la generazione orizzontale…

L´ultimo mio giro torinese ho preso in prestito dalla mia mamma il libro di Michele Seraa, Gli sdraiati. In realtà avrei voluto avere il tempo di guardare anche il film, raro caso in cui la voglia di vedere il film aveva la meglio sulla lettura del libro… mi sono comunque accontentata.
Il libro onestamente mi è piaciuto più o meno, ma il tema quello invece mi tocca da vicino e molti spunti sono fantastici.
¨in genere dormono quando il resto del mondo è sveglio e vegliano quando il resto del mondo stà dormendo. Sono gli sdraiati. I figli adolescenti. I figli già ragazzi.¨
Ecco da mamma di adoescenti l´argomento mi tocca.
Il tema mi tocca.
Il tema dell´adolescenza dei rapporti con i genitori, della crescita dei nostri ragazzi in un mondo che non fa loro regali.
il libro parla di una generazione,o meglio di due,la loro e la nostra.
Noi siamo quelli che stanno in piedi, loro sdraiati. Noi osserviamo il mondo dall´alto, loro dal basso.
Gli sdraiati sono loro, la generazione delle mie figlie.
Gli sdraiati la trovo la definizione perfetta.Premetto che adoro questa generazione, quella delle mie ragazze, la trovo interessante, stimolante, sorprendente. Sono cresciuti in un momento in cui il mondo ha messo una marcia in più, hanno giocato parte dell´infanzia proprio come noi, tra pedalate in bicicletta e corse a perdifiato, ma nello stesso tempo sono stati accompagnati nella loro crescita dalla tecnologia crescente. Rispetto a noi, alla nostra di generazione, hanno sicuramente avuto più stimoli e indubbiamente anche più sfide, anche perché la tecnologia porta con sé una serie di pressioni che mettono a dura prova questi giovani: i social media sono un peso, l´immagine che veicolano non aiuta, si deve sempre essere al top, si è sostanzialmente costantemente in vetrina….
Detto questo però non c´è definizione che calzi loro più a pennello che gli sdraiati. La posizione orizzontale è la loro. Vivono sul letto, snaturato ormai della sua essenza di posto in cui dormire diventa, casa, cuccia, ufficio, luogo di comunicazione.
Il letto (ma anche il divano in certe occasioni) potrebbe essere alla fin fine l´unico elemento di arredo delle loro stanze, scrivanie, tavolini, sedie non solo non servono. ma sono anch´essi snaturati dal loro essere tali, e utilizzati come elementi di appoggio del caos che circonda gli sdraiati, capaci di vivere serenamente nell´assoluto disordine.
In tutto ciò io madre non vedo, cosa assurda, nulla di negativo, osservo, ogni tanto mi innervosisco, ma non giudico questo loro atteggiamento un segno di involuzione della specie umana, ma anzi di una ulteriore evoluzione, che purtroppo non tocca più noi ma loro.
Se da un lato devo far leva su me stessa per rimanaere zen dopo 4 ore di posizione orizzontale loro, sono comunque in ammirazione di fronte al fatto che dietro questa estrema inerzia ci siano individui estremamente interessanti, capaci di ragionamenti acuti e con uno sguardo sul mondo intenso e ricco di spunti anche per noi. Fondamentalmente rispetto alla visione un po´ negativa di Michele Serra, una visione che vuole a mio parere sottolineare come ci sia un solco generazionale incolmabile tra noi e loro, la mia visione è estremamente positiva, sono interessanti questi sdraiati perenni, proprio perché dietro una corazza così un po´  stanca, nascondono splendide qualità, che al di là di tutto li renderanno adulti capaci e combattivi.
Nel momento in cui sarà l´ora di alzarsi e di mettersi a giocare duro, sono sicura che dimostreranno di avere le qualità giusto, molto di più della nostra generazione che è capace solo di giudicarli con uno sguardo severo, dimenticandosi che forse anche noi avremmo avuto voglia di essere un po´ sdraiati ma non ci è stato permesso!!

Una risposta a “la generazione orizzontale…”

  1. Veramente anche Serra giunge alla conclusione che quando si “alzano”possiedono eccome qualità equivalenti, se non superiori, alle nostre! Anche se il loro modo di vivere è all'antitesi del nostro non significa che il loro sia sbagliato. Questo secondo me dice Serra.

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