L’altro giorno leggevo un articolo, qui, articolo che non mi ha stupita più di tanto, ma che mi fa riflettere…con la mente sono tornata indietro di qualche anno, tanti, io adolescente in giro con mia mamma incontro una sua amica più giovane con bambini di conseguenza più giovani di noi, era il periodo precedente Natale, e mia mamma le disse “sarai presissima dall’acquisto di giocattoli”, l’amica rispose no niente giochi, tanto i miei tra la scuola i compiti e le attività extra scolastiche non hanno tempo di giocare.
 |
| travestirsi sempre! |
 |
| torri di kapla |
Nel mia testa di allora pensai con orrore a quei bambini privati di gioco, non necessariamente di giochi, ma di quel momento fondamentale per crescere in cui si dà spazio alla fantasia, si costruiscono mondi paralleli, ci si inventa tuto e niente, che sia giocando con i lego o con dei bastoni di legno.
Diventando mamma ho sempre pensato all’importanza del gioco, io sono stata una bambina fantasiosa e piena di energie, fortunatamente assecondata con lunghi pomeriggi di corse in bici, di partite al pallone o di storie inventate sul pavimento con i miei cugini o le mie amichette. Mi ricordo scatoloni diventati barche in immaginari mari in tempesta, cestini calati da un balcone all’altro per inventarsi avventure, pomeriggi passati a giocare a mosca cieca, a pallone, a rialzo, rientrando a casa stanchi, sporchi e felici.
Le mie bambine hanno giocato, saltato, creato senza limiti, se non i pochi imposti dai compiti da finire o dalle attività che non dovevano però diventare troppe e esclusive.
 |
| giochi nel parco |
I bambini hanno, come noi adulti, bisogno di tempo libero e il loro tempo libero dalle attività imposte lo riempiono giocando, e questo tempo di gioco è fondamentale per sviluppare fantasia e sicurezze.
I genitori della mia generazione figli del benessere hanno, credo, un po’ la tendenza a sovraccaricare i figli di attività extra pensando che tra nuoto, tennis, piano, canto, scacchi e danza si dia loro tutto il possibile per aprire lo spirito, questo è vero in parte, ma non completamente, i bambini hanno bisogno di spazio, spazio vuoto, spazio da riempire con quello che vogliono, facendo quei giochi seduti per terra le gambe incrociate che li portano lontani nel loro mondo unico e prezioso, quel mondo che serve per crescere.
 |
| mosca cieca |
Ho passato ore ad osservare le mie bambine intente a giocare, insieme o separatamente, ad ascoltare i loro pensieri dipanarsi ad alta voce, quelle loro storie prendere forma, i loro personaggi diventare quasi reali. Semplicemente straordinario.
 |
| palloni per aria! |
Ancora di più nella comunità di espatriati vedo bambini che crescono con agende da ministri, senza momenti di dolce far niente e spesso incollati ad uno schermo. Ho sentito madri giustificare se stesse con un così va adesso, tanto per scaricarsi la coscienza dell’ennesimo pomeriggio interattivo ma non attivo! Ho visto madri gestire andate e ritorni tra corsi vari per avere figli sempre più performanti, inquiete che si perdano nella corsa verso il successo, quando a volte basterebbero montagne di pennarelli, cataste di lego colorato, playmobil con e senza capelli per dare ai bambini quello di cui hanno bisogno: sogno e creatività, tempo per immaginarsi mondi dietro le nuvole lo sguardo rivolto al cielo, corse a perdi fiato e ginocchia sbucciate, ecco ci vogliono ginocchia sbucciate per creare bambini felici che a loro volta saranno adulti con la voglia continua di emozionarsi!
Rispondi