L’importanza di visitare un’università americana prima di sceglierla: riflessioni

Perché un college tour? Perché è importante toccare con mano prima di decidere? Perché il sistema è così complesso per chi non ci è cresciuto dentro ?
Domande spontanee in periodo chiave per le scelte universitarie future quando si vive all’estero e si naviga in terreni nuovi.
Certo tutto mi sembrava molto più semplice quando toccò a me iscrivermi all’università, mi ricordo solo una lunga coda in segreteria a Torino, i documenti in mano e un pizzico di emozione per quella vita da grande che mi si apriva davanti, o che mi appariva tale.
Ben diverso è stato per le mie ragazze, un po perché i tempi sono cambiati, un po’ perché questa nostra vita in giro per il mondo ci ha da sempre portati a confrontarci con sistemi scolastici nuovi, scoperti spesso con loro e attraverso di loro, di conseguenza le scelte universitarie ci hanno messo davanti meccanismi da capire e scoprire.
Federica come primogenita anche in questo ha fatto un po’ da cavia ed apri pista, consegnandoci un po’ di chiavi di lettura di un sistema universitario per noi sconosciuto, Chiara arrivando dopo ci ha dato una mano nell’affinare i nostri strumenti di comprensione per navigare nei meandri del sistema con un po più di sicurezza, adesso con Camilla ci sentiamo quasi preparati!

Quando Federica arrivò negli Stati Uniti in pochissimo tempo si trovò ad assimilare informazioni per prepararsi al passo successivo al liceo, lei era al secondo anno di high school e visto che l’anno chiave per tuffarsi a capofitto nelle applicazioni al college è il terzo, il tempo stringeva.
Immersa nel sistema ha sicuramente capito più in fretta di noi ed imparato a districarsi tra SAT e liste di college rapidamente e con un appoggio volenteroso e limitato da parte nostra, non per mancanza di buona volontà ma di conoscenza reale.
Mi ricordo di averla accompagnata a diverse presentazioni di Università, quelle super marketing center nelle quali eccellono, rimanendo io affascinata da questo mondo così diverso da quello che avevo conosciuto, sembravo quasi io la studentessa confusa e con gli occhi brillanti.
Adesso alla terza figlia è al terzo giro di giostra sono meno sensibile alle tante belle parole, sono più abile nel guardarmi intorno e, come dice Camilla. sento o non sento le vibrazioni che questi posti possono dare, al di là degli spazi ben diversi dal mio Palazzo Nuovo di torinese memoria.
Con gli anni e con i figli diciamo che ci siamo fatti furbi e abbiamo capito come funziona e questo è sicuramente a tutto vantaggio della nostra numero tre.
Visitare comunque non tutto ma una parte delle università resta importante, camminare nei viali dei college, scrutarne gli spazi, osservare i visi, la gioia o no che possono emanare, da un quadro, il primo certo, ma importante comunque, importante perché poi li in quel mondo, con quella gente si dovrà poi vivere per quattro anni, che a 18 di anni sono tanti.
Per chi pensa di studiare negli Stati Uniti è una cosa veramente da fare perché non è poi detto che questo tipo di strutture piaccia a tutti, che tutti siano tagliati per vivere nei campus o comunque in queste più o meno grosse università americane, con le loro mascotte, il loro tifo, il loro orgoglio e la convinzione di essere un po’ i migliori, alle nostre ragazze piace, fortunati o sfortunati, non so!

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