La domanda più gettonata in questi ultimi giorni in attesa del Natale è “ma voi cosa preparate?”
La domanda, quando si vive in una comunità internazionale, pare scontata. Veniamo tutti da posti diversi e le tradizioni degli altri ci interessano. Veniamo anche tutti, spesso da un girovagare continuo, che influenza, inevitabilmente, la nostra cucina. Nel nostro caso i nostri piatti natalizi non sono solo italiani, ma presi in prestito da altri paesi in cui abbiamo vissuto.

Il pesce crudo non manca mai, chiaro richiamo al Giappone. Il salmone in gravad lax di svedese memoria, ha ormai un posto ufficiale nella cena della vigilia. Per non parlare del foie gras fatto in casa, immancabile sulla nostra tavola, dal nostro primo Natale all’estero. Ovunque, ma proprio ovunque siamo riusciti a procurarcene uno, anche quando la California li ha messi al bando e in Asia non era veramente un prodotto di facile acquisto.
La tavola di Natale da noi è un mescolarsi di sapori della nostra infanzia, con quelli che appartengono invece all’infanzia delle nostre figlie.
C’è sempre attesa per quella due giorni gastronomica che sarà poi inevitabilmente seguita da una buona settimana di bagordi. Ritrovarsi tutti insieme vuol dire farlo anche un bicchiere di vino in mano e delle cose buone nel piatto.
Come sempre il menù è dettagliato e già solo declinarne le sfumature intorno ai must, mette fame e allegria.

Quando è possibile ci sono cose, come i cappelletti e la zuppa inglese, che prepariamo insieme. Adoriamo cucinare in famiglia, un vero momento condiviso, tra risate e confidenze. E ammetto che me lo pregusto ancora di più da quando farlo, date le distanze, è cosa rara.
Ciliegina sulla torta qui a Montreal trovo anche un panettone degno di una buona pasticceria italiana (ennesima conferma che qui si trova di tutto e di più). E anche panettone e pandoro non possono mai mancare, altrimenti come potremmo tornare anche noi adulti un po’ bambini?
Io poi mi pregusto il pandoro del giorno dopo, magari accompagnato da una cioccolata calda, per me un ritorno indietro nel tempo, tanto sapore d’infanzia in ogni boccone.
Tradizione che si tramanda, o nuove tradizioni che si impongono, sapori che ci portano indietro nel tempo, o delizie di recente scoperta, tutto serve a rendere questi momenti indimenticabili!
E voi cosa mettete in tavola in questi magici momenti di amore e condivisione?
Il nostro menù: il 24 sera Salmone in gravad lax e sashimi di ricciola con riduzione di succo d’arancia, caviale e uova di salmone. A seguire vellutata di castagne con capesante.
Il 25, Foie gras, cappelletti in brodo di gallina, guancia di manzo cotta tipo boeuf bourguignon, zuppa inglese, panettone e pandoro.
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