Forse più che un post su Las Vegas dovrei scrivere un libro. Eh si perché la stravaganza mista al pacchiano non hanno veramente limiti in questa folle città accerchiata dal deserto.
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| tripudio di fiori all’hotel! |
È lì Las vegas, persa nel nulla, con i suoi turisti del gioco e tutti gli altri che vanno in silenzio ad osservare questo strano mondo che si trascina tra un poker e un black jack.
Non mi aspettavo nulla da questa città, l’idea era trascorrere allegramente questo ennesimo compleanno ( incominciano a diventare tantini, ci vuole un modo nuovo per dimenticare che ogni anno se ne aggiunge uno) per 48 ore mi sono stupita, ho riso, ho guardato con curiosità un mondo assurdo stravaccato davanti alle slot macchines, un margarita in una mano, una sigaretta nell’altra. Per 48 ore mi sono fatta domande, uno studioso di socio antropologia ha materia in abbondanza qui!
Ma incominciamo dall’inizio, splendido il nostro albergo, il Winn, un po’ una mosca bianca in questo universo in cui si tende a ricostruire il costruibile, per dare l’illusione il tempo di una partita di essere altrove, colazione a Venezia, pranzo con vista sul lago di Como, per finire in un pub newyorkese!
Eh si abbiamo fatto un piccolo giro del mondo nelle nostre 48 ore, ci siamo tuffati con entusiasmo in questo scorcio d’Italia, una Venezia ricostruita nel dettaglio, con un certo kitch buttato all’estremo, con gondole e gondolieri pronti a offrire un giro di giostra e un illusione d’Italia. Abbiamo proseguito con una passeggiata ai piedi della tour Eiffel, per poi lasciarci trascinare nelle vie di New York e rilassarci a Bellagio con vista lago…. Beh un po’ fantasiosa questa vista con un pezzetto di Louvre e l’Operà sull’altra sponda.
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| Lago di Como con vista su Parigi! |
Veramente belle queste ricostruzioni, con dettagli incredibili, luci al tramonto, nuvole sopra la testa….
Venezia:
Roma:
Parigi:
New York:
L’impressione di essere a Disneyland non mi ha abbandonata per tutto il week end, con una grande differenza, Disneyland mette allegria, questo mondo finto di Las Vegas invece, nonostante i colori, le luci, la musica, da anche un senso di disagio e di tristezza. C’è tristezza dietro uomini e donne seduti di fronte alle slot machine con tequila e sigaretta, già alle 10 del mattino; c’è tristezza in questa ricerca di sensazioni forti che svaniscono in pochissimi minuti lasciando poi solo un vuoto (nell’anmo per I fortunati, nel portafoglio per la maggior parte….)
Sarà che a me il gioco non piace, anche se ho approfittato di ogni secondo e di ogni passo per coglierne lo spirito, ho approfittato del mio week end con molta allegria ma senza poter fare astrazione di questo mondo vizioso e di questa aria poco sana che si respira tra i tavoli da gioco.
Io mi sono divertita ad osservare, cercando di capire cosa si nasconde dietro certe scelte, mi hanno particolarmente colpito le signore anziane sole intente a giocare, chissà perché, ma mi fanno pensare. Posso capire il ritrovarsi tra amici e divertirsi un gruppo con qualche puntata al tavolo verde, ma la tristezza di farlo da soli , proprio no, mi sfugge il senso, e ovviamente mi chiedo i perché dietro tutto questo.
Giocatori in azione:
L’umanità è interessante da osservare in questa città immersa nel nulla, c’è veramente gente strana, coppie improbabili, gruppi di donne più o meno giovani che festeggiano chissà cosa, giovanissime che si accompagnano a vecchi signori. Uno spaccato di America degno di nota.
gadget:
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| Se si cammina troppo tra un casino’ e l’altro ecco le ballerina al distributor automatico |
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| caramelle tematiche di vario genere |
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| nella stanza d’albergo insieme a piccolo generi di confort anche la box per soli adulti con dentro vibratore e preservative piu qualche gadgets |
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| il lato della scatola |
servizi mentre si gioca, della serie non lascio il mio tavolo
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| il pranzo e’ servitor…. continua a giocare |
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| servizio di massagiatrici: distenditi e gioca!! |
Leggevo sulla mia guida che non si può capirel’America se non si è andati una volta nella vita a Las Vegas, e forse è proprio vero, questa valvola di sfogo ha un suo perché, una ragione di esistere in questa America sempre di corsa, dove si può venire a cercare un motivo per gioire da rinchiudere in 48 ore.
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| qualche buon ristorante |
48 ore sono più che sufficienti a Las Vegas, dopo francamente si perderebbe il fascino che questo mondo di luci suscita su di noi, dopo si rischierebbe anche di ripartire veramente in mutande per chi di gioco è appassionate. 48 ore per percorrere lo Strip avanti e indietro, con tutto il tempo per ficcare il naso nei fumosi casino, con tutto il tempo per osservare la fauna deambulante e anche quello di sedersi al tavolo di alcuni degli ottimi ristoranti. Poi è l’ora di partire, il tempo ancora per chi ama, e non ha perso tutto, di un colpetto di slot prima dell’imbarco, e poi si riparte verso un mondo più reale e forse anche sano….
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| slot ai gates d’imbarco |
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| qui le aasurde tariffe applicate nei ditributori automatici degli alberghi di solito quando si preleva in un distributor che non e’ quello della propria banca c’e’ un costo fisso di 3$…. |











































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