Mini college tour inglese

Arrivare a Londra direttamente da Stoccolma procura le stesse sensazioni che si hanno quando dal Giappone si sbarca in India… è un po’ come se Dante avesse fatto il percorso inverso e dal Paradiso fosse passato all’inferno senza il necessario passaggio del purgatorio….
Mi spiego. Se Arlanda non regge per tanti motivi il confronto con Heatrow, mille volte più grande mille volte più bello, già sul Heatrow express la Svezia con il suo Arlanda immacolato guadagna dei punti. Ma l’asino casca una volta sbarcati a Paddington Station, la pioggia poi non aiuta a rendere lo sbarco più gradevole… ma siamo a Londra e la pioggia fa parte del gioco.

Prendiamo la circle line direzione Victoria, non c’è un ascensore, le scale sono strette e anguste, al confronto la metropolitana di New York mi sembra quasi un posto in cui passarci il pomeriggio. Penso a quanto la metropolitana di Stoccolma sia baby friendly, anche nei costi ( qui Camilla vale già come un adulto, anche sul treno dall’aeroporto…. mentre sull’Arlanda express 4minori di 18 ani viaggiano gratis con un adulto pagante…). Per fortuna siamo mobili e resistenti e facciamo allegramente su e giù con le borse, schiacciati nella folla serale, e tra odori forti e fastidiosi.
Sono cinque anni che non torno a Londra, la guardo un po’ con occhi nuovi e ovviamente con il mio filtro ormai svedesizzato ( guardavo Parigi con quello giapponese ogni volta che ci tornavo, e la capitale francese ne usciva massacrata).
Londra è una città che ho imparato ad amare con il tempo e con l’età, da ragazza non mi piaceva, non mi faceva palpitare né quando ci viveva mia sorella, né quando ci viveva Paolo. Poi ci sono tornata e l’ho apprezzata ogni volta di più, l’ho vista darsi un volto nuovo, svecchiarsi, mi sono anche trovata a pensare che potrebbe essere una città in cui vivere, un giorno chissà.
Comunque non siamo a Londra per dedicarci al turismo, o almeno non completamente, siamo qui per visitare un po’ di università, sembra che i college britannici possano esser presi in considerazione dalla nostra numero tre, dopo due in US perché no una in UK?
Nell organizzazione della nostra gita fuori porta mi sono fatta prendere dall’entusiasmo e non ho calcolato bene le distanze, abbiamo un hotel assolutamente fuori mano rispetto all’itinerario deciso, ma va bene lo stesso. Siamo a Greenwich  con vista sul parco e non lontano da locali e ristorantini.
La cucina asiatica e soprattutto indiana come sempre è onnipresente, cenetta nepalese non male per ricaricarci ed essere in forma per il giorno successivo.
Primo college tour fuori States, devo dimenticarmi di cosa si fa in America, qui funziona diversamente, non si può visitare al di fuori delle giornate porte aperte, anche se nulla impedisce di passeggiare nel campus, il che comunque può già dare l’idea dell’aria che vi si respira. Visitiamo Oxford con qualche goccia di pioggia e tanto vento, ma la cittadina è splendida e l’atmosfera alla Harry Potter aleggia tra i vari college che compongono l’università. Si vede che è una città universitaria, solo studenti in giro, con i libri sotto il braccio, gli zaini in spalla, il fare sicuro di chi ha il mondo in mano e sta guadagnandosi gli strumenti per renderlo migliore. Gli edifici sono uno più bello dell’altro. Pranziamo in un ristorantino non male, di quelli che non hanno solo fish and chips e che contribuiscono a far evolvere la cucina inglese verso qualcosa di più innovativo e commestibile…

La campagna intorno con i colori dell’autunno è meravigliosa, possiamo goderne la bellezza bloccati nel traffico che ci riporta a Londra.  Attraversiamo la città da una parte all’altra, dai bei quartieri alla periferia diciamo meno chic, questo giretto inatteso mi porta ad osservare i contrasti della capitale inglese, dalle splendide case di south Kensington, dove bambini in divise impeccabili rientrano da scuola per mano a mamme o tate eleganti, a Kennington, case meno curate, edifici più cupi, pelli più scure, divise sintetiche, un susseguirsi di ristoranti etnici dalle vetrine sporche. Poi ci si avvicina a Greenwich e di nuovo il panorama cambia, più borghese più curato. Tante facce di un mondo che probabilmente mai si incrocia e mai si incrocerà. Forse a Stoccolma questo contrasto e meno marcato, o forse non avendo un auto ci sono zone in cui non mi avventuro mai e non noto…
Il nostro sabato ha come attività principale la visita di Cambridge, il tempo sta migliorando, le temperature già tiepide in modo insolito per questo periodo raggiungono livelli inattesi, avremo 27 gradi all’ora di pranzo.


Passeggiamo tra i vari college che compongono la cittadina universitaria, tanti mondi racchiusi nella stessa università. Splendidi. Ricchi di storia. Palazzo nuovo di torinese memoria, orrenda sede delle facoltà umanistiche, mi appare davanti ancora più brutto. Eppure ci ho studiato, ma come sarebbe diverso immergersi nei libri in un mondo così ricco di magia? Non lo proverò  mai io, forse lei. Il sole è caldissimo e i colori della campagna intorno sembrano ancora più belli.

Rientriamo verso Londra per goderci in fretta qualche sprazzo di città.
Parcheggiamo a Spitalfields, la zona del vecchio mercato della carne è stata rimessa a nuovo in modo splendido. C’è un misto di curato e decadente nelle varie vie che circondano il vecchio mercato, un qualcosa che ricorda certe zone di New York, boutique eccentriche, ristorantini bio, bugigattoli etnici in chiave bobo-chic.

Incontriamo un’amica di Palo Alto e con lei ci dedichiamo al rito del tea time. Splendido salone London Tea exchange. 300 tipi di té diversi in menu… la scelta non è semplice. Ne annusiamo miscele e osserviamo  miscugli floreali. Sorseggiamo il nostro té come dei veri inglesi prima di riprendere il nostro vagare nella zona, assaporando la città nella sua allegra vivacità…

In realtà, almeno per me il bello della giornata, o forse anche di questo nostro lungo week end inglese deve ancora venire, sarà la cena nel ristorante di uno dei miei chef preferiti, Yotam Ottolenghi, di cui accumulo i libri di ricette e riproduco i sapori. È più che un andare al ristorante, è un pellegrinaggio per me.

Ha quattro ristoranti in città, ne ho scelto a caso uno Spitalfields convinta che tanto mai e poi mai avrei potuto esserne delusa. Ceniamo con degli amici del Giappone che vivono a Londra ormai da dieci anni, esempio lampante dell’assenza di queste intense amicizie in espatrio: si fa un pezzo di strada insieme, si attraversano magari anche piccole difficoltà, appoggiandosi gli uni agli altri e poi ci si avventura ognuno per conto proprio, ma ciò che si è costruito rimane sempre,  chiaro, indelebile, ci si ritrova ed è come se ci si fosse lasciato il giorno prima.
Il ristorante ovviamente non mi delude, ritrovo nel menu le “mie” ricette e nei piatti quei sapori che cerco goffamente di riprodurre anch’io nella mia cucina… ho davanti a me le immagini dei miei libri, quelle che osservo con ammirazione e reinterpreto appena posso.
Ripartiamo da Londra dopo un pranzo veloce e sotto la pioggia battente, le temperature sono precipitate di dieci gradi, in questo assurdo susseguirsi di temperature sempre troppo sbagliate per la stagione. Ripartiamo con mille immagini da elaborare, soprattutto per Camilla, con forse le idee più chiare o forse ancora troppo confuse, difficile immaginarsi in posti diversi da casa a soli 16 anni, difficile vedersi indipendente a percorrere strade dove noi saremo solo osservatori lontani.
Informazioni pratiche:
Abbiamo affittato una macchina, per andare a Oxford e Cambridge, alla fine la scelta è stata vincente e anche piu economica dei treni, abbiamo potuto visitare con i nostri ritmi e senza essere legati ad orari del treno. Ma, c’è sempre un MA, il traffico londinese è veramente intenso e può rendere il rientro a Londra veramente lento e penoso.
A Londra si mangia direi sempre meglio e sarà anche l’effetto Brexit i prezzi sono assolutamente contenuti, il che non guasta. Ottolenghi lo straconsiglio.
La metropolitana è peggio di quella di New York, non me la ricordavo così, avrò una memoria selettiva, con valigie (passeggini o affini) uber o cab non guastano…
L’heatrow express è veramente perfetto per muoversi tra città è aeroporto, 15 m e via.
Se andate per visitare le università informatevi prima delle giornate porte aperte, la vostra visita sarà sicuramente più a 360 gradi, anche se già girare così a casaccio come abbiamo fatto noi da un po’ l’idea…

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