La mia vita da quasi 28 anni è un viaggio.
Ho allegramente attraversato il mondo, posando valigie qua e là e lasciandomi alle spalle radici sparpagliate. Ne ho lasciati di punti d’approdo, disponendoli ordinatamente nel mio cuore in modo indelebili. Mi sono messa in gioco, mi sono messa a nudo e soprattutto mi sono divertita tanto ( e continuo a divertirmi).

Il mio viaggio non poteva e non può avere compagni migliori. Paolo quello che ho scelto di seguire incondizionatamente e le mie ragazze che, anche se adesso viaggiano verso il loro di futuro, sono e saranno sempre parte della nostra traiettoria.
Ogni tanto mi chiedo come sarebbe andata se invece di partire incinta di 4 mesi e sbarcare a Parigi con un progetto così speciale come quello di diventare famiglia, non avessi incominciato in modo diverso a muovere i primi passi in terre sconosciute.
Quello che so è che quell’esserino che prendeva forma e che tra di noi chiamavamo amorevolmente Mario, ha cambiato di sicuro la traiettoria. Ha modificato le aspirazioni e moltiplicato i sogni che avevo per la giovane donna che ero. 27 anni dopo ne sono felice. È un privilegio essere stata tenuta per mano da Mario, diventata Federica il 10 ottobre del 1997.
Camminare con lei al mio fianco, e poi con le sue sorelle, mi ha dato le ali. E con le ali filtri diversi per guardare mondo e futuro.
Un figlio ti cambia la vita. Un figlio ti cambia tutto, in meglio. Ci sei tu prima e poi c’è la migliore versione di te dopo. Dopo la sua nascita, dopo quel primo sguardo che ti fa capire cosa voglia dire l’amore puro e assoluto.
Un viaggio nel viaggio il mio, il nostro. Condividere l’espatrio con i figli è la parte più bella. Girare il mondo con loro ti regala occhi in più per guardarlo, sensi che percepiscono sfumature diverse, e che quando le mescoli con le tute ti danno immagini ancora più belle. Ogni passo assume colori nuovi, quelli di cuori che si mescolano e battono guidati dalle stesse emozioni.
Da 27 anni sono mamma, e sono talmente felice che lei, proprio lei, abbia scelto me. Ho imparato tanto e imparo ogni giorno. Non si finisce mai, perché ogni giorno, ogni mese, ogni anno, è nuovo, e tu come genitore devi risettarti, allinearti, adattarti. Lei mia ha fatto diventare adulta, perché cresci un po’ quando di colpo hai la responsabilità di far crescere esserini fragili. Con lei sono diventata genitore, imparando ad esserlo tra errori e cadute, un po’ sulla sua pelle, quando apri la strada sei tu che per forza di cose, ti prendi errori e correzioni. Con lei ho imparato a pensare per 3 e non più per me stessa o per 2. E pensare per 3 mi è talmente piaciuto che subito ho avuto voglia di pensare per 4 e per 5.
Alle 9 e 45 del 10 ottobre del 1997 sono nata anche un po’ io, una versione aggiornata della Giulietta che ero stata fino lì.
Condividere questi 27 anni con te Federica, è stato ed è il viaggio più bello della mia vita. Non potevo sognarti diversamente da come sei, e sono felice di continuare a guardare il mondo anche attraverso i tuoi occhi, ad assaporarlo con te, e a costruire progetti insieme. Non smettere mai di sognare!
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