La coppia e l’espatrio.

 Essere coppia non è sicuramente facile e questo anche quando si vive nello stesso posto, senza grossi scossoni, senza traslochi repentini e avventure che irrompono nelle nostre vite con tutto il loro bagaglio di scombussolamenti.

Essere coppia in espatrio è indubbiamente un esercizio delicato e pieno di equilibrismi. Quando si lascia il proprio paese per un avventura che ci porterà più o meno lontani da tutta una serie di sicurezze, scombussolandoci l’esistenza, la coppia e la famiglia diventano il centro del nostro mondo. Se tutto intorno quello che conoscevamo si sgretola per lasciare posto a quello che dovremo scoprire e rendere nostro nel tempo, il nostro piccolo nucleo ci da quelle sicurezze di cui abbiamo bisogno, ci regala un porto sicuro nel quale rifugiarci per tirare un po’ il fiato in questa nuova corsa che è la ricostruzione del tutto.
L’espatrio per le coppie non è una prova semplice, gli equilibri che si creano in una vita sedentaria, o che si ricreano dopo essersi stabiliti in un nuovo posto, vengono stravolti dalla partenza o da una nuova partenza.
Nei primi tempi dopo l’inizio di una nuova avventura i partner e la famiglia diventano gli unici punti di riferimento possibili, ci si appoggia gli uni agli altri in modo forte. I partner diventano l’oasi di pace reciproca così come la valvola di sfogo. ( la stessa cosa avviene tra fratelli, creando legami solidissimi proprio perché frutto delle difficoltà attraverso le quali si è passati in blocco compatto).
Con il proprio partner ci si può rilassare, non ci sono sorprese, niente di nuovo da scoprire rispetto alle battaglie quotidiane tra nuovi usi e costumi e lingue incomprensibili. Ci si può anche abbandonare alla disperazione senza dover mantenere quell’aria dignitosa che ci serve per integrarci socialmente e al lavoro, al di fuori delle quattro mura domestiche dobbiamo essere solidi e sorridenti, dentro casa possiamo esser noi stessi. E qui possono sorgere problemi, ci si mette a nudo con fragilità nuove. Gli equilibri vanno a pallino e ci si deve prodigare per trovarne di nuovi. Per chi si trova ad affrontare un nuovo lavoro, con tutti gli stress annessi e connessi, non sarà facile gestire da soli le tensioni legate al cambiamento e ovviamente a farne le spese sarà la coppia, sovraccaricata dal peso di questa carica aggiuntiva di nervosismi.
Per chi è a casa ci saranno le incognite legate ad un nuovo quotidiano da costruire, con l’aggiunta a volte di frustrazioni legate all inattività, che possono portare a colpevolizzare il partner entrando in spirali di negatività e conflitto molto complesse.
Uno degli elementi che possono portare ad accentuare eventuali tensioni è ad esempio l’isolamento iniziale tipico dei primi momenti in espatrio. Arrivando in un nuovo paese tutto il tessuto sociale che ci sta intorno va ricostruito e la cosa avviene per gradi. Nei primi tempi oltre a dover affrontare difficoltà di vario tipo ci verrà anche a  mancare il confronto e il sostegno degli altri, facendo si che tutto venga scaricato sul proprio compagno e la propria compagna: l’effetto può essere devastante. Concentrarsi sul ricostruire un entourage che possa sostenerci e funzionare anche da valvola di sfogo è indispensabile per alleggerire la coppia del peso di essere da sola ad affrontare tutto. Vedere che le battaglie emotive alle quali siamo sottoposti non sono solo nostre ma di tutti aiuta anche a relativizzare.
Lo stesso cambiamento nei ritmi di lavoro, nuovi orari, viaggi continui, inattività possono creare tensioni, per questo è importante avere le idee ben chiare su quello che ci aspetta quando arriveremo nel posto nuovo, e avere le idee ben chiare vuole dire non solo essere consapevoli di quello che ci troveremo a vivere ma anche di averlo pienamente scelto, senza che ci sia stato imposto o meglio senza che il benessere di uno dei due membri della coppia abbia preso il sopravvento sull’altro. Se si parte si parte perché i due partner sono d’accordo e lo vedono come un beneficio per entrambi e per tutto il nucleo famigliare, altrimenti sarà dura non cadere in spirali in cui ci si rinfaccia tutto e di più.
Statisticamente il 54% delle coppie in espatrio divorzia e le tensioni esterne sicuramente non aiutano a trovare soluzioni.
E  l’altro 46% che prosegue il suo cammino comune, mano nella mano? Questo 46% saranno sicuramente coppie solidissime proprio perché si sono costruite sul campo di battaglia, attraverso difficoltà immense, attraverso il confronto continuo con le novità, con nuovi scenari, con ritmi nuovi. Il cambiamento continuo del quadro di vita, anche se stravolge, di certo non annoia, non fa cadere in routine che si ripetono all’infinito, destabilizza ma se affrontato guardando nella stessa direzione rende più forti.
E poi beh come sempre ci vuole fortuna, voglia di andare avanti e non darsi mai per scontati, sedentari o itineranti che sia!
By the way buon San Valentino a chi si ama tra un continente e l’altro, tra una città nuova ed una vecchia, tra figli che crescono, altri che nascono e altri ancora che lasciano il nido!

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