Perché festeggiare?

Viola, tutto è viola nel parco di NYU, Washington Square Park, pieno centro di Manhattan. Il centro della vita universitaria di New York University, il crocevia dal quale per quattro anni gli studenti passano per andare da uno spazio all’altro di questo campus che è parte integrante della città. Un parco che con il suo arco è il simbolo di questo college prestigioso e internazionale, quell’arco sotto il quale non si deve mai passare se si è studenti qui e si vuole arrivare senza intoppi alla fine dei quattro anni.

Le toghe lasciate aperte svolazzano sui fianchi, il sole di colpo è diventato caldo. I visi sono sorridenti, felici. Sono visi giovani con occhi che guardano dritti davanti, verso domani, verso il futuro.
Hanno consegnato cappe e tocchi in questi giorni, hanno distribuito i biglietti d’ingresso per le varie cerimonie, gli studenti si ritrovano per qualche foto preparatoria, qualche scatto per immortalare questi giorni di attesa, di festa.
Quando ho discusso la tesi ero agitata, un po’ di famiglia qualche amico ad ascoltarmi e poi un bicchiere per brindare, nulla di cerimonioso. Certo ero felice, ovvio chiudevo il mio ciclo da studente, in un certo senso dal giorno dopo sarei stata grande. I professori intorno al tavolo erano in abiti normali, nessuna toga, nessun apparato di gala, nessun tocco con piume e tasselli. Io avevo una giacca di velluto marrone della Bottega veneta e una gonnellina coordinata. Leggermente truccata, i miei 24 anni compiuti da una manciata di giorni stentavano a riconoscersi sul mio viso ancora da ragazzina.
Ho brindato, tutti erano contenti intorno a me, ma nessuna vera cerimonia a sottolineare la fine di un ciclo, a sottolineare un passaggio.
In questo gli americani sono bravissimi, già dalle prime cerimonie durante i primi anni di scuola ci tengono a sottolineare quanto ogni passaggio sia importante. La cerimonia di fine liceo a Los Altos fu grandiosa o almeno per noi abituati al nulla italiano, assunse dimensioni cosmiche. Sembrava di essere in uno di quei film, di quelle serie che attraverso la tv raggiungevano le nostre case quando eravamo ragazzini, prima che internet rendesse tutto più accessibile e vicino. Noi eravamo lì spettatori sorpresi, emozionati, stupiti ed era solo l’inizio.
Anche in Svezia sottolineano in modo pronunciato e rumoroso il passaggio dal liceo all’università e poi quello dall’università all’età adulta. Dico rumoroso nel vero senso della parola, camion carichi di studenti vagano con la musica a palla per la città mentre al loro interno i ragazzini bevono come se non ci fosse un domani … e non Coca Cola…
Ammetto che ormai vivendo all’estero ho adottato questo modo di fare, questo sottolineare la fine di un capitolo e l’inizio di un altro, e ovviamente trovo il tutto bello e importante ( sbronza sul truck compresa).
I prossimi giorni saranno un susseguirsi di eventi e cerimonie, noi saremo gli spettatori e lei la protagonista, lei con cappa, tocco e tassello dorato, lei con i suoi 21 anni, noi come tanti altri genitori  con il sorriso stampato sul viso e quegli occhi pieni di quell’emozione che solo i figli sono regalarti.
Secondo voi quanto è importante sottolineare questi passaggi?

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