Certo essere expat in certi Paesi di Africa e Asia, come anche in certe parti dell’America latina, è ben diverso da espatriazioni in Europa e negli Satti Uniti dove spesso si vive una vita più con i piedi per terra per forza di cose… Non è sicuramente semplice vivere in certi contesti ed è molto più facile farne astrazione immergendosi pienamente in una vita solo di expat…. È un modo di proteggersi da quello che ci sta intorno, è l’istinto di sopravvivenza che ci porta a agire così…. Io ci sono stata in Paesi così, in India, ho toccato con mano cosa vuol dire veder scorrere dietro al finestrino dell’auto un mondo duro, di miseria e sofferenza, facile correre ai ripari e chiudersi tra quattro mura dorate, un aperitivo in mano e un gruppo di amiche con cui chiacchierare del più e del meno a bordo piscina, ed è anche facile cascare in discorsi inutili che spaziano dalla maid che mette poca energia in quel che fa all’organizzazione del prossimo viaggio…. Fa molto stereotipo, ma è così, l’ho fatto pur rimanendo me stessa, ne ho riso allora e soprattutto ne rido adesso…. Ma è stato utile per uscirne indenne…
Tutto sommato ci si rinchiude in un piccolo mondo dorato per certi momenti come per mettere la vita tra parentesi e riprendere fiato.
Poi certo bisogna essere capaci di guardare in modo ironico a questa vita così fuori dal contesto in cui si vive, a questi problemi che non sono problemi e ai discorsi futili per occupare le giornate…. È questione di intelligenza….
Nei paesi duri aiuta a vedere il positivo, in altri è fuori luogo ma esiste e ha i suoi perchè!
In Giappone mi dava più fastidio, tutto sommato eravamo quasi noi quelli guardati come terzo mondo, ma in Giappone certi espatriati tendono anche a perdere un po’ la bussola e a lasciarsi annebbiare da vite troppo agiate e facili, allora li si che si casca nel cliché e dà anche un po’ fastidio…. Alla fine del mio terzo anno a Tokyo mi indisponevano un po’ le expat che si lamentavano di continuo tra un caffè e un pomeriggio di shopping….come se la vita facesse loro solo grandi torti sottoponendole a corvée senza fine ai grandi magazzini mentre la maid di turno cercava di star dietro ai bambinetti innervositi da madri assenti….
Ma anche qui sono stata tollerante e non ho giudicato, tutto sommato mica tutte sono capaci di mollar il vecchio mondo, imballare la casa, lasciare a volte carriere ben installate ( eh si perché non è detto che chi sembra un’oca in espatrio lo sia poi nella vita vera o lo sia stata nella vita precedente) e seguire il proprio compagno in un posto in cui non solo non si capisce nulla ma agli inizi si ha pochissima autonomia, incapaci di affrontare da soli un qualsiasi ufficio amministrativo e dove anche comperare il latte nei primi tempi può creare problemi….
Concediamo a queste donne un momento di sosta, concediamo loro una pausa tra due vite normali…. Inquietiamoci solo se non sono capaci di guardarsi con un po’ di ironia, in questo caso soltanto c’è da preoccuparsi….
In Europa come in America la situazione è spesso diversa, nel primo caso essere expat in Europa per un europeo ha sicuramente meno vantaggi economici, insomma si vive come gli altri in mezzo agli altri e se ci si ritrova tra expat e più per sentirsi un po’ a casa che per fare programmi di viaggio mirabolanti o discutere di giardinieri fannulloni…. Può esserci arroganza, ma si ha tendenza a perdere meno la bussola….
In America, o l’ameno in questo angolo di mondo particolare che è la Silicon Valley mi sembra invece che tutti i cliché sulle donne expat al seguito siano felicemente disintegrati…. E qui sicuramente ci sono expat con molti ma molti più mezzi economici di quelli incontrati in Asia, ma forse il contrasto con il resto è meno stridente, ci si fonde nella massa, e allora l’immagine che le donne al seguito danno è quella di donne attive, con le teste ben fatte, non che negli altri posti non lo siano, ma qui lo fanno vedere, non mettono idee e progetti nel cassetto per passare la giornata nella boutique Armani o nel caffè alla moda, qui fanno questo e quello, passano il pomeriggio al caffè ma mettendo sul piatto idee brillanti!
Che qui venga fuori la vera essenza della donna la seguito, quella che per amore ha mollato tutto a 20/30 o 40 anni, quella che è stata di sostegno all’uomo brillante che si è scelta come compagno, appoggiandolo nelle fasi cruciali di folgoranti carriere, mettendosi tra parentesi come professionista, per fare la moglie, la confidente e la mamma? Forse si!
Bisognerebbe farne un’elogio a queste donne che sanno rinunciare spesso a un qualcosa per seguire un progetto di vita, a volte forse appaiono leggere e frivole a volte tristi e disincantate, ma non sono mai da giudicare, hanno dimostrato di avere le palle scegliendo strade non facili, mettendo migliaia di chilometri tra loro e tanti affetti, mettendo nel cassetto sogni intimi per tirarne fuori altri di coppia, di famiglia, progetti di vita magari diversi da quelli pensato all’inizio… Allora concediamo loro il lusso di una pausa in piscina, di quattro chiacchiere su niente, sappiamo benissimo che sono profonde e intelligenti altrimenti non sarebbero in giro per il mondo!
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