Il condominio (ovunque nel mondo)

A parte da bambina, non ho vissuto spesso in un condominio durante la mia vita da adulta, ma nelle pochissime volte mi sono confrontata con fenomeni particolari che meritano un’analisi socio antropologica dettagliata.

(Argomento trattato anche qui nel 2018)

Fenomeni che non hanno confini ma che, nelle loro molteplici sfumature nazionaliste, si ritrovano uguali da una parte all’altra del mondo. Una sorta di tutto il mondo è paese!

Avete mai notato che nei condomini c’è sempre:

La persona più o meno anziana assolutamente intollerante alla qualunque

Mi ricordo da bambina la terribile professoressa in pensione del secondo piano, pronta a scattare ad ogni rumore. Odiava i bambini, era abbastanza chiaro, e da dietro la tenda ci spiava per coglierci in fallo. Non c’era giorno che non si lamentasse. Che vita triste.

Quello che te lo manda a dire via terzi.

Noi in Giappone avevamo i vicini, giapponesi, del piano di sotto. Ipersensibili a qualsiasi rumore che tre bambini in casa potevano fare in orari assolutamente consoni. Per tre anni hanno consegnato le loro lamentele al portiere che, dal lato suo, non sapendo che fare, telefonava direttamente in ufficio, dove ormai era chiaro che le nostre bambine non fossero delle statue!(Aggiungere a mio avviso per fortuna)

Il passive aggressive

Tutto sorrisi falsi e po’ via alla stoccata mortale, quella che piazzano con il sorrido. Da leggere tra le righe. Chiara e precisa. In Svezia pare diffuso.

Messaggi attaccati alla porta ne abbiamo avuti appena arrivati a Stoccolma, nel nostro primo appartamento. Un po’ razzisti, ne sono sicura, nel modo di sottolineare come « for the Swedish law » bla bla bla. E per l’anno intero che abbiamo trascorso in quell’appartamento non c’è stata settimana senza visite inappropriate della vicina urlante o biglietti assurdi. Alla fine, appellandoci alla stessa Swedish lai da lei tanto acclamata, le abbiamo detto che se avesse continuato le sarebbe arrivata una lettera del nostro avvocato…

La vedetta

Quasi sempre donna. Sa tutto, vede tutto, controlla andate e venute, una specie di cane da guardia. Questa esiste anche nei vicinati di case, con sfumature un po’ diverse.

La passione particolare il controllo delle pattumiere o,  meglio, del riciclo delle stesse. Ci si chiede come indovinino cosa c’è nei cassonetti, li aprono??? E se di conseguenza abbiano una collezione di impronte digitali condominiali da utilizzare per trovare il colpevole.  Mia figlia ha ricevuto una telefonate di una del suo palazzo che le voleva dire che la sua inquilina aveva buttato male plastica e carta… che poi mia figlia cosa poteva fare? Arrabbiarsi con l’inquilina? Andare a fare ammenda nel locale pattumiere inginocchiata sui ceci per essere colpevole di affittare casa ad un presunto ignorante di riciclo? Mah…

Il capo condominio figura chiave nel bene e nel male. Nel bene perché certamente fa cose che nessun’ altro nel condominio si prende il mal di pancia di fare: bagnare le piante nelle scale, sostituire lampadine, chiamare i servizi vari per il bene collettivo.

Nel male perché nello stesso tempo si sente investito di onnipotenza ed è pronto a tutto pur di mantenere la corona sul capo e segnare i confini del suo regno. La capacità di rompere le balle al prossimo non ha limiti. La nostra ex capa è riuscita con doti da agente segreto a recuperare il nome del padrone di casa di mia figlia nel nord della Svezia per comunicare che c’era posta per noi che, udite udite, scandalosamente arrivava ancora dopo sei mesi nel nostro ex appartamento.  Pietra dello scandalo una busta lasciata sopra le buche delle lettere nell’androne dalla nuova proprietaria dell’appartamento, dopo un gentile e amichevole scambio tra noi. Una busta di buste con sopra scritto in lettere cubitali il mio nome, pronta per essere recuperata da me medesima, se la capa più veloce della luce non ci avesse messo sopra le mani.

Allora la nostra capa in gonnella aveva la mia email e i rapporti tra noi e i nuovi proprietari sono assolutamente ottimi. Tre buste in croce in otto mesi non li hanno di sicuro disturbati. Abbiamo amichevolmente comunicato e in modo assolutamente inopportuno la capa si è intromessa creando un problema. 

E fino alla nostra partenza capo casa era stata adorabile, con il senno di poi, falsamente adorabile.

Le scatole mi sono girate non poco!

Comunque la domanda sorge spontanea: ma perché? Non sarebbe molto più piacevole e rilassante vivere tutti in armonia tra vicini? Con la più grande tolleranza verso il prossimo? Senza necessariamente voler mettere il naso nella vita degli altri? O in caso contrario, gli intolleranti, andare a vivere lontano da tutto e tutti, a meno che anche gli uccellini creino loro fastidio? 

4 risposte a “Il condominio (ovunque nel mondo)”

  1. Cara Giulietta, spassosissimo post in chi mi sono ritrovata pienamente (vicini intolleranti alla lingua italiana parlata in giardino, sacchetti dell’immondizia riappesi alla mia porta perché ritenuti contenere immondizia non suddivisa(!!!)).
    Paola (piemontese da decenni in Germania)

    1. immagino!! me li vedo i vicini vagare con il sacco dell’immondizia convinti che solo perché italiani facciamo male la suddivisione!!

  2. Giulietta, si può avere tutte le tipologie di vicinato riunite in una sola persona e per di più non in un condominio, ma nelle classiche case dei sobborghi americani?
    Vicini nuovi arrivati da poco tra noi e la vicina incriminata, e che ancora non hanno traslocato, ma sono spesso qui perché vogliono tenere bene il giardino etc etc? Questa vicina è già riuscita a far piangere la nuova arrivata… diciamo che da allora gli vedo fare dispettucci quotidiani. Che dici preparo il popcorn e mi godo lo spettacolo? In realtà mi dispiace tantissimo per questa brutta accoglienza…

    1. questa gente non ha veramente vita….

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