Come sempre piccoli giri alla scoperta di Montreal e dintorni.
Questa volta un po’ fuori da terreni battuti: scoperta di Lachine, la zona che ha dato il nome all’omonimo canale.

Lachine si trova sulla sponda meridionale dell’isola di Montreal, di fronte al lago Saint-Louis, che in questo punto è uno slargo del fiume Saint Laurent.
La visita è l’occasione non solo per un tuffo in una zona molto carina, ma anche in una pagina della storia del Quebec. Questo fu infatti uno dei nodi cruciali del commercio delle pellicce, oltre che il luogo dal quale parte l’omonimo canale, che giocò un ruolo chiave nello sviluppo del commercio canadese.
Il nome è già di per sé tutto un programma. Pare derivi da una presa in giro del suo allora signorotto locale, René-Robert Cavelier de La Salle. La Salle partì da qui con l’idea di esplorare l’interno del Nord America e di trovare un passaggio per la Cina, che ovviamente non trovò tornando a casa con la cosa tra le gambe. Da qui l’appellativo dato a lui e ai suoi uomini di les Chinois . Nel nome il riferimento alla Cina appare per la prima volta con la creazione della parrocchia di Saints-Anges-de-la-Chine nel 1676. La forma Lachine risale all’apertura di un ufficio postale nel 1829.
Un’etimologia alternativa, ma sulla stessa linea, attribuisce il nome al famoso esploratore francese Samuel de Champlain. Anche Champlain sperava di trovare un passaggio dal fiume San Lorenzo alla Cina. E nel 1618 propose che una dogana tassasse le merci commerciali provenienti dalla Cina che passavano da questo punto, da qui il nome. In un modo o nell’altro il riferimento alla Cina è chiaro
La signoria di Côte-Saint-Sulpice divenne così Lachine.
L’area fu teatro di varie eventi e la trasformazione in Lachine non avvenne nella gioia e nel buon umore. Nel 1689 i Mohawk per vendicarsi del continui attacchi alle loro terre commessi dal governatore della Nouvelle France, il marchese Denonville, rasero al suolo quello che era allora un villaggio, attaccando all’alba del 4 agosto del 1689.
A partire dal XVII da qui partivano le canoe per trasportare merci commerciali per migliaia di miglia all’interno delle terre, e questo perché le rapide di Lachine impedivano alle grandi navi di spingersi oltre verso ovest lungo il fiume San Lorenzo.
Le pellicce venivano trasportate in canoa arrivando a destinazione trasbordo dopo trasbordo. Un punto di trasferimento naturale era proprio questa parte dell’isola di Montreal . Le canoe di solito partivano a maggio e tornavano ad agosto.
Nel 1667 Jacques Le Ber e Charles Le Moyne, che erano i mercanti più ricchi di Ville Marie, valutandone il posizionamento strategico, acquistarono il terreno da Cavelier de La Salle per costruire la prima stazione commerciale di pellicce, tra il 1669 e il 1671. La stazione permise ai due cognati di controllare le principali vie d’accesso al lago di Saint-Louis e di conseguenza proprio il commercio delle pellicce. I documenti d’archivio indicano che i mercanti cessarono di utilizzare l’edificio tra il 1680 e il 1685.

La Maison Le Ber-Le Moyne è il più antico edificio completo di Montreal ancora visibile, trasformato oggi in Museo.
Alla mortesi Le Ber-Le Moyne, la sua vedova vendette l’ex stazione commerciale a Guillemot dit Lalande la cui famiglia però in seguito al massacro del 1689 l’abbandonò . La proprietà passo di mano in mano negli anni, da fattoria a locanda, fino a residenza estiva, subendo molteplici trasformazioni. Oggi però la casa che vediamo è quella originale, depurata delle aggiunte fatte nel tempo. Fu il partito preso di chi si occupò della sua ristrutturazione, il riportarla alla semplicità iniziale.

Sempre a Lachine nel 1803 la Compagnia del Nord-Ovest costruì un magazzino in pietra, anche questo ancora visibile in tutto il suo splendore, utilizzato fino al 1859 e poi venduto alle Suore di Sant’Anna. Oggi è un museo.







Da Lachine poi prese il nome l’omonimo canale che con la sua apertura nel 1925 giocò un ruolo chiave nello sviluppo economico e commerciale del Canada. Le famose rapide del Saint Laurent che impedivano alle navi la navigazione verso nord, costringendo all’utilizzo delle sopracitate canoe , vennero bypassate proprio dall’apertura del canale.
I lavori iniziarono il 17 luglio del 1821, dopo decenni in cui se ne prospettava la progettazione. A supervisionare i lavori l’ingegnere britannico Thomas Burnett e il cofondatore della Banca di Montreal, Johan Rischardson.
La manovalanza era costituita principalmente da immigrati, in particolare contadini irlandesi in cerca di lavoro e in fuga dalla Grande Carestia. Lavorando sei giorni alla settimana dalla mattina alla sera, scavarono in quattro anni, un canale largo 14,6 metri e lungo 15,5 chilometri seguendo il percorso che era stato immaginato dall’organizzazione religiosa di San Sulpizio, oltre cent’anni prima.
I religiosi volevano, all’epoca, installare dei mulini a farina sulle loro terre e per farli funzionare avevano immaginato un canale, mai realizzato.
Il canale aveva sette chiuse lunghe 30 metri , larghe 6 e profonde 1,5. Le chiuse consentivano di superare il dislivello di 14 metri tra il lago Saint-Louis e il porto di Montreal. Il costo totale del progetto fu di 438.000 dollari, di cui 50.000 pagati dal governo britannico a condizione che le sue navi potessero utilizzare il passaggio gratuitamente. L’inaugurazione del canale ebbe luogo il 24 agosto 1824, ma divenne completamente navigabile solo l’anno successivo.
Lungo il canale si sviluppò molto rapidamente tutta un’industria che poteva sfruttare la forza dell’acqua come forma di energia. E percorrendo il canale nella bellissima passeggiata che da Lachine porta al vecchio porto le vestige di questa industria sono ancora tutte visibili e in gran parte riconvertite in aree residenziali.
Il canale subì nel corso dei 100 anni successivi alla sua apertura, diverse opere che ne aumentarono l’ampiezza. Ma proprio l’industria che ne aveva spinto lo sviluppo, ne impose i limiti, impedendo ad un certo punto ulteriori allargamenti per il passaggio di navi sempre più grandi.
Il canale continuò a funzionare fino a quando l’apertura della St. Lawrence Seaway nel 1959 lo rese obsoleto. La sua imboccatura nel porto vecchio fu interrata nel 1967 e completamente chiusa alla navigazione nel novembre 1970.
Se avete voglia di uscire un po’ dai sentieri battuti e di godere soprattutto in questa stagione dei colori stupendi che la natura ci offre, consiglio veramente una passeggiata che da qui vi riporta verso il centro città. Una Montreal meno turistica ma sicuramente interessante. Una prospettiva diversa per appropriarsi un po’ dell’atmosfera locale fuori dai sentieri battuti.
Da vedere? Le due case museo, la chiusa numero 5, una serie di belle case d’epoca nella parte vecchia.
Come arrivarci? Se non in auto, dal centro Metro arancione fino a Lionel Groulx e poi autobus 496 ovest, fermata Lachine.
Da fare? Un abella camminata lungo il canale, in un paio d’ore si arriva al mercato di Atwater e poi di li ancora lungo il canale fino al fondo, ne vale la pena.
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