Era un weekend organizzato ormai da diversi mesi. Atteso e pensato.

Ritrovarsi tra amici, vecchi amici per una parentesi di pochi giorni è cosa preziosa. Siamo fortunati, gli anni passano, le vite intense si perdono in mille ingranaggi. I figli e gli impegni ci tengono separati. I nostri mille spostamenti nel mondo non rendono facile il ritrovarsi, ma quando ci si ritrova si torna quei ragazzini di allora.
Ci si dimentica di avere 50 anni e per poche ore si è di nuovo i ventenni di un tempo. Gli anni che passano non scalfiscono i legami, anzi.

Weekend ad Amsterdam, noi atterriamo diretti sulla via del ritorno dal Canada verso Stoccolma, una tappa di avvicinamento a casa che è una pura parentesi di piacere.

Loro arrivano da Torino. Il timing è perfetto. Alle otto del mattino di venerdì ci ritroviamo tutti in aeroporto a Schiphol, loro con sulle spalle un’alzataccia, noi con le ore di volo e il fuso sulle spalle, ma teniamo botta fino a sera !
Amsterdam ci accoglie soleggiata, gremita di turisti, ma ci facciamo largo e riusciamo a vedere i fondamentali e anche un po’ di più. Del programma disegnato a grandi linee facciamo un po’ tutto. Rinunciamo all’ultimo ad una gita fuori porta per vedere i mulini a vento, tra i treni cancellati e i pullman gremiti, preferiamo concentraci sulla città.
Attraversiamo più volte, ma sempre di fretta, quel luogo di squallore assoluto che è il quartiere rosso. E con squallore non mi riferisco alle ragazze che nelle vetrine in biancheria più che succinta offrono i loro servizi, ma agli uomini che sono pronti a 15 minuti scarsi di sesso a pagamento. Comunque ci si deve passare. Percorriamo i canali, uno dopo l’altro, a piedi e poi in battello. Il giro in barca dura 75 minuti che potevano anche essere solo 60 e sarebbero stati sufficienti. Comunque dall’acqua il fascino della città c’è tutto.
Visitiamo l’Het Begijnhof, una chiesetta di mattoni circondata da una quarantina di case stupende. Qui nel XVI secolo viveva una comunità di beghine, donne ferventi cattoliche, zitelle o vedove, che vivevano nella preghiera e aiutavano i poveri e gli ammalati.


Passeggiamo per il Vondelpark, tra laghetti e natura,camminiamo tantissimo.



Ritroviamo anche l’ostello dove eravamo stati ai tempi dell’interrail. All’epoca attraversavamo l‘Europa lo zaino in spalla ed Amsterdam era una delle tappe, tra Londra e i paesi scandinavi. Sono passati più di 30 anni.
Visitiamo l’Oude Kerk, splendida, il mercato dei fiori, forse un filo troppo turistico, ma carino. Mi viene da pensare al prezzo dei tulipani a Stoccolma assurdo rispetto a quelli splendidi splendenti che vedo qui.


Ci avventuriamo nella zona del Jordan e nella zona dei musei. Dei musei vediamo ben poco, purtroppo abbiamo messo mano alle prenotazioni troppo tardi. Niente Van Gogh, niente mostra di Vermeer, e neanche un giro condito di lacrime alla casa di Anna Frank, ma un interessante giro al Moco. Arte contemporanea in una casa che già di per se vale il giro, in menù Bansky., Warhol, Haring e compagnia.
Rinunciando ai mulini all’ultimo momento concepiamo un piano B che alla fine può essere un interessante piano A, al di fuori delle frotte di turisti che si riversano nelle zone più centrali. La zona dei vecchi dock in pieno processo di trasformazione. Ci si va in traghetto( gratuito) in partenza proprio difronte alla stazione centrale.

Noi ci siamo fatti una bella scarpinata che, prima di portarci nella parte più interessante, ci ha fatto scoprire un lato meno cliché della città olandese, la parte senza canali e belle case.
Prima di arrivare alla zona dei cantieri navali per caso siamo atterrati in un curioso negozio/deposito di vecchi mobili e oggetti, veramente interessante e sorprendente.

Nella parte dei vecchi hangar ci siamo fatti un bel giro al Museo della Street Art, ospitato all’interno di uno di questi, mai posto fu più azzeccato.







Tra l’altro è qui che i locali appena il sole incomincia a scaldare vengono a bersi un bicchiere all’aperto e a godere dei primi raggi, al Pilek, che ha proprio aperto i battenti per la stagione il 15 di aprile.

Per alloggiare ottimo
Il The Social Hub, belle camere spaziose, personale molto cortese, colazione prenotabile a parte veramente buona, espresso compreso!
Per mangiare
Van Puffelen, zona Jordaan, servizio di una lentezza pazzesca, ma buon cibo e ben presentato, in un’ambiente piacevole
Polly Goudvisch nelle zona dei dock, ottimi hamburger e avocado toast
Foodhallen affollatissimo ma con stand di cucina da tutto il mondo.

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