Sono passati quasi nove mesi dall’ultimo abbraccio in Alvarado Avenue, nove mesi in cui hai tirato fuori le unghie e i denti, tra alti e bassi.
Nei tuoi occhi allora avevo visto eccitazione e dolore. L’eccitazione per un’avventura che per la prima volta avresti vissuto da sola con noi, dolore per quelle amiche che in cerchio intorno a te cercavano di trattenere le lacrime, dalle quali dovevi separarti non per l’estate, ma per sempre.
Sei stata brava e piena di buona volontà. In un altalenare continuo di sentimenti sei riuscita a ricostruire legami e a sentirti a casa in una città molto diversa dal mondo in cui per cinque anni eri cresciuta.
In questi nove mesi sei diventata più grande e oggi nel tuo procedere sicuro oltre i controlli del passaporto ho visto tutti i tuoi sedici anni, splendidi e sicuri.
Stai volando verso la California, stai andando a riabbracciare tutte quelle amiche che in questi mesi sono state solo e sempre al di là di uno schermo. Per dieci giorni camminerai in strade che sono state le tue e che lo sono ancora un po’. Per dieci giorni sarai nel tuo mondo di affetti sicuri. Per dieci giorni passerai pomeriggi e serate a ridere con gli occhi pieni di gioia.
Spero solo che poi ritornare qui non ti faccia un po’ più male.
È sempre un equilibrio difficile quello di noi expat, sospesi tra mondi diversi che si sovrappongono. Non è facile decidere di non guardare indietro, ogni tanto ci si deve voltare e recuperare un po’ di quella parte di noi che volenti o nolenti è rimasta ferma al nostro prima.
Difficile chiamare casa per anni un posto e poi di colpo cancellarlo per sostituirlo con uno nuovo. Ritornare vuol dire regalarci una parentesi di ricordi indispensabili, l’importante è che poi si sia capaci di vivere serenamente il ritorno nel mondo che adesso è diventato il nostro.
Questo viaggio te lo meritavi, l’hai atteso da mesi e il sorriso di questa mattina al risveglio diceva tutto sulla tua gioia di partire. Vorrei essere lì a vedere l’abbraccio, la gioia negli occhi delle tue amiche quando ti vedranno arrivare, la più bella delle sorprese. Vorrei rivederti sfrecciare in bici in Alvarado diretta verso quella che sentì sempre un po’ la tua scuola. Vorrei osservarti mentre racconti la tua vita qui. Quella con la neve e il freddo, il progetto Nepal, gli allenamenti di hockey, i venerdì pomeriggio in giro con le tue nuove amiche.
Ti immaginerò con emozione.
E poi rientrerai a casa e lo farai con il sorriso, perché casa è qui adesso, anche se ogni tanto ci concediamo un tuffo in affetti più lontani.
Buon viaggio cucciolo, ritorna con un po’ di caldo sole di California chiuso nelle tue valigie!
Nei tuoi occhi allora avevo visto eccitazione e dolore. L’eccitazione per un’avventura che per la prima volta avresti vissuto da sola con noi, dolore per quelle amiche che in cerchio intorno a te cercavano di trattenere le lacrime, dalle quali dovevi separarti non per l’estate, ma per sempre.
Sei stata brava e piena di buona volontà. In un altalenare continuo di sentimenti sei riuscita a ricostruire legami e a sentirti a casa in una città molto diversa dal mondo in cui per cinque anni eri cresciuta.
In questi nove mesi sei diventata più grande e oggi nel tuo procedere sicuro oltre i controlli del passaporto ho visto tutti i tuoi sedici anni, splendidi e sicuri.
Stai volando verso la California, stai andando a riabbracciare tutte quelle amiche che in questi mesi sono state solo e sempre al di là di uno schermo. Per dieci giorni camminerai in strade che sono state le tue e che lo sono ancora un po’. Per dieci giorni sarai nel tuo mondo di affetti sicuri. Per dieci giorni passerai pomeriggi e serate a ridere con gli occhi pieni di gioia.
Spero solo che poi ritornare qui non ti faccia un po’ più male.
È sempre un equilibrio difficile quello di noi expat, sospesi tra mondi diversi che si sovrappongono. Non è facile decidere di non guardare indietro, ogni tanto ci si deve voltare e recuperare un po’ di quella parte di noi che volenti o nolenti è rimasta ferma al nostro prima.
Difficile chiamare casa per anni un posto e poi di colpo cancellarlo per sostituirlo con uno nuovo. Ritornare vuol dire regalarci una parentesi di ricordi indispensabili, l’importante è che poi si sia capaci di vivere serenamente il ritorno nel mondo che adesso è diventato il nostro.
Questo viaggio te lo meritavi, l’hai atteso da mesi e il sorriso di questa mattina al risveglio diceva tutto sulla tua gioia di partire. Vorrei essere lì a vedere l’abbraccio, la gioia negli occhi delle tue amiche quando ti vedranno arrivare, la più bella delle sorprese. Vorrei rivederti sfrecciare in bici in Alvarado diretta verso quella che sentì sempre un po’ la tua scuola. Vorrei osservarti mentre racconti la tua vita qui. Quella con la neve e il freddo, il progetto Nepal, gli allenamenti di hockey, i venerdì pomeriggio in giro con le tue nuove amiche.
Ti immaginerò con emozione.
E poi rientrerai a casa e lo farai con il sorriso, perché casa è qui adesso, anche se ogni tanto ci concediamo un tuffo in affetti più lontani.
Buon viaggio cucciolo, ritorna con un po’ di caldo sole di California chiuso nelle tue valigie!

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