Quando si è bambini e giovani adulti spesso ci si chiede cosa farò da grande.
Spesso ci si trova a riflettere su percorsi e scelte con la voglia di trovare la strada giusta.
A volte anche da adulti ci si rittova a rifarsi la domanda, boffocchiando, a volte, risposte poco chiare!
Questo fa parte della vita di tutti, stanziali o nomadi…quel che invece è prerogativa di chi ha scelto di girare il mondo e di sparpagliare le proprie radici, è il chiedersi dove sarò in futuro.
Tante le risposte possibili. Tante e confuse.
Spesso ce lo chiedono e ancora piu spesso ce lo chiediamo noi.
In realtà non riesco a pensare a dove vorrei essere, quanto più forse al dove non vorrei… Allora vado per esclusione e rimango nel dubbio.
La nostra tappa attuale sta diventando la più lunga degli ultimi 10 anni e benchè non senta come in precedenza ancora la voglia di imballare tutto, mi faccio delle domande sulla mia vita qui quando le ragazze avranno tutte lasciato il nido.
Qui è bello, senza ombra di dubbio, si vive bene, l'ambiente è stimolante, la maggior parte della gente attiva e interessante. Abbiamo ricreato un nostro mondo piacevole e ci sentiamo bene.
Ma ci soni dei MA. Dei valori che non condivido e mi chiedo se alla lunga la cosa non mi peserà.
E normale non condividere valori di un posto che tutto sommato non fa parte della nostra cultura, e l'interrogarsi sul come questi valori un giorno o l'altro non ci faranno piu stare bene dove siamo è lecito.
Passiamo la nostra vita da nomadi a barcamenarci tra la nostra cultura di origine e tutto quello che troviamo altrove, cercando di trovare punti di contatto attraverso più o meno stabili equilibri. Spesso ci troviamo ad assimilare valori nuovi lontani dai nostri perchè vivendo all'estero si impara ad adeguarsi e ne mettiamo da parte altri perchè il continuo confronto con la differenza ci spinge al cambiamento.
Scegliere dove installarci in un futuro è un interrogativo che ci segue e ci seguirà finchè non troveremo una risposta.
Quello che mi dico è che forse non siamo ancora pronti per una scelta definitiva e che sicuramente invecchiando la scelta la faremo naturalmente.
Così d´istinto penso che non saremo troppo lontani dalle nostre ragazze che ormai saranno adulte, ammesso che il granino di follia itinerante non le porti a installarsi agli antipodi una dall´altra, lasciandoci nel dubbio del dove andare noi, all´infinito.
Molti espatriati scelgono di rientrare nel proprio Paese, ma le difficoltà non sono poche. Nei venti o trent´anni in cui ci si costruisce un futuro in altri altrove, il nostro Paese cambia anche lui e il rischio è di ritrovarsi in un mondo estremamente diverso e nel quale non troveremo più i punti di riferimento attesi.
Questo può rendere un ritorno molto complesso e a volte impossibile.
L´ideale forse sarebbe non installarsi troppo lontano ma pur sempre in un Paese nuovo per mantenere vivo quello spitiro di scoperta che ci ha accompagnati per tutta la vita e che difficilmente riusciremmo a mettere nel cassetto. L´adrenalina della scoperta di un nuovo posto è qualcosa che è diventata parte di noi, nel bene e nel male. Nel bene perchè ci da le ali nel partire, vince la paura dell´arrivare, e ci aiuta a mantenere il morale alto e il sorriso sulle labbra. Nel male perchè forse ci impedisce veramente di diventare sedentari, rendendoci a cicli di qualche anno, sempre curiosi di un posto che ancora non conosciamo.
Ogni tanto vorrei avere una sfera di cristallo e vedermi installata serena in un posto, capace di entusiasmarmi per un semplice quotidiano senza sorprese, per una cultura non più d scoprire, per un paesaggio sempre uguale e rilassante...
Ma dove sarò da grande?

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