Vacanze di Natale post trasloco, un po’ diverse da quelle esotiche e calde alle quali ci siamo abituati negli ultimi anni, parentesi covid a parte.


Vacanze canadesi perché tanta era la voglia di condividere con le ragazze la nostra nuova vita, il nostro nuovo paese.
Per ossigenarci un po’ fuori città abbiamo deciso di affittare uno chalet un paio d’ore a Nord di Quebec city. L’idea era unire sci e relax. Con il relax abbiamo centrato in pieno, con lo sci un po’ meno, zero neve. Incredibile ma vero. Non solo zero neve ma anche temperature abbastanza alte. Pazienza gli sci sono rimasti nelle loro sacche, e noi ne abbiamo comunque approfittato per scoprire le zone bellissime lungo il fiume Saint Laurent che pian piano arriva alla sua gigantesca foce.
Il nostro punto di partenza la zona di Grand Fond, a qualche chilometro dalla Malbaie. Stazione sciistica, con varie attività in estate e in inverno. Purtroppo persino le piste da sci di fondo erano chiuse per la mancanza di neve.https://www.chaletsspacanada.com
La zona della Malbaie era già ad inizio novecento una rinomata stazione di villeggiature, molti rappresentanti dell’alta società americana e canadese la elessero come luogo di vacanza dopo che il presidente americano William Taft ne fece la sua residenza estiva.




I paesaggi sono superlativi, da percorrere assolutamente la litoranea sia ritornando averso Sud a Baie Saint Paul, sia verso nord.



Il villaggio di Baie Saint Paul si sviluppa intorno alla pittoresca rue Saint Jean Baptiste, con tanti negozietti di vario genere e un non so che di vacanziero.
A nord invece paesaggi bellissimi andando verso Saint Simeon. Sosta nel carinissimo villaggio di Port au Persil, che con la sua baia, il molo, il fiume e le cascate ha uno charme tutto particolare.
Da Saint Simeon invece si può anche prendere il battello per attraversare il fiume direzione la rive sud (65 minuti di traversata).
Verso l’interno la strada delle montagne unisce due dei parchi nazionali più belli del Quebec, il Parc National des hautes gorges de la riviére Malbaie e il Parc National des Grandes Jardins. Paesaggi meravigliosi.




La zona di Saint Aimé des lacs, dalla quale si accede al Parco des hautes Gorges, accoglie d’estate i visitatori per osservare gli orsi neri e d’inverno offre la possibilità di pescare nel ghiaccio ( per la pesca nel ghiaccio abbiamo dato in Svezia!)
Ovviamente ci fosse stata la neve i paesaggi sarebbero stati ancora più belli, così come lo sono sicuramente in primavera estate ( Paolo è venuto ad aprile scorso e ne è rimasto colpito), ma diciamo che non ci hanno per niente deluso. Forse gli anni alle spalle di vita nei paesi nordici ci hanno dato la capacità di apprezzare la bellezza di questa natura immensa e silenziosa, che ci fa sentire piccoli piccoli, ma anche che ci regala un sentimento di pace assoluto.
Da fare anche un giro sull’ile aux Coudres, accesso con traghetto gratuito da San Joseph de la rive, in primavera e d’estate, a quanto pare, vale la pena fare un giro dell’isola in bicicletta ( le affittano in loco). Noi purtroppo siamo arrivati all’imbarco del traghetto perdendolo per un pelo, e in bassa stagione all’ora di pranzo non c’era un traghetto se non dopo un paio d’ore. Abbiamo rinunciato ma torneremo.
Sulla via del ritorno verso Montreal ci siamo fermati per un ottimo stop gastronomico a Quebec City. Cena ottima da Orygine, una bella scoperta. https://lorygine.com
Forse tra un paio di mesi, quando le temperature saranno rigide, la mia dose di sole natalizio mi mancherà, ma per ora non c’era modo migliore per trascorrere il nostro primo Natale canadese, una vera full immersion da condividere con le nostre fanciulle.

In bonus poi tanti diei nomi dei posti incrociati da queste parti, da Saint Simeon andando su verso Alma e il lago Saint Jean, mi parlano da quando mi sono tuffata nella letteratura quebecoise, leggendo qualche libro sulle riserve indiane e sugli orrori compiuti dalla chiesa e dai colonizzatori. Mettere delle immagini davanti agli occhi dopo averne letto i contorni è sempre estremamente interessante.*
- Michel Jean Akum e sempre dello stesso autore Kukum
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