Berlino seconda parte

English translation follows

Sempre e ancora Berlino un po’ a caso come piace a me… 

La zona di Neuköll si presta ad esplorazione, Chiara e Jannick vivono qui.

Neuköll è un quartiere estremamente interessanti e ricco di contrastati. È relativamente giovane come identità urbana, molto multiculturale. Una multiculturalità che si respira ad ogni angolo, con la presenza di ristoranti che ci fanno fare il giro del mondo rimanendo in pochi metri. È un quartiere vivace e giovane, dove culture diverse si mescolano e ne aumentano lo charme.

Ho camminato in lungo e in largo esplorandone vie e viuzze. Portare a spasso il cane dei ragazzi spinge a questo tipo di attività, da un giro verso il vecchio aeroporto, di cui ho parlato qui, ad un altro verso il canale Landwehr.

Il Landwehrkanal è un canale artificiale che attraversa Berlino ed è lungo  oltre 10 chilometri. Costruito tra il 1845 e il 1850 dai i progetti dell’architetto e paesaggista Peter Joseph Lenné, su incarico del re Federico Guglielmo IV, come via di trasporto fluviale, legata all’espansione industriale di Berlino, Il canale corre in parte parallelamente al fiume Spree attraversando diversi quartieri berlinesi: parte da Osthafen, il porto orientale della Spree, e termina reinserendosi nella Spree a Charlottenburg.

Oggi la funzione di trasporto fluviale è venuta meno e il canale si è trasformato in una zona di svago. Lungo le sue sponde si trovano sentieri che invitano a lunghe passeggiate, piste ciclabili, spazi verdi, bar, ristoranti, mercati e zone di relax. Un posto piacevole.

A Neutralizzarekölln tra i tanti posticini in cui fermarsi per sgranocchiare qualcosa , in direzione di Tempelhof,  La maison, una bakery molto bella con ottimo pane e super pain au chocolat! Ideale per una pausa colazione. 

Per pranzi e cene c’è solo l’imbarazzo della scelta, i ragazzi continuano a provare i ristoranti dei dintorni con entusiasmo. Carinissimo e provato anche da me Jaja, con piatti da condividere e ottimi vini.

Altro quartiere esplorato che mi è piaciuto molto è Prenzlauer Berg, considerato l’ eldorado dei bobo e pare anche essere la zona della Germania con il tasso di natalità a più alto! Un quartiere pieno di bambini insomma.

È una zona edificata fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento con  il piano urbanistico di Hobrecht. Questo è il periodo in cui vennero costruite le case Altbau, che sono l’elemento distintivo di molti quartieri di Berlino. Queste case hanno soffitti molto alti, con spesso stucchi decorativi, grandi finestre, parquet, scale in ferro battuto e cortili interni.

Ovviamente ça va sans dire c’è un mercato bio tutti i giovedì,  ökomarket su Kollwitzplatz,con prodotti freschi biologici, molti provenienti dalla regione circostante, Brandenburg e dintorni. Mentre la domenica è il mercato vintage, ad essere installato. E poi un susseguirsi mai visto di ristorantesi vegetariani e vegani.

Lungo Kastanirnhalle libreria anglofona, e tantissimi negozietti giapponesizzanti, uno dietro l’altro, e uno più carino dell’altro. Noi abbiamo mangiato i ramen di Hokkaido da Takumi

Da qui abbiamo camminato piacevolmente verso Alexanderplatz. Un bel modo per scoprire i dintorni.

Ultima giornata con un giretto nella zona dello shopping a Mitte, perché come i supermercati anche i negozi dicono molto su una città. Devo dire che i prezzi di Berlino mi hanno piacevolmente colpita. 

Da qui pian piano ci siamo incamminati verso Fotografiska. Passando davanti alla Nuova Sinagoga, la Nuova Sinagoga, che con la sua cupola dorata, è uno dei simboli della presenza ebraica a Berlino. La sinagoga ospita anche un centro culturale e uno spazio espositivo dedicato alla memoria della comunità.

Questa zona era il centro della vita ebraica a Berlino tra il XVIII e l’inizio del XX secolo. Durante il nazismo, molte sinagoghe furono distrutte e anche la Neue Synagoge fu gravemente danneggiata. Oggi il quartiere mantiene un forte valore commemorativo e culturale.

Cii sono musei, targhe commemorative, memoriali delle pietre d’inciampo Stolpersteine, e iniziative culturali legate alla memoria ebraica. Grosse Hamburger Straße è la strada in cui si concentra “la memoria” storica: il Memoriale delle deportazioni che commemora gli ebrei deportati da Berlino. L’ex scuola ebraica (Jüdische Mädchenschule) che oggi è sede di gallerie e ristoranti, ma che ha esposti dei pannelli informativi sul passato.

L’ Antico cimitero ebraico, distrutto dai nazisti, che oggi è un piccolo parco con una stele commemorativa.

Arriviamo a Fotografiska per noi “ex” svedesi ha un suo perchè. Non ci ha mai delusi a Stoccolma, e cosī anche qui ci ha subito conquistati.

Fotografiska Berlin ha aperto nel settembre 2023 ed è ospitato nell’edificio storico dell’ex Kunsthaus Tacheles, situato in Oranienburger Straße 54, con una superficie totale di circa 5.500 metri quadri dedicati alle mostre, sullo stesso modello di quello di Stoccolma, 4 esposizioni. Caffè e ristorante sullo stampo di quelli di Stoccolma, veramente carini dove fermarsi anche solo per un bicchiere.

Comunque se le mostre ci hanno piacevolmente colpiti, l’edificio in sé ci ha lasciati senza fiato.

Il Kunsthaus Tacheles era uno dei simboli più iconici della Berlino post-Muro: un centro autogestito di arte alternativa, cultura underground e resistenza urbana,  Esistito tra il 1990 e il 2012, ha avuto un’enorme influenza sulla scena culturale berlinese e sulla percezione di Berlino come capitale della controcultura europea.

L’edificio venne costruito nel 1907–1908 come magazzino commerciale per l’azienda Friedrichsstadtpassagen.

Negli anni ’20 fu sede di diversi spazi e successivamente venne usato dai nazisti come sede amministrativa.

Durante la DDR pur  parzialmente in uso, cadde in rovina.

Dopo la caduta del Muro nel 1989, l’edificio venne abbandonato esi pensò di demolirlo e per questo nel 1990, un collettivo di artisti locali e internazionali occupò l’edificio per impedirne l’abbattimento.

Gli artisti lo trasformarono in un centro culturale indipendente: il “Tacheles”, che in yiddish significa “parlare chiaro / senza peli sulla lingua“.

Entrare a Fotografiska è anche un tuffarsi in questo museo perenne che è la storia di chi lo occupò per anni.

Dal lato pratico per muoversi a Berlino

Uber funziona bene, per l’aeroporto tariffe concorrenziali rispetto ai taxi.   I trasporti pubblici funzionano anche, egregiamente e si può scaricare la applicazione bvg per i biglietti. 4 tratte di due ore ciascuna costano sugli 11 euro, contando che in una tratta se si sta nelle due ore si fanno più viaggi. Io ho camminato tantissimo, perché è così che amo impossessarmi delle città.

Attenzione però il pedone non ha la priorità su ogni tipo di passaggio pedonale, con il semaforo verde e le strisce, anche senza semaforo si, ma nei punti di attraversamento senza strisce, ma solo diciamo segnalati, le auto hanno la precedenza, e non rallentano neppure.

Still and always Berlin

A bit randomly as I like it…

Neukölln is an extremely interesting neighborhood full of contrasts. It has a relatively young urban identity and is very multicultural. You can feel this multiculturalism at every corner, with restaurants that take you on a world tour within just a few meters. It’s a lively and young neighborhood where different cultures mix and enhance its charm.

I walked far and wide exploring its streets and alleys. Walking the guys’ dog encourages this kind of activity, from a stroll towards the old airport, which I talked about here, to another towards the Landwehr Canal.

The Landwehrkanal is an artificial canal that runs through Berlin and is over 10 kilometers long. Built between 1845 and 1850 from designs by architect and landscape gardener Peter Joseph Lenné, commissioned by King Frederick William IV as a water transport route linked to Berlin’s industrial expansion, the canal runs partly parallel to the Spree River crossing several Berlin neighborhoods: it starts from Osthafen, the Spree’s eastern port, and ends by rejoining the Spree in Charlottenburg.

Today, the water transport function has diminished, and the canal has transformed into a recreational area. Along its banks, you can find trails inviting long walks, bike paths, green spaces, bars, restaurants, markets, and relaxation areas. A pleasant place.

In Neukölln, among the many spots to stop for a snack, heading towards Tempelhof, there is La Maison, a very nice bakery with excellent bread and amazing pain au chocolat! Ideal for a breakfast break.

For lunch and dinner, there’s only the embarrassment of choice; the guys keep enthusiastically trying the local restaurants. Very nice and also tried by me is Jaja, with dishes to share and excellent wines.

Another neighborhood we explored and really liked is Prenzlauer Berg, considered the bobo’s eldorado and apparently the area in Germany with the highest birth rate! In other words, a neighborhood full of children.

It’s an area built between the late 19th and early 20th centuries following the Hobrecht urban plan. This is the period when Altbau houses were built, which are the distinctive feature of many Berlin neighborhoods. These houses have very high ceilings, often with decorative stucco, large windows, parquet floors, wrought iron stairs, and internal courtyards.

Obviously, ça va sans dire, there is an organic market every Thursday, the Ökomarkt at Kollwitzplatz, with fresh organic products, many coming from the surrounding region, Brandenburg and nearby areas. On Sundays, the vintage market is set up instead. And then a never-ending succession of vegetarian and vegan restaurants.

Along Kastanienallee, there is an English-language bookstore and many Japanese-style shops, one after another, each cuter than the last. We ate Hokkaido ramen at Takumi.

From here, we walked pleasantly towards Alexanderplatz. A nice way to discover the surroundings.

The last day included a stroll in the shopping area in Mitte, because, like supermarkets, shops say a lot about a city. I must say the prices in Berlin pleasantly surprised me.

From here, we gradually made our way towards Fotografiska, passing by the New Synagogue, which with its golden dome is one of the symbols of the Jewish presence in Berlin. The synagogue also houses a cultural center and an exhibition space dedicated to the community’s memory.

This area was the center of Jewish life in Berlin from the 18th century to the early 20th century. During the Nazi era, many synagogues were destroyed, and the Neue Synagoge was also severely damaged. Today, the neighborhood holds strong commemorative and cultural significance.

There are museums, commemorative plaques, Stolpersteine (stumbling stones) memorials, and cultural initiatives related to Jewish memory. Grosse Hamburger Straße is the street where the historical “memory” is concentrated: the Memorial to the Deportations, which commemorates the Jews deported from Berlin; the former Jewish school (Jüdische Mädchenschule), which today houses galleries and restaurants but also displays informative panels about its past.

The Old Jewish Cemetery, destroyed by the Nazis, is now a small park with a commemorative stele.

We arrive at Fotografiska—which for us “former” Swedes has a certain charm. It has never disappointed us in Stockholm, and here it immediately won us over as well.

Fotografiska Berlin opened in September 2023 and is housed in the historic building of the former Kunsthaus Tacheles, located at Oranienburger Straße 54, with a total exhibition area of about 5,500 square meters, following the same model as the Stockholm location, with four exhibitions. The café and restaurant are modeled on those in Stockholm, really nice places to stop even just for a drink.

While the exhibitions pleasantly impressed us, the building itself left us breathless.

Kunsthaus Tacheles was one of the most iconic symbols of post-Wall Berlin: a self-managed center of alternative art, underground culture, and urban resistance. Existing between 1990 and 2012, it had a huge influence on Berlin’s cultural scene and on the city’s perception as the capital of European counterculture.

The building was constructed in 1907–1908 as a commercial warehouse for the company Friedrichsstadtpassagen.

In the 1920s, it housed various spaces and was later used by the Nazis as an administrative office.

During the GDR era, although partially in use, it fell into ruin.

After the fall of the Berlin Wall in 1989, the building was abandoned and demolition was considered; for this reason, in 1990, a collective of local and international artists occupied the building to prevent its demolition.

The artists transformed it into an independent cultural center: the “Tacheles,” which in Yiddish means “to speak plainly / without beating around the bush.”

Entering Fotografiska is also like diving into this permanent museum that is the history of those who occupied it for years.

Practical tips for getting around Berlin:

Uber works well, with competitive airport fares compared to taxis. Public transport also works excellently, and you can download the BVG app for tickets. Four two-hour tickets cost about 11 euros, considering that within two hours you can make multiple trips within the zones. I walked a lot because that’s how I love to get to know cities.

However, be careful: pedestrians do not always have priority at every type of crosswalk. With a green light and zebra crossing, you’re safe, and even without a traffic light, yes. But at crossings without painted lines, only marked crossings, cars have the right of way and usually don’t slow down.

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