Traslocare con un gatto: episodio tre Svezia- Canada.

Ed eccoci qui, dopo Francia Stati Uniti e Stati Uniti Svezia, Macaron il gatto expat si appresta a varcare i confini canadesi e a scoprire un nuovo paese.

Mi ero dimenticata della logistica pazzesca che lo spostarsi con 7 chili di pelo al seguito comporta. Avevo rimosso lo stress che, ammetto, non avevo neanche quando dovevo spostare tre bambine. Sarà che non è semplice, povera cucciola spiegarle il perché e il per come. Le bambine invece erano loro al limite dello spiegarmi il perché e il per come!!

Logistica per spostarsi con un animale ce n’è tanta. Si deve pensare alla preparazione pre trasloco, ai giorni del trasloco, alla transizione, al viaggio. E non parlo ancora dell’adattamento al posto nuovo. I gatti si sa sono molto legati ai loro spazi, cambiare li turba, ci vuole del tempo perché nuovamente si sentano bene nel nuovo.

Preparazione pre trasloco rima con visite veterinarie, certificati e documenti necessari per il viaggio. Oggi paese ha le sue regole, e ogni compagnia aerea anche. S,e come nel nostro caso, il gatto ha qualche piccolo acciacco, non è più una ragazzina, è bene partire con le medicine necessarie, se ne ha, e prevedere un appuntamento da un nuovo veterinario rapidamente all’atterraggio. (Cosa fatta!!) Il giorno prima dell’arrivo dei traslocato ho messo da parte il suo kit cassettina(speciale spostamenti), ciotole, giochini. Ho preparato il portantino con il suo guinzaglio e una protezione assorbente sul fondo, più un paio di ricambi nel caso di pipì improvvise( o peggio).

I giorni del trasloco vanno gestiti, soprattutto vivendo in appartamento (avevo fatto le prove quando abbiamo traslocato a Stoccolma dall’appartamento in affitto al nostro). In case con il giardino, come nei due traslochi precedenti, i problemi sono minori, il nostro gatto usciva e girovagava liberamente. Questa volta invece per evitare di ritrovarla in strada, visto l’andare e venire di gente, l’ho chiusa prima in una stanza, poi in un’altra.

All’inzio è stata tra la camera matrimoniale, il bagno annesso e il suo adorato balcone. Porta chiusa rigorosamente, in uno spazio che adora. La master bedroom deve essere, in questo caso, l’ultima stanza ad essere impacchettata. Successivamente poi l’ho “spostata” in una stanza ormai vuota, molto meno piacevole per lei, ma necessario. Ovviamente ho ripetuto più volte ai traslocato di non aprire le porte e di fare attenzione al gatto, direi che il messaggio è passato.

Grossi pianti del gatto nella stanza vuota. Quasi quasi avrei pianto con lei! Essere senza punti di riferimento e con la porta chiusa non è stato rassicurante per lei. Ho cercato di essere li e farle capire che non era abbandonata. Che fatica!

La transizione. Tra la fine del trasloco e il mio volo, ho avuto un paio di cose da fare e quindi bisogno di qualche giorno per gestire le ultime formalità, in primis la vendita finale del nostro appartamento, con annessa consegna delle chiavi, ecc. In questa fase pur essendo stata invitata da più parti per dormire da amici, ho optato per un airbnb. L’hotel con un gatto non mi sembrava fattibile. Usare gli amici stile albergo con pelosa al seguito non l’ideale.

Nel trasloco dalla Francia ero stata nella mia casa fino all’ultimo, più semplice anche per le bambine. In California degli amici ci avevano ospitato nel loro bungalow annesso, il gatto era cosi con noi mia senza dare fastidio a nessuno. Qui non volevo sbarcare con il gatto magari stressato e poi essere fuori scambiando la casa degli amici tipo albergo. Opzione indipendenza mi è sembrata ottimale. Certo per il gatto è un ulteriore nuovo passaggio, che si sommerà al mese che dovrà farsi in Canada in alloggio temporaneo, prima di ritrovare la serenità dei suoi odori familiari (leggasi il suo amato divano).

Tre traslochi e tre fasi transitorie un po’ diverse. In Francia avevo traslocato agli inizi di giugno per poi partire ai primi di luglio, non direttamente in US, e arrivare in California ai primi di agosto. Il gatto era nella sua casa, nel suo giardino, con noi e senza i mobili. Spiazzante le prime ore, ma alla fine rassicurante. Arrivati in California il trasloco era già li con tutte le nostre cose. Subito ha ritrovato i suoi odori e, nonostante lo scombussolamento post volo, si è buttata sul divano ronfando con piacere.

Dalla California invece la scelta era stata trasloco, due notti dai nostri amici, volo, arrivo in Svezia (dopo una pausa in cui era stata in Italia dalla nonna) in una casa vuota, senza mobili, materassi e via. Un disastro. Depressione assurda, passava le giornate sdraiata di fianco alle sue ciotole, dello stile “unico punto fermo in questo mondo in movimento“. Anche la nostra presenza è stata di poco conforto. alla fine però, una volta ricevuto il trasloco, la situazione è rapidamente migliorata e lei ha riacquistato serenità.

Questa volta sono mesi che sente che qualcosa non va. Ormai siamo per il 90% del tempo noi due da sole, già questo la rende inquieta. Io ho viaggiato molto negli ultimi tempi, altro elemento destabilizzante, ma nonostante tutto il suo piccolo mondo la rassicura, inquieta nei limiti (come inquieti nei limiti lo siamo anche noi intorno ad un trasloco). La sequenza airbnb,-alloggio temporaneo-casa definitiva è tutta da provare, spero veramente di essere sufficiente come elemento rassicurante. Intanto per il trasbordo casa airbnb non ero cosi carica neanche viaggiando con un bebé, tra crocchette, cassettina, ciotole, sabbiolina, giochini ho più roba per lei che per me!!

E il volo? C’è poco d fare, i gatti non amano viaggiare. lei entra in fase ansia, respiro affannato, bocca semi aperta, miagolio lieve. A seconda del buon cuore delle assistenti di volo ogni tanto riesco a posare il portantino sulle gambe e trasmetterle un po’ di sicurezza. Non è un piacere né per lei né per me. Il volo San Francisco Parigi, di notte fu uno dei più lunghi della mia vita, con lei in totale panico, rassicurata solo dalla mia mano infilata in posizione scomoda nel portantino, con movimento di carezza continuo. Comunque se uno ci pensa troppo non le sposterebbe mai queste adorabili bestiole, e invece fanno parte della famiglia e devono rimanere con noi.

Forza Macaron, alla fin fine pensa quanto mondo hai visto, su quanti alberi ti sei arrampicata, e quanti altri hai visto perdere e mettere foglie. Sono quasi tredici anni che fai parte della nostra vita e noi della tua, ti è toccata in sorte una famiglia girovaga, ma senza di te, stanne certa, ci mancherebbe qualcosa…

Fino al prossimo trasloco ti prometto stabilità!

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