Educare al gusto

Quando Federica aveva poco più di un anno grattava con i suoi quattro dentini le tartine di foie gras che reclamava al ritmo di suadenti “encore” porgendoti il pane perfettamente ripulito. Non fu semplice farle capire che anche il pane andava mangiato. Sempre lei prima di avventarsi sul formaggio chiedeva l’ordine con il quale avrebbe dovuto affrontare i vari tipi che in modo preciso si era fatta mettere nel piatto.
Appena arrivata a Tokyo la nostra primissima cena fu di sashimi e il trio non si tirò di certo indietro… va da se che le alghe secche diventarono rapidamente la merenda preferita di Camilla, tre anni.
E così negli anni al ritmo dei paesi in cui abbiamo vissuto e dei tanti che abbiamo visitato, il palato delle ragazze si è formato preciso e sicuro e, direi anche,a sprazzi, un tantino pretenzioso ( in senso positivo). Da sempre si sono avvicinate al cibo con una curiosità eccezionale per la loro giovane età, condividendo con noi il piacere della scoperta di una cultura attraverso uno dei suoi elementi principali: la cucina come somma espressione del suo essere.
In un certo senso abbiamo creato dei mostri da sempre attratte da ciò che e buono e curioso. Già quando erano veramente piccine era un piacere condividere una buona tavola e durante le nostre scoperte gastronomiche cercare di cogliere i dettagli necessari per riprodurre poi gli stessi piatti una volta a casa.
Adesso che sono grandi hanno sviluppato una sensibilità in cucina e a tavola assolutamente entusiasmante.
Un paio di sere fa ci siamo concessi l’ennesimo ottimo ristorante di queste nostre vacanze estive e viverlo con loro attraverso i loro commenti è la conferma che abbiamo allevato palati abili e curiosi e questo trovo che sia una parte fondamentale dell’educazione che diamo ai nostri figli. Educare al gusto va di pari passo con il trasmettere loro il piacere per una buona lettura, per la contemplazione di una bella opera d’arte, per la capacità di estasiarsi di fronte ad un bel paesaggio, fa parte dei nostri doveri come genitori…
Quando vedo bambini al ristorante davanti ad un video e per nulla coinvolti in quello che stanno mangiando e che semplicemente ingurgitano inebetiti, mi dispiace per loro e per gli adulti che gli accompagnano incapaci di cogliere un momento prezioso di condivisione.

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