Itinerari a Stoccolma: da Östermalm a Vasastan.

Partenza da Östermalm lungo Östermalmgatan passando in una delle zone per me più belle del quartiere. Osservate le case di mattoni rossi, con un qualcosa di bostoniana memoria, molto new England, tra Danderydsplan e Birger Jarlsgatan. Piccolo stop sulla sinistra a dare un’occhiata a Danderydsgatan, con le sue splendide case, da vedere.

Camminate lungo la via lasciandovi alla vostra sinistra Engelbrektskyrkan e alla vostra destra Balders Hage. Quest’ultimo un parchetto con scale attraverso il quale si accede alla via superiore con vista dall’alto.

Per una pausa fika potete fermarvi da Mister Cake, famoso per i suoi velvette croissant. A pranzo buonissimo Tengu, validissimo ristorante di ramen. Per una cena con i fiocchi (da prenotare con netto anticipo)salite attraverso il parchetto e suonate alla porta di Ett Hem. Boutique hotel dallo charme indiscusso, con ottimo ristorante. D’estate il giardino vi accoglie in un’atmosfera delicata. D’inverno cenare nella veranda non ha prezzo.

Proseguite fino a Birger Jarlsgatan per imboccare Odengatan in direzione Vasa Parken. Quasi all’angolo delle due vie, uno dei brunch migliori della città da A La Lo. Vegani welcome.

All’incrocio di Odengatan e Birger Jarlsgatan, la chiesa greco ortodossa.di St Georgios.

Odengatan è una via ordinata e piena di negozi e ristoranti. Consiglio Bar Nombre, spagnolo con ottimo segreto iberico e un dessert al basilico da assaggiare (se sempre nel menù). Sulla vostra sinistra Pom and Flora, caffè e brunch, la coda del weekend può essere dissuasiva.

Attraversata Sveavägen, vi troverete sulla sinistra il parco del vecchio osservatorio, dove consiglio di salire. La vista dall’alto di Observatorielunden, vale i tanti gradini. Da lassù avrete un bello spaccato visivo del quartiere con un bel colpo d’ occhio sulla Biblioteca.

L’osservatorio venne disegnato dall’architetto Carl Hårleman nel 1748 e fu completato nel 1753, Venne poi trasferito negli anni 30 a Saltsjöbaden, e trasformato in museo.

La biblioteca, Stadsbiblioteket, va assolutamente visitata. L’ingresso è libero. Progettata da Gunnar Asplund e ultimata nel 1928, è una delle opere architettoniche più famose della città. Con la sua forma circolare e le sue librerie “aperte” rappresentava l’apoteosi della modernità.

L’architettura è neoclassica con influenze classiche. Gli edifici sono un susseguirsi di forme geometriche che culmina nella rotonda centrale che lascia gli appassionati di libri assolutamente senza fiato. Perdetevi nei diversi livelli e tra le diverse lingue. Osservate i dettagli come la fontana dell’acqua ancora funzionante. Passateci del tempo prendendo un libro nella vostra lingua preferita, godendovi il silenzio immersi nella lettura.

Riprendete poi il cammino verso Vasaparken. Arrivati all’incrocio con Dalagatan andate fino al numero 46, nell’edifico affacciato sul parco. Qui visse Astrid Lindgren, la “mamma” di Pippi Calzelunghe (Pippi Långstrump). Dalla finestra del suo appartamento Astrid osservava il parco e i bambini che vi giocavano (e ancora oggi ce ne sono tanti) e grazie all’osservazione dei bambini e delle loro dinamiche ha dato vita ai personaggi dei suoi libri.

Vasa Parken “ospita” un grande campo da calcio, un bellissimo parco giochi, e un museo. Il campo da calcio si trasforma in patinoire durante l’inverno.

Il museo Sven Harrys Konstmuseum, con esposizioni temporanee, una collezione permanente all’ultimo piano, con la replica esatta della casa di Sven Harrys, Ekholmsnäs a Lidingö. E, non in ultimo, una bellissima terrazza, che circonda la “riproduzione” della casa, dalla quale godere di una vista meravigliosa sul parco, passeggiando tra le diverse sculture. All’uscita ristorante e caffè.

Di fronte al parco dopo questo momento artistico, potete gustare la buonissima pizza al taglio di The Italian Cousins o un ottimo gelato da Snö.

Vi consiglio poi di proseguire verso Torsgatan e concedervi una piccola deviazione per visitare un’ altra bella galleria d’arte Bonniers Konsthall. Piccola perla architettonica che ospita mostre abbastanza interessanti. In bonus un piacevolissimo caffè dove sgranocchiare qualcosa, vi accoglie in entrata o in uscita.

Da qui tornate verso Sainkt Eriksplan, passeggiando nelle varie vie e viuzze. Rörstrandsgatan è pedonalizzata durante l’estate con un susseguirsi du dehors, veramente piacevoli. Architettura abbastanza particolare in questa che alla fine dell’800 rappresentava l’area di sviluppo industriale della città, con prima AB Atal Diesel, oggi Atlas Copco, e poi la fabbrica di porcellane Rörstrand. Quando le fabbriche vennero mosse altrove, gli edifici industriali introno al 1925, vennero trasformati in abitazioni, per quella che era all’epoca una delle aree più densamente abitate. Molto particolari gli edifici con una notevole differenza in termini di piani a seconda del lato rivolto verso l’acqua o verso St Eriksgatan. Sei piani sulla via, nove verso il canale.

CURIOSITÀ: questa zona ha un qualcosa che ricorda Parigi, ed infatti Rörstrandsgatan è anche nota come la Petite Paris.

Da St Eriksgatan poi a voi la scelta se fermarvi e rilassarvi o attraversare il ponte per proseguire a Kugsholmen.

In zona segnalo anche come ristoranti, arrivando da Odengatan, ottimo Babette, dal tocco francese. Tre pizze sul menù, per me le migliori in città, oltre ai diversi piatti deliziosi. Bel dehors estivo.

Arrivando in zona Biblioteca/Osservatorio, Gast Café per pranzo con ottime insalate. Proprio a due passi dal parco e non lontano dall’università popolare (Folkuniversitet).

Per un bicchiere Grus Grus sulla piazza di Odenplan. Di fianco, per una cucina svedese senza fronzoli ma okay, Tranan. E a pochi passi Lilla Ego, da prenotare in anticipo, ottima cucina, una delle nostre prime scoperte appena arrivati a Stoccolma. Arrivati a St Eriksplan Portal. Lungo St Eriksplan Saravanaa Bhavan (indiano che ci proietta in dieci secondi al Saravanan di Chennai, con i suoi dosa croccanti e giganteschi)

Per il caffè? Senza ombra di dubbio il pluricitato Sosta, praticamente di fronte alla famosa scuola di Economia su Sveavägen, ambiente tutto italiano. Vale la deviazione.

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