Il telefono è appoggiato sul tavolo, si illumina di colpo, l’occhio cerca, si ferma, torna indietro.
Quello che non vorresti mai leggere e li, chiaro in tutta la sua violenza. Te lo aspettavi forse, ma non così in fretta, non così presto.
Le parole mi entrano dentro, si insinuano nel profondo, mi sento come anestetizzata. Le due amiche intorno a me balzano in piedi, mi circondano, cercano di capire, anche se in fondo hanno capito che qualcosa è successo.
È morto un amico dico con quella poca voce che riesce ad uscire, gli occhi versano lacrime.
Un amico di quelli con i quali abbiamo percorso un pezzo di strada, costruito ricordi indelebili così fondamentali in questa nostra vita itinerante.
Vivendo all’estero si intrecciano amicizie forti e intense, gli amici diventano famiglia, ci aiutano a sopportare le distanze, colmano i vuoti.
La vita in un paese rimane per sempre legata alle persone che ne hanno fatto parte in quegli anni, che sono stati capaci di esserci, di regalarci un sorriso, di condividere l’allegria di ore spensierate.
I ricordi vengono fuori con violenza estrema, le nostra vite che si intrecciano, i nostri bambini che giocano mentre un po’ più in là noi rifacciamo il mondo intorno al tavolo, un bicchiere di vino in mano.
Tanti piccoli momenti che ritornano in superficie, crudele film a rallentatore che mi scaraventa con forza in una realtà terribile: ho un’amica che soffre, un amico che ha chiuso gli occhi per sempre, tre ragazzi privati di un padre, troppo presto.
Il pensiero vola indietro alle nostre pedalate in bicicletta sulla via di scuola, le risate allegre dei nostri bambini, i pic-nic nel parco il week end per tirare tutti un po’ il fiato, le sciate insieme, la vita davanti tutta ancora da costruire. E adesso eccoci qui nessuno ci porterà via quei ricordi, ma non ce ne saranno altri di uguali, la sorte, il destino, la sfiga, la malattia, non so che nome scegliere, ha deciso diversamente.
Avremmo voluto avere il tempo di dirti addio, avremmo voluto che la distanza non fosse qui a impedirci di essere lì come vorremmo, avremmo voluto avere ancora il tempo per un ultima serata spensierata, di quelle che cancellano di colpo i chilometri e le vite che ormai scorrono lontane.
Non è stato così, non sarà così. Cercheremo di esserci per te amica mia e per i tuoi ragazzi, per aiutarti ad accettare l’inaccettabile e per continuare a vivere nutrendoti della ricchezza della vita stupenda che avete costruito insieme, delle tante avventure che la vita d’expat vi ha regalato. Che tu possa trovare nei vostri figli le energie per vivere per te e per lui.
Vi voglio bene.
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