English translation follows
Alcune belle letture negli ultimi tempi.
Varie e sconnesse tra loro come spesso accade. Alcune “imposte” dal mio bookclub, che ha, come sempre, il merito di farmi scoprire autori che a volte non approccerei. Altre scovate nelle mie continue scorribande in libreria, qui, o un po’ ovunque.

Agnes Gruda, Ça finit quand toujours. L’autrice di origine polacca è arrivata in Quebec all’età di 12 anni. Giornalista e scrittrice, ha coperto come corrispondente, numerose aree di conflitto dai Balcani, al Medio Oriente, dall’Ucraina alla Libia.
Nel suo romanzo si parla di sradicamento, di identità culturale, di memoria familiare. Tutti temi che parlano a chi, come noi, vive all’estero da tanti anni. La storia è la storia di 4 famiglie le cui vite e traiettorie prendono direzioni diverse.
Nei primi anni 50 in una maternità di Varsavia, Nina e Pola, danno alla luce Ewa e un Adam. E insieme alla nascita dei loro figli inizia quella di una bella amicizia, di sogni e progetti condivisi.
La storia di quattro famiglie legate da una profonda amicizia che resiste nonostante le distanze e le diverse scelte di vita.
Il romanzo abbraccia cinque generazioni e tre continenti, esplorando cosa significa l’esilio, il cambiamento linguistico e personale, l’identità che si ricompone o si sfilaccia.
Marie Laberge, Le Goût du Bonheur, trilogie. L’autrice è una delle più importanti voci della letteratura del Québec contemporaneo. La sua trilogia Le goût du bonheur è considerata la sua opera più ampia, complessa e amata.
La trilogia è una saga storica e familiare in tre volumi ambientata in Québec, tra Quebec city e Montreal, tra gli anni ’30 e gli anni ’60
Il primo volume Gabrielle (2000) ha come protagonista Gabrielle, una donna moderna, per l’epoca, in netto contrasto con un Quebec retrogrado e bigotto, in cui la chiesa detta legge. Uno spaccato della società di allora con sullo sfondo i grandi cambiamenti politici e storici che porteranno rapidamente alla seconda guerra mondiale. Il romanzo esplora la maternità, il matrimonio e il desiderio femminile represso, e nello stesso tempo introduce i personaggi che formeranno il cuore della saga, tra amori proibiti, segreti di famiglia e sogni di libertà.
Il secondo Volume Adelaide (uscito nel 2001) ha invece come protagonista la figlia di Gabrielle, Adelaide, che della madre ha la bellezza e il temperamento. Siamo nel pieno della seconda guerra mondiale, e il romanzo affronta temi come l’emancipazione femminile e i conflitti generazionali.
Il terzo volume, Florent (2001) offre una prospettiva maschile attraverso uno dei personaggi principali della saga, omosessuale e artista di grande successo. Anche qui con tutte le problematiche legate alla libertà di vivere la propria vita in una Montreal negli anni 50 in cui chiesa e benpensanti dominano e regolano ancora usi e costumi.
Circa 2000 pagine in totale che si leggono con un piacere infinito e con la voglia di andare avanti e non smettere mai di voltare pagina.
Viola Ardone, Tanta ancora vita. L’autrice salita alla ribalta con quel bellissimo libro che è Il treno dei bambini, qui in questo nuovo romanzo parla di legami profondi, di disperazione e rinascita, di guerra e di sopravvivenza. Il protagonista è Kostya un bambino ucraino e il cui legame con Vita, professoressa depressa, divorziata da poco, con nel cuore l’immenso dolora per la perdita del figlio, è uno dei fulcri della storia. Kostya con la sua presenza fragile le dona nuovamente la voglia di vivere. Sullo sfondo il conflitto in Ucraina, la perdita degli affetti, i legami che si sfaldano, tante tematiche di forte attualità.

Adania Shibli, Minor Detail. L’aurtrice palestinese ha pubblicato Minor detail in arabo nel 2017. La traduzione in inglese è del 2020. Shibli rappresenta una voce significativa della letteratura araba contemporanea, e in particolare della letteratura palestinese, per il modo in cui fonde ricerca accademica, impegno politico e sperimentazione narrativa.
Al centro della sua scrittura il come la storia, il ricordo e l’oblio si intreccino nella vita quotidiana. Nonostante la sua notorietà internazionale, lei stessa ha dichiarato che “la mia letteratura non è mai sulla Palestina”, nel senso che non vuole che la sua scrittura sia ridotta esclusivamente a “letteratura sulla Palestina”, ma che la Palestina è la condizione da cui scrive
In Minor Detail la narrazione si articola in due parti: la prima ambientata nel 1949, quando un gruppo di soldati israeliani commette un’atroce stupro di gruppo su una palestinese. La seconda in un tempo più recente, con una donna che cerca di ricostruire quello che è accaduto.
Il romanzo ha suscitato un certo numero di critiche, legate soprattutto alla rappresentazione del conflitto israelo-palestinese e alle modalità con cui viene raccontata. A me è piaciuto veramente tanto!
Let’s talk about books from the world — and about the world.
Some lovely reads lately.
Varied and unrelated, as often happens. Some were “assigned” by my book club, which, as always, has the merit of making me discover authors I might not have approached otherwise. Others were found during my constant raids through bookstores, here, or pretty much anywhere.
Agnes Gruda, Ça finit quand toujours
The author, originally from Poland, moved to Quebec at the age of 12. A journalist and writer, she has worked as a correspondent covering several conflict zones, from the Balkans to the Middle East, from Ukraine to Libya.
Her novel speaks of uprooting, cultural identity, and family memory, themes that deeply resonate with those of us who have lived abroad for many years. The story follows four families whose lives and paths take different directions.
In the early 1950s, in a maternity ward in Warsaw, Nina and Pola give birth to Ewa and Adam. Along with the birth of their children begins a beautiful friendship, filled with shared dreams and plans. It’s the story of four families bound by a deep friendship that endures despite distance and diverging life choices.
The novel spans five generations and three continents, exploring what exile means, how language and identity evolve, and how belonging can be rebuilt, or unravel.
Marie Laberge, Le Goût du bonheur trilogy
Marie Laberge is one of the most important voices in contemporary Québécois literature. Her trilogy Le Goût du bonheuris considered her most ambitious, complex, and beloved work.
It’s a historical and family saga in three volumes, set in Quebec between the 1930s and 1960s, between Quebec City and Montreal.
The first volume, Gabrielle (2000), follows Gabrielle, a modern woman for her time, at odds with a conservative, church-dominated Quebec. It paints a vivid portrait of society then, against the backdrop of the great political and historical changes leading up to World War II. The novel explores motherhood, marriage, and repressed female desire, while introducing the characters who will form the heart of the saga, amid forbidden loves, family secrets, and dreams of freedom.
The second volume, Adélaïde (2001), focuses on Gabrielle’s daughter, who inherits her mother’s beauty and temperament. Set during World War II, it tackles themes such as women’s emancipation and generational conflict.
The third, Florent (2001), offers a male perspective through one of the saga’s central characters, a gay artist of great talent, exploring the struggle to live freely in 1950s Montreal, still dominated by the church and conventional morality.
Around 2,000 pages in total, this trilogy is a pure pleasure to read, the kind of story that makes you want to keep turning pages and never stop.
Viola Ardone, Tanta ancora vita
After the success of her beautiful novel Il treno dei bambini (The Children’s Train), Viola Ardone returns with a moving story about deep bonds, despair and rebirth, war and survival.
The protagonist, Kostya, is a Ukrainian child whose encounter with Vita, a recently divorced, deeply depressed teacher mourning the death of her son, becomes the emotional core of the book. Through Kostya’s fragile presence, Vita rediscovers a desire to live. Against the backdrop of the war in Ukraine, the novel delves into loss, broken connections, and the struggle to find hope, all themes that feel painfully relevant today.
Adania Shibli, Minor Detail
The Palestinian author Adania Shibli first published Minor Detail in Arabic in 2017; the English translation followed in 2020. She is one of the most significant voices in contemporary Arabic, and especially Palestinian, literature, known for blending academic rigor, political awareness, and narrative experimentation.
At the heart of her writing lies an exploration of how history, memory, and forgetting intertwine in everyday life. Despite her international recognition, Shibli has said: “My literature is never about Palestine,” meaning she doesn’t want her work to be reduced to “literature about Palestine” , rather, Palestine is the condition from which she writes.
Minor Detail unfolds in two parts: the first set in 1949, when a group of Israeli soldiers commit a brutal gang rape of a Palestinian woman; the second, in more recent times, follows a woman who attempts to uncover what happened.
The novel sparked some controversy, especially around its depiction of the Israeli–Palestinian conflict and the way the story is told. Personally, I found it an extraordinary and powerful read.
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