Dopo una notte a Windhoek con cena eccoci di nuovo on the road direzione Etosha National Park.

Per i primi 100 chilometri circa abbiamo guidato su strada asfaltata, poi ci siamo concessi una deviazione verso Kalkfeld per dare un occhiata al sito dove sono state ritrovate delle impronte di dinosauro che risalgono a 170 milioni di anni fa.
Le impronte sono visibile nell’area privata che circonda una fattoria i cui proprietari gestiscono l’ingresso dando informazioni e indicazioni per arrivare nelle due zone dove sono state rinvenute. Il sito è a 29 chilometri da Kalkfeld, vicinissimo alla D2414 e la direzione è segnalata.



Dal parcheggio poi sono circa 15 minuti a piedi, indicati da delle frecce bianche per terra.
Per caso sulla strada siamo passati all’interno della riserva privata di Erindi ( la strada l’attraversa, ci si deve solo registrare all’ingresso). 700 km2 di savana e montagne rocciose. Diverse specie di animali visibili nel parco, dove abbiamo visto le nostre prime, di una lunga serie, di giraffe. In questo parco volendo aggiungere una tappa verso Etosha ci si può anche fermare a dormire e approfittare delle diverse passeggiate proposte e scoprire le pitture rupestri presenti sul sito.
Noi abbiamo tirato dritto, eccitati all’idea delle successive tre notti immersi nella savana.
Il primo challenge comunque prima di arrivare a destinazione è stato trovare un posto in cui mangiare. Kalkfeld non offre nulla!
Stop a Otjiwarongo che è spesso consigliato come punto di partenza per visitare Etosha e anche Waterberg Park ( che noi abbiamo escluso per motivi di tempo). Qui si può fare benzina e c’è qualche posto in cui mangiare. Nulla di speciale e come sempre carne a profusione.
Ad Etosha abbiamo dormito all’Etosha village, ottima scelta. L’hotel è ai limiti del parco con una sua piccola riserva privata. Laprima sera ci siamo concessi un giro al tramonto con aperitivo con vista sul parco. Il modo perfetto per chiudere il 2022.

Il lodge offre colazione e cena e nel suo adventure center è possibile prenotare i safari. Noi l’avevamo fatto in anticipo da Stoccolma. Non siamo stati delusi e la nostra guida è stata semplicemente fantastica, la consigliamo caldamente a chi vuole scoprire non solo il parco con la sua fauna e flora, ma anche un po’ di Namibia genuina.

Harold può essere contattato via WhatsApp (+264814040686) .
Il parco nazionale di Etosha si estende su circa 20000 km2 ed è considerato come una delle più belle riserve di animali del mondo.
Il parco si sviluppa intorno all Etosha Pan, un deserto salino piatto che ogni anno per qualche giorno, durante la stagione delle piogge, si trasforma in una lagoon popolato da pellicani e fenicotteri.

I primi europei ad avventurarsi in quest’area furono lo svedese Anderson e il britannico Galton, esploratori giunti in zona nel 1851.
Il sito però incominciò ad acquisire un certo interesse turistico solo molto più tardi, agli inizi del XX secolo, quando con l’intento di proteggerne la fauna il governatore del tempo fondo una riserva di 99000km2 che inglobava anche l’Etosha pan. Il territorio è stati poi ridotto e chiuso, fino ad arrivare nel 1970 alla misura attuale.
A differenza di molti parchi africani in cui può essere difficile vedere gli animali, qui sembra un gioco da ragazzi.















Noi abbiamo fatto due Safari, il primo in self driving e il secondo con il sopracitato Harold.

Se nel primo caso abbiamo visto molto, nel secondo abbiamo visto ancora di più, perché la guida ha sicuramente un occhio più esperto del nostro, conosce meglio gli angoli del parco, e nel nostro caso ha avvisato una splendida famiglia di ghepardi, per il cui avvistamento era più eccitato di noi. Pare non si avvistasse un ghepardo da 4 mesi.
Giraffe, zebre, antilopi, leoni, rinoceronti, sciacalli, iene e via discorrendo.
Abbiamo visto gli avvoltoi volare sulla carcassa di una antilope e lo sciacallo scappare con un pezzo di carne in bocca. Immagini di savana che ci porteremo dietro per sempre, insieme ai colori di questo posto e alla gentilezza dei namibiani.
I controlli all’ingresso e in uscita dal parco sono ferrei. In self driving hanno anche controllato nel bagagliaio non ci portassimo via qualcosa.
La guida ci ha raccontato che in passato dei gruppi di cinesi sono stati fermati perché andavano nel parco a cacciare ( vietatissimo) per portarsi poi a casa le corna dei rinoceronti ( ritenute afrodisiache …).
Davanti all’ingresso del parco alcune donne Himba vendevano dell’artigianato locale, un primo assaggio di quello che scopriremo nella nostra tappa successiva ad Opuwo.
Tre giorni in zona Etosha sono necessari per coglierne la bellezza e approfittarne al meglio. I Safari incominciano presto al mattino, le giornate sono stancanti ma di quella stanchezza piacevole!
Informazioni pratiche:
l’ingresso al parco, quando si va senza guida, è a pagamento ( in questo caso i costi di ingresso sono inclusi nei costi del Safari . Noi siamo entrati dall’ingresso Andersson ( a nord di Outjo), l’ufficio è a Okaukejo, circa 17 km dall’ingresso, dove si trova anche una pompa di benzina ( successiva a Halali e Namutoni). Gli altri ingressi sono Von Lindequist a Namutoni, a ovest di Tsumeb; King Nehale, a sud ovest di Ondangwa; Galton , a nord ovest di Kamanjab.
La carta del parco con la lista degli animali la si trova nelle varie boutique di souvenirs alle varie porte d’accesso. Carina da avere per capire cosa si è visto e cosa manca all’appello.
I numeri del parco: 114 specie di mammiferi, 340 specie di uccelli, 16 specie di rettili e 1 specie di pesci, vivono in totale libertà nel loro habitat naturale. È importante rispettare i limiti di velocità e le regole del parco.
Qua e là si trovano delle aree chiuse con servizi igienici, dove poter fare una pausa pic nic e sgranchirsi le gambe.
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