Questo post è la conferma che quello che ho scritto nel precedente era frutto di un momentaneo delirio di onniscienza. Pensavo, povera illusa, di avere in mano le chiavi della sopravvivenza sotto zero, ma questo era prima di ieri. Prima della nuova tempesta di neve che si è abbattuta sul Quebec.

Non ho mai visto cosī tanta neve cadere e accumularsi, condita con sferzate di vento e temperature decisamente polari.
Ma ovviamente la vita continua. Si cerca di uscire, fare cose, insomma una parvenza di normalità, benché la voglia di stare rintanati in casa sia proprio tanta!
Ieri sotto la neve incessante ho deciso che dovevo assolutamente andare a fare la spesa. Ovviamente non dietro l’angolo, sarebbe stato semplice, ma verso Little Italy, con la missione di comprare degli amaretti. E definirla missione è il termine giusto.

Premetto che di solito tra me e Little Italy ci sono una ventina di piacevoli minuti di camminata. Ieri i minuti si sono moltiplicati all’infinito. Camminare con la neve in faccia e affondando passo dopo passo, non è stato per niente semplice. Ma testarda fino in fondo ho affrontato con il mio solito entusiasmo questa camminata, arrivando al supermercato più morta che viva.
Ovviamente andarci in macchina, nonostante le ore passate a spalare il giorno prima, era impossibile. La nostra stradina non era praticabile se non con un gatto delle nevi….
Non soddisfatta dopo aver fatto trenta, con spesa al supermercato, ho fatto 31 e sono andata fino al mercato, convinta che poi avrei trovato un Uber per farmi riportare a casa. Visto il traffico complicato invece, niente Uber. Armata di santa pazienza e qualche santo da tirare giù, mi sono avviata nella speranza di trovare un autobus che alleggerisse e mie fatiche. La fortuna ha voluto che ne circolasse qualcuno.
Se camminare nella neve è faticoso, farlo con i sacchi della spesa diventa uno sport a tutto tondo. Altroché allenamento!
Comunque a casa sono tornata, per poi uscire nuovamente un po’ più tardi e constatare l’accumulo di neve un po’ ovunque, e il frenetico tentativo di tanti nel liberare scale, vialetti e macchine.
Ogni certezza che pensavo di aver acquisito con l’esperienza di anni e inverni nei paesi freddi, ieri si è sgretolata sferzata dal vento, cancellata dalla neve che si è accumulata senza precedenti, insomma Giulietta, studia ancora e vediamo se la prossima volta sarai più preparata.
Per comunque rendere l’idea direi che le foto fatte, spiegano meglio di mille parole. Se non lo vivi non te lo immagini.








Comunque tutto questo bianco immacolato è fenomenale…. e il peggio deve ancora venire, smetterà di nevicare, la neve incomincerà a sciogliersi, tutto diventerà un miscuglio di neve sporca, acqua, fango, e allora rimpiangeremo la pala, l’auto sommersa, e le ore alla finestra a chiederci se mai smetterà!
Bello questo vero inverno canadese.
Rispondi