Le nostre avventure in giro per il mondo: vita all'estero, figli trilingue, viaggi, ristoranti e vita di una famiglia expat
Dal mio punto di vista è impossibile prepararsi ad un'avventura del genere! Anch'io sento di aver detto quel sì alla partenza senza essere veramente consapevole del destino a cui sarei andata incontro. Del resto, chi lo è dopo trent'anni vissuti nello stesso Paese, nella stessa città, nello stesso quartiere? Come avrei potuto anche solo lontanamente immaginare che cosa significava lasciare l'Italia e ricominciare in California solo noi due? Credo che per sopravvivere come coppia a questa prova così difficile sia necessario essere onesti con se stessi e pronti a condividere i dubbi, le incertezze, i malumori… per restare insieme insomma, secondo me, è necessario aprirsi e mostrare le proprie fragilità all'altro, non con l'intento di piangersi addosso o di farsi compiangere, ma semplicemente per affrontare davvero INSIEME tutte le difficoltà che un espatrio in coppia inevitabilmente comporta! Mi è piaciuto molto questo post! Brava!
L'espatrio e' una grande prova per la coppia ma credo che il dialogo, onestà e un pizzico di pazzia si possa affrontare senza grossi problemi. Certo, ci sono diversi momenti di sconforto in cui è importante restare uniti e fare il gioco di squadra!A noi l'espatrio sta facendo bene, siamo sempre più coppia!
Ammetto che anche a noi, Drusilla, l'espatrio fa un gran bene!
Tutte le prove della vita mettono a in dubbio i rapporti di coppia, fino a minarli.Soprattutto le prove con alto stress e credimi, io mi sono chiesta “ce la faremo?” un milione di volte prima di partire…Soprattutto quando perdi l'agiatezza per l'incerto.Per fortuna per ora tutto bene. 🙂
Bel post! Penso tu abbia proprio ragione. Ma non ne ho esperienza 🙂
Concordo con Sabina!Quando mio marito mi ha detto che avrebbe avuto una buona opportunità a Houston, gli ho detto sì senza troppo riflettere. Mi sarebbe sembrato così assurdo ed egoista dirgli di no, che non ci ho pensato su molto. Pur rimanendo convinta della scelta che abbiamo fatto, a posteriori penso che avrei dovuto ponderare un pochino di più. In fondo io stavo lasciando un lavoro che adoravo, la famiglia, aiuti ed appoggi che con i bimbi piccoli valgono oro, una valanga di amici che mi mancano ogni giorno, solo per seguire lui e la sua carriera. I momenti positivi superano di gran lunga quelli negativi ma ogni tanto mi capita una giornata nera e la voglia di riversare su di lui la frustrazione, la rabbia, il nervosismo e la solitudine è forte…ma ingiusta. Con il tempo ho imparato che, passata la rabbia, è importante parlare di ciò che l'ha fatta nascere per evitare che il non detto crei disagio e tensioni e forse è grazie a questo che oggi ci sentiamo più forti di prima.
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