Londra tra due voli.

London calling anche in questi primi giorni di giugno. 

Bella tappa sulla via della mia discesa verso l’Italia. Uno stop voluto e goduto per abbracciare le mie ragazze, che come sempre mescola lo stare insieme con qualcosa di nuovo e posticini che ormai sono diventati del cuore.

Colazione da the Farm Girl, necessaria dopo un volo di notte che da Montreal a Londra è veramente troppo corto per chiudere occhio. Il posto è sempre piacevole. Un giretto a Notting Hill, che ormai è il mio punto d’atterraggio londinese, con puntatina allo splendido farmers Market ospitato ogni sabato nel cortile della Fox Elementary school. 

Una giornata a gironzolare tra Brixton e Herne Hill, con tappa pranzo da Kriket, ottimo indiano in chiave rivisitata. Un momento di “religiosa” immersione nella fantastica, minuscola, calorosa e speciale libreria Round table Books, a Brixton Market. Dire che con le ragazze sembravamo tre matte e dire poco, l’eccitazione in libreria è pari a quella di un negozio di vestiti o di una puntata di Bridgerton!!!

Caffè a The sicilian, a due passi dalla stazione di Herne hill, un giro nuovamente in libreria, a Herne Hill book shop, una bellissima passeggiata in una delle zone della città che preferisco. Brixton per la sua multiculturalità folle e pronunciata, Herne Hill per le sue arie da villaggio piacevole, che villaggio non è. Cena da Temaki, sempre a Brixton, un giapponese che vale assolutamente la pena di provare. 15 coperti, servizio attento, un cuoco che prepara i piatti davanti ai clienti, insomma cinque stelle.

Una domenica a Hackney tra il Columbia Flower Market, la Hackney city farm, e Broadway Market. La passeggiata lungo il canale è molto bella. Per il brunch una nuova scoperta per me, Bistrotheque, posto delizioso e piatti veramente ottimi. Che bello avere due figlie che vivono qui e che ogni volta mi portano in posticini  nuovi.

Invitati speciali un cielo blu terso e un sole splendente.

Un lunedì un po’ più tranquillo con un caffé da Granger and Co e un light lunch da Miznon, hummus, tahini e compagnia all’appello. Il sole un po’ più timido e l’aria un po’ più fresca non mi hanno frenata nei miei giri con una lunga passeggiata nei dintorni di covent Garden fino a Lincoln’s Inn Field, con pausa in un simpatico caffè vista campi da tennis, aspettando che Camilla finisse di giocare. E per cena un’altra nuova piacevole scoperta, un ristorante greco in chiave rivisitata, con un twist contemporaneo. Suzi Tros, veramente buono.

Londra si conferma una vera meta gastronomica, con una scelta di ristoranti che non finirà mai di stupirmi. Quanto è ormai lontana l’immagine di una capitale grigia con molta poca scelta a livello di cibo. Oggi come oggi uno dei posti migliori per gli amanti della cucina.

Breve ma intenso viaggio, tra due aerei, ma sempre molto, molto speciale. Ormai Londra è casa, una delle mie case. Un posto in cui poso piccole radici che rimarranno per sempre. Un luogo in cui costruisco indelebili ricordi mescolati a dei momenti molto speciali.

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