In questi miei primi 18 mesi a Stoccolma non ho fatto che sentire critiche molto esplicite sul sistema sanitario svedese, pochissime le voci fuori dal coro. Ammetto che i primi tempi la cosa mi ha molto spaventata, una delle poche sicurezze di cui ho bisogno è un servizio medico decente, sono lontani gli anni in cui mi adeguavo serenamente all’India, forse sto invecchiando!

Da subito ho capito che il sevizio fornito dallo stato è orientato soprattutto all’urgenza, se sei quasi morto sono bravissimi a recuperarti per i capelli ed impedirti di esalare l’ultimo respiro, ma nella routine diciamo sono meno attenti o forse più leggeri. Arrivando da un paese come gli Stati Uniti in cui ogni scusa è buona per aggiungere un controllino in più che poi si trasforma concretamente in una fattura a più zeri, questo modo di procedere mi ha lasciata un po’ perplessa. Dopo anni di prevenzione come priorità nazionale mi sono fatta delle domande. In realtà poi la prevenzione c’è su certe cose, ma diciamo che su altre sono meno pronti ad indagare.
In linea di massima mi piace il medico che non entra nel panico, prescrivendo medicine e esami inutili, ma come in tutto piace essere ascoltati e capiti e soprattutto sentirsi in buone mani!
Con queste premesse i piedi di piombo erano cosa buona e giusta, anche se pian piano ad ogni nuova consultazione mi sono un po’ ricreduta. Ieri poi l’apogeo… per la prima volta ho usato un servizio di consultazione online consigliato da un’amica svedese per evitare di sbattersi in coda nella sala d’aspetto a prender germi quando si hanno problemi minori.
Il servizio è come andare in uno dei centri pubblici solo che si sta comodi comodi a casa propria e si fa una video conferenza.
Quello che avevo si prestava a questo primo utilizzo. Da qualche giorno avevo notato una macchia a livello del polso, come una piccola escrescenza simile ad un neo ma diciamo di forma strana, di che alimentare le mie ore di veglia notturna con un certo numero di scenari da incubo.
Mi sono detta che non valeva la pena sbattermi in sala d’aspetto al walk-in del mio centro medico a respirare germi altrui, e che un appuntamento a pochi giorni dalle vacanze non l’avrei mai avuto, però avevo bisogno di essere rassicurata.
La procedura è stata semplice, aprendo l’applicazione ci si connette direttamente al proprio identificativo bancario, che tutti hanno sul proprio telefono, e che automaticamente da l’accesso ai nostri dati, non bancari ovviamente ma come dossier medico. Ho risposto ad una serie di domande tra le quali il tipo di consultazione di cui avevo bisogno. A questo punto mi è stato chiesto di fare una serie di foto del mio oggetto non identificato e successivamente mi è stato comunicato il mio tempo di attesa, circa 20 minuti, e nel frattempo facevo allegramente gli affari miei nella mia cucina. 10 minuti prima dell’appuntamento ho ricevuto un messaggio con il nome del medico, che puntuale allo scadere dei 10 minuti mi ha videochiamata. Gentile, sorridente, ha prima guardato le foto che gli avevo mandato e poi guardato in diretta la causa dei miei pensieri. È stato molto rassicurante ma mi ha detto che preferiva vedessi un dermatologo.
Finita la telefonata con lui, ho chiamato la nostra assicurazione, che in Svezia ha l’unica funzione di farti saltare la coda per vedere uno specialista, altrimenti funziona come in Italia tempi eterni di attesa, ma ovviamente non danno appuntamenti con gli specialisti solo perché il paziente lo decide, ci devono essere dei motivi validi. La signora al telefono si è connessa a sua volta al mio dossier medico, vedendo anche che avevo appena consultato e, senza fare una piega, mi ha fissato il dermatologo, appuntamento di prima mattina del giorno dopo… ero incredula mai più ci avrei sperato.
Alle 8:40 sono entrata in consultazione, cinque minuti dopo il dermatologo mi praticava una piccola anestesia per fare un prelievo del simil neo, cinque più tardi l’infermiera mi medicava e via, risultati a febbraio… mi sono sentita ascoltata e rassicurata e soprattutto hanno fatto quello che dovevano fare senza ne insistere ne protestare, come normale che sia.
Nel giro di 24 ore ho adottato da un lato la consultazione on line dal divano di casa e ho incominciato a guardare questo sistema maltrattato con occhi un po’ diversi, vedremo in futuro …..
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