Da Londra agli Stati Uniti nel giro di una manciata di giorni. Ho fatto in tempo a disfare una valigia che era già il momento di chiudere quella per partire nuovamente, direzione Chicago. Dico sempre che novembre è un mese da evitare a Stoccolma, tra giornate sempre più corte e tempo incerto, ed eccomi a trovare alternative per rientrare, o quasi, a casa con l’atmosfera natalizia!

Racchiudere i mie giorni a Chicago in poche righe non sarà semplice. Non lo sarà per tanti motivi, primo fra tutti il motivo del mio viaggio: rivedere una cara amica. Ancora una volta mi sono resa conto che i chilometri che separano le amicizie con la A maiuscola non contano nulla. Ancora una volta la sofferenza che ci imponiamo separandoci dagli affetti, è ampiamente ripagata dal ritrovarsi e capire che la qualità delle relazioni è quella che conta!

Chicago mi ha accolta con un tempo fantastico dall’atterraggio al decollo. Sicuramente il sole a illuminarla l’ha resa ancora più bella. L’ho girata in lungo e in largo, mescolando turismo alla vita quotidiana che la mia amica sta costruendo in questa parte di mondo. Ero qui soprattutto per stare con lei, ogni scoperta è stato un bonus.
Ho macinato chilometri e penso di aver fatto i fondamentali e anche qualcosa di più.
Mi sono goduta la bellezza di Lincoln Park. Ho visitato lo zoo con un’altra cara amica che vive in zona, godendo della vista meravigliosa della città da questa privilegiata prospettiva. Per poi contemplare i riflessi del sole nell’acqua blu del lago Michigan, immaginandolo come possa essere con le spiagge piene e la vita da lago in piena estate.
Ho attraversato il quartiere di Lincoln park lungo Webster Avenue, attraverso Oz Park per proseguire verso The Summer House Santa Monica Restaurant, che porta bene il suo nome: l’ambiente richiama la spiaggia e le vacanze. https://www.summerhouserestaurants.com
Da qui ancora due passi lungo W Armitage Avenue, con una serie di negozi carini.
Sempre da Lincoln Park passeggiata nella Old Town e nella zona di Gold Coast. Su W Goethe Street splendido lunch al 3 Arts Club Cafè, ambiente piacevolissimo, piatti classici ma vale la pena fermarsi proprio per il contorno. Il ristorante è all’interno del lussuosissimo RH ( Restoration Hardware) https://rh.com/chicago/restaurant

(L’originale 3Arts Club venne fondato nel 1912 per le donne dedite alle tre arti: pittura, musica e teatro)
Lincoln park è stato anche il punto di partenza per percorrere il lungo lago e addentrarsi poi tra gli edifici camminando fino al fiume lungo N Michigan Avenue o una delle strade parallele ( devo averle percorse tutte vedendo i chilometri al contatore). Pausa caffè meritata su E Ohio St da Eataly, che non ha bisogno di presentazioni e che assomiglia a tutti i suoi fratelli sparsi nel mondo, con prezzi abbastanza senza senso da una prospettiva italiana, ma un buon caffè. Lungo la passeggiata la Water Tower, uno dei pochi edifici sopravvissuti al grande incendio che mandò in fumo l’intera città nel 1871. In stile gotico, che era popolare all’epoca, venne costruita nel 1969 insieme alla stazione di pompaggio dell’acqua ( progettate con l’idea di distribuire acqua fresca nell’intera città). Si salvarono insieme dalle fiamme grazie alla pietra calcarea con la quale vennero costruite.
Il grande incendio che si sviluppò fu una catastrofe ma nello stesso tempo fu grazie ad esso che la città si presenta a noi oggi così com’è, in tutto il suo splendore. Non sono parole mie ma le parole della guida che ha accompagnato il Tour Architettonico della città lungo il fiume, al quale ho partecipato. Ci sono diverse compagnie, noi l’abbiamo fatto con il tour operator Shoreline Sightseeing, ma credo che le verse crociere proposte si assomiglino.

È forse la prima cosa che consiglio di fare arrivando a Chicago, non guarderete più la città con gli stessi occhi. 60 minuti interessantissimi con il naso all’insù a contemplare i grattacieli meravigliosi, costruiti da brillanti e visionari architetti.
Sempre in tema grattacieli ho fatto l’en plein di salite mozzafiato e conseguenti panorami pazzeschi. Di giorno sono salita sulla Willis Tower, uno degli edifici più alti del mondo. Per una che soffre un po’ di vertigini e fa già fatica a sporgersi dal balcone al secondo piano, mettere i piedi sullo Skydeck (sporgenze di plexiglass) è stata una sfida. Il tempo è limitato ad una manciata di minuti, io ho resistito una ventina di secondi, come sospesa nel vuoto. (anche la salita e discesa in ascensore da un certo brivido comunque.
Non paga del primo giro ad alta quota me ne sono regalata un secondo (consiglio di mio marito, vai li a bere un drink, vista splendida). E devo dire che in versione notturna la vista era veramente mozzafiato alla Hancock Tower. Farne una di giorno e una dopo il tramonto vale veramente i due giri (che non sono proprio regalati). Il bar non è nulla di che, ma la vista compensa alla grande!

A pochi passi dall’ Hancock Center da vedere il Museo di Arte contemporanea, non grandissimo ma interessante.

Altro giro sicuramente da non perdere è quello del Loop (la Willis Tower è li): il loop è il cuore finanziario pulsante della città ma anche un quartiere particolarmente vivace con parchi come il Millenium Park nel quale vale a pena perdersi. Tra l’altro ci sono ben due piste per pattinare sul ghiaccio in inverno, divertimento assicurato. Foto di rito con l’immagine riflessa nel Cloud Gate dell’artista Anish Kapoor ( prima opera d’arte all’aperto installata negli States)

Il Millenium Park ospita anche il prestigiosissimo Art Institute, da non perdere, ma che io invece ho perso: avevo previsto di visitarlo martedì, per scoprire martedì mattina che il museo è chiuso martedì e mercoledì.

Da Millenium Park noi abbiamo poi percorso tutto il Riverside Walk ( prospettiva da terra di quello che si visita con il tour architettonico), fino ad un delizioso ristorante proprio sull’acqua Beatnick on the River, cucina dagli accenti mediterranei e medio orientali in un quadro splendido con una vista eccezionale!

Altro angolo da vedere è l’area di Fulton Market. Area di ristoranti alla moda che propongono un giro del mondo gastronomico (area industriale paragonabile al Meat Pack District a NY). Consiglio un giro al Fulton Stall Market e al Time Out Market, e una cena nel buonissimo ristorante giapponese Momotaro. Momotaro è ottimo ritorno in Giappone che per due ex “giapponesi” come me e la mia amica fa sempre un certo piacevole effetto!
Last but not least l’area di Wicker Park, dove abita la mia amica. Passeggiata molto gradevole da fare lungo il Bloomingdale trail park, una sorta di High Line, meglio noto come 606. Da Est ad Ovest per circa 3 miglia si passeggia sull’area che fu quella di una ferrovia. Una parte sicuramente meno turistica, ma sicuramente da vedere, come il quartiere intorno.
Riasumere Chicago non è semplice, e non lo è per vari motivi. Per prima cosa ero qui più per vedere la mia amica che per fare la turista, volevo godere della su vita e dei suoi spazi. Vivendo all’estero so quanto sia importante immaginare gli spazi in cui si svolge la vita delle persone a cui vogliamo bene. Era quello che veramente volevo, vedere lei e la sua famiglia nella quotidianità che non condividiamo più. Non avevo fretta di uscire di casa, avevo voglia di chiacchierare, di far durare il pranzo più a lungo senza preoccuparmi di orari e chiusure. E cosi ho anche fatto un po di quotidiano: un paio di lezioni di ginnastica, un giretto dal carrozziere, la sala d’aspetto del medico: vita di tutti i giorni, e questo vale più di tutto.

Purtroppo il tempo è tiranno e i giorni sono volati in fretta, prendo il volo per New York con 23 gradi. Al decollo Chicago mi saluta come mi ha accolta, baciata dal sole che fa brillare in modo incredibile l’acqua del lago e che si riflette nei suoi grattacieli, sempre più piccoli oltre l’oblò.
New York mi accoglie allo stesso modo, ma questo ve lo racconto nel prossimo post!
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