Adoro leggere, ho sempre un paio di libri in attesa sul comodino una pila di libri nuovi che aspetta, mai leggessi più in fretta del previsto. Se adoro un autore leggo tutto il leggibile, se arrivo in un nuovo paese mi butto a capofitto nella sua letteratura, tanto per coglierne le mille sfumature. I book club sono sempre stati la mia passione, ma di questo ne ho già parlato tempo fa, occasione di scambio e anche di scoperta di autori, che magari spontaneamente non avrei letto.
Ho appena finito Becoming il libro scritto da Michelle Obama che ai primi di aprile sarà a Stoccolma per una conferenza alla quale assisterò con Camilla.

Forse non l’avrei mai letto non ci fosse stato lo zampino del book club e il suo passaggio a Stoccolma. Non l’avrei letto perché non sono appassionata di libri di questo genere e anche perché non penso che necessariamente il fatto di essere stata doppiamente First Lady renda scrittori che fanno appassionare come diretta conseguenza.
Il libro si fa leggere, è scritto in modo piacevole, lineare. È un racconto, il suo, quello della sua vita. Ma non è questo di cui voglia parlare. Leggevo e riflettevo su come la sua sia la storia di tante di noi, figlie, donne, mogli e madri. È brava a tirar fuori sentimenti e tracciare un quadro di vita che è il suo ma che può essere il nostro, semplice, fatto di scelte, di crisi, di paure.
Lei che aspetta la sera un marito che non rientra mai, che manda messaggi con un arrivo che si perde nel tempo e nello spazio, lei che asseconda una carriera che non è la sua pur barcamenandosi per continuare ad averne una propria e che ci riesce, almeno fino ad un certo punto. Lei confidente, amica, consigliera, come lo siamo in tante, con la voglia di trovare equilibri nella coppia, con i figli, dentro se stessi, per star dietro a vite che prendono il volo verso direzioni che fanno sognare. Lei che parla di loro quattro come di una squadra, bellissimo per me, anch’io ci vedo così, solo facendo squadra si avanza compatti e felici.
Lei che dice no e poi si ad un’avventura che li porterà alla casa bianca, sapendo che un fiume in piena non lo si arresta, non si deve. Quante volte ci ritroviamo a dire dei no e poi a trasformarli in Si, consce che la vita è fatta di scelte da fare guardando negli occhi la persona che amiamo.
Lei che cerca di mantenere una parvenza di vita normale anche quando gli occhi del mondo sono rivolti su di loro e le sue figlie vivono blindate, protette in una bolla che non ha più nulla che ricordi la leggerezza della vita precedente…quante volte capita ad esempio a chi espatria in contesti complessi in cui per proteggersi si vive in prigioni dorate dove si cerca di mantenere ben saldi due o tre principi importanti, che quasi stridono con quello che sta intorno.
Lei che non rinnega da dove viene, anzi, il suo punto di partenza è fonte di orgoglio, le sono stati inculcati valori forti, la vita non le ha regalato niente e tutto se l’è guadagnato passetto dopo passetto, e questo sicuramente l’ha fatta arrivare dove è arrivata con i piedi ben saldi per terra, senza montarsi la testa.
Ho letto pagina dopo pagina capitolo dopo capitolo da becoming a becoming us fino a becoming more, una storia come quella di tutte noi donne, che prima ci siamo costruite come tali, per poi avanzare verso un obiettivo comune con la persona che abbiamo scelto e per alla fine goderci quello che siamo stati in grado di costruire con fatica, determinazione e amore.
Becoming siamo tutte noi che ogni giorno ci alziamo facendo equilibrismi tra l’essere noi stesse e la coppia che siamo, tra la voglia di realizzarci e dei figli da veder crescere e educare. La vita non fa regali ma può dare tanto, così come togliere molto. È un continuo alternarsi di sentimenti, di gioie e dolori che ci costruiscono, anno dopo anno, con costanza, ottimismo e passione…. e soprattutto amore!
Rispondi