine naturali. Una di queste, le five sisters falls, è proprio quella accessibile solo dagli ospiti del nostro hotel, le cui cascate hanno piacevolmente accompagnato le nostre nottate con il loro scorrere rapido e continuo.
Un paio di chilometri un po’ più in là, ritornando per noi sui nostri passi, un altro angolo splendido e incontaminato, big Rock falls, al quale si arriva scendendo lentamente lungo scalette ripide e predisposte apposta.
La sensazione è stata facendo il bagno, soli noi quattro, di essere immersa nel set di laguna blu, il film famoso della mia adolescenza, sensazione non condivisa dai miei compagni di viaggio, le figlie mi hanno guardata interdette quando ho citato questa pellicola per loro databile alla preistoria!
Sempre sullo stesso genere oasi di pace e cascata, Rio on pools, una serie di cascate e piscine naturali, molto popolari nei tour che rientrano dal sito Maya di Caracol, direi stop necessario visto il caldo, e noi siamo qui nella stagione più fresca….
Da vedere sempre in zona la bellissima grotta Rio Frio Cave, utilizzata in epoca Maya e nella quale sono state ritrovate vestige di riti. Spettacolare.
La natura intorno è fittissima, un piccolo coccodrillo dormicchiava qualche rigagnolo prima della cave, un serpente di quelli che è meglio non incontrare invece scivolava silenzioso nel mezzo della strada.
Dei giaguari sono stati avvistati da fortunati turisti qualche settimana fa, tanto per dire che qui la natura non dorme. Noi ci siamo accontentati di scimmie e tucani direttamente nel sito di Caracol, piccola ciliegina sulla torta.
Il sito è splendido, scoperto negli anni ‘30, racchiude le vestigia di quella che fu la più grande città Maya intorno al 500 d.C. 150000 persone vivevano qui, più del doppio dell’attuale popolazione di Belize city. Più di 100 tombe sono state portate alla luce, ma il sito è ancora in lavori, gli archeologi vengono qui un paio di mesi all’anno, nella stagione secca verso aprile, e proseguono il loro lavoro di scavo. Estremamente interessante per noi, abbastanza poco edotti sulla civiltà Maya. La nostra guida è stata bravissima nello svelarci un po’ di questa cultura a noi semi sconosciuta.
Le strutture per ora riportate alla luce sono concentrate intorno alla Plaza A e Plaza B, dove si trova il Caana, il monumento più alto del Belize, in cima al quale si gode di una vista fantastica fino alle montagne che separano il Belize dal Guatemala. Per salirci si usano immensi gradini che conducevano probabilmente alle zone abitative della famiglia reale che, a quanto pare, non scendeva mai, delegando ai servitori l’andare su e giù. Doveva essere faticosissimo per loro, uomini di piccola statura costretti a salire praticamente a quattro zampe in segno di devozione.
Il sito è veramente bello e molto ben tenuto, non c’è traccia di immondizia come spesso si vede altrove in questo paese. I militari pattugliano il sito in continuazione, la nostra guida ci spiega che la presenza dell’esercito è dovuta alla vicinanza con il Guatemala. Il resort ci ha preparato un picnic che assaporiamo all’ombra chiacchierando con il nostro accompagnatore, ulteriore occasione per scoprire qualcosa di più sul Belize.
Sulla via del ritorno ci fermiamo per rinfrescarci un po’ e abbiamo il piacere di incrociare un gruppone di mennoniti, in gita come noi. I mennoniti sono una minorità etnico-religiosa abbastanza simile agli Amish. Sono bianchi, biondi, occhi chiari e parlano un tedesco del tempo che fu, vestiti in modo molto simile agli amish, le donne con gonnelloni e copricapo particolari, gli uomini con pantanloni con bretelle e cappelli di paglia. La loro origine risale al XVI secolo quando un certo Menno Simonsz propose un ritorno ai valori originali della Bibbia, trovando i cattolici troppo corrotti e i luterani troppo poco riformisti. Dalla Germania emigrarono prima in Canada, poi negli Stati Uniti e di qui arrivarono in Belize, ben accolti perché si portarono dietro tecniche agricole di cui questo piccolo paese aveva bisogno. Si installarono ben lontani dalle città tentatrici, lontani da civiltà e progresso per vivere come nella piccola casa della prateria. E così mentre noi in bikini e costume occidentale nuotavamo sotto le cascate, loro facevamo più o meno lo stesso ma le donne praticamente vestite e gli uomini in costumi degni degli anni 20…. del secolo scorso.
Siamo atterrati a Belize city International airport con tante curiosità e molta eccitazione per queso viaggio e le nuove scoperte che avrebbe portato con sé, ripartiamo felicissimi rilassati, abbronzati e con tantissime immagini positive di una paese accogliente con una popolazione estremamente gentile. Ci è piaciuto il mare limpido, ci è piaciuta l’aria caraibica che si respira, ci è piaciuta la natura densa dell’entroterra, le cascate sotto le quali nuotare, abbiamo adorato scoprire qualcosa sulla cultura Maya. Ripartiamo soddisfatti, pronti a tornare al freddo e alle nostre pur sempre piacevoli occupazioni quotidiane.
Informazioni pratiche:
Gaïa river lodge http://www.gaiariverlodge.com splendido hotel affacciato sul fiume Privassion, due stanze splendide dotate di tutti i confort con prima colazione a scelta compresa, personale gentilissimo.
Per i transfer: da Belize city al lodge ci siamo affidati ad un privato con macchina non adatta alla strada sterrata, 250US$
Dal lodge a Belize city saggiamente abbiamo preso il transfer proposto dall’hotel 175 US$ in 4 con macchina comoda e 4X4.
Siamo stati felici della scelta fatta di non aver affittato un’auto, molte compagnie d’affitto tra l’altro non permettono di venire in queste zone montagnose, quindi informarsi prima.
Per il tour ci siamo affidati all’hotel con un tour privato solo per noi, anche questa ottima scelta, i telefoni non avevano segnale nelle zone montagnose e orientarsi sarebbe stato complicato, oltre al fatto che muoversi con una guida locale è un grande arricchimento. Tour per noi 4 per la giornata con lunch preparato dall’hotel, molto ben organizzato, piatti, bicchieri, tovaglia, saisine, patatine e compagnia, 380 US$.
Per le cene non c’è altra scelta che mangiare all’hotel, cena tra i 50 e i 70 US$ a testa per un antipasto e un piatto, cibo abbastanza mediocre, unico neo del resort.
Cocktail e succhi invece ottimi e ancora più buoni sulla terrazza al tramonto.
Il Belize è un paese piccolo le distanze non sono enormi ma le strade talmente pessime da rendere gli spostamenti eterni.







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