Dopo Londra eccomi ad Oxford per la prima volta per un periodo più lungo di una semplice toccata e fuga. Negli ultimi due anni, a parte i pochi giorni in pieno covid, in cui ho aiutato Federica a installarsi qui, le mie permanenze in questa deliziosa cittadina sono state sempre brevissime. Anche quest’estate per la graduation di Federica non abbiamo avuto il tempo di godere veramente di quello che la città offre. Avevo voglia di scoprire di più e anche di passare più tempo con Federica dove vive. È importante vivendo in posti diversi visualizzare gli spazi in cui scorrono le nostre vite, l’ho provato come figlia e lo provo adesso come genitore. Percorrere insieme le strade della nostra vita di tutti i giorni è fondamentale nel processo di assimilazione delle distanze.

Eccomi qui quindi a scoprire la sua Oxford, a camminare con lei tra i suoi negozi, a cogliere le sfumature che mi regalano una percezione della città che va ben al di là dell’aspetto che si coglie da semplici turisti.
Oxford è una cittadina universitaria e questo suo lato è palpabile ad ogni angolo. I diversi college la dominano e le danno vita. Gli studenti la animano e la rendono interessante e vivace, Grazie a Federica possiamo visitare il suo college, Hertford, e il dipartimento di International Development, sarà più facile da domani visualizzarla nei suoi spazi.
Soprattutto però vivo Oxford con lei e un po’ come lei. Ci mettiamo a lavorare una di fianco all’altra in un bel caffè, Opera cafe, sorseggiando un americano. Siamo a Jericho, uno dei quartieri della città, molto molto carino. Mi sento per un attimo tornare indietro nel tempo, un po’ studentessa anch’io, li circondata da ragazzi con i loro computer, che lavorano a chissà quale progetto, che studiano chissà quale materia. Anche il pranzo che propongono non è niente male e si mangia per una decina di sterline a testa.

Sempre nella stessa zona c’è un wine bar che propone piatti buoni e una gran scelta di vini, Wilding Wine. Ci eravamo già stati a brindare dopo la graduation di Federica a fine luglio, ci siamo tornati per pranzo. Un giro in zona è d’obbligo.
Imperdibile sicuramente il Mercato coperto, in uso ininterrotto da 250 anni. Per me appassionata di mercati è uno dei posti da visitare da mettere in cima alla lista. Costruito nel 1774, disegnato dall’architetto John Gwynn aveva originariamente uno spazio all aperto per pescatori e contadini e due zone coperte per gli altri commerci. Dal 1900 ha l’aspetto attuale. Tantissimi i negoziati dai macellai al fruttivendolo, dal fioraio al teashop, e persino un ottimo locale che propone un buon espresso, Colombia Roasters Caffe. Al suo interno buoni cookies da Ben’s Cookies, è una catena ma di buona qualità. Tappa obbligata nella bellissima libreria Gulp Fiction, dove potrei vagare all’infinito e trovare sempre un libro nuovo da leggere. Sempre nel mercato per mangiare Sasi’s, bugigattolo thailandese molto economico. Per chi deve fare la spesa poi, un vero piacere degli occhi a prezzi decenti, almeno per me che arrivo dalla Svezia.



Fuori dal mercato ma a due passi uno stop al negozio di formaggi e d’obbligo. Formaggi locali buonissimi, stilton in tutte le declinazioni! Oxford Cheese Company, e anche il loro pane è ottimo.


Accanto all’ingresso laterale del mercato consiglio un giro nel bellissimo negozio ObjectS of Use, principalmente oggetti per la casa, con la particolarità di essere tutti presentati con una breve descrizione. Si trovano veramente oggetti molto belli.

Lato librerie ce n’è ovviamente per tutti i gusti, ma direi che Blackwell’s Bookshop, vale i giro. Da perdersi tra un piano e l’altro, all’interno anche un caffe per una pausa meritata immersi tra i libri.

Oxford è da girare un po’ come piace a me, leggasi senza mete precise. Tantissimi i parchi dove immergersi nella natura, fantastico e grandioso il parco di Christ Church Meadow, che ospita le boat house dei vari college. E lungo il Tamigi si vedono le barche allenarsi per le regate, so British!

Il panorama gastronomico non è neanche lontanamente paragonabile a quello di Londra, forse il fatto di essere una cittadina universitaria limita l’offerta di posti veramente buoni a discapito di posti economici. Comunque qualche posticino lo si trova anche qui. A luglio avevamo festeggiato i successi di Federica da Pompette e avevo già parlato qui di diverse opzioni pranzo cena colazione. Questa volta abbiamo provato Arbequina, ristorante di tapas molto buono e a prezzi super onesti, da prenotare. No 1Ship street ristorante molto carino che vuole essere un po’ elegante ma con una buona cucina. Pizza direi buona per essere all’estero da Franco Manca, una catena certo, ma con un che di italiano nell’aria e nei pizzaioli. Sempre una catena ma perfetta per un pranzo veloce il Comptoir Libanais all’inizio del centro commerciale e in pieno centro, humus, babaganoush, falafel a prezzi più che onesti.
Per il brunch ci siamo di nuovo affidati a Quod e alla sua ottima colazione inglese. Per una colazione al volo i posti si sprecano: dagli scones che accompagnano il caffè nel sopracitato Colombia Roaster Caffe nel mercato coperto, ai doughnuts da Crosstown, fino alla cioccolata calda to go o no da Knoops.

E dove alloggiare? Ottima scelta a questo giro. Una notte con Paolo siamo stati al Randolph Hotel, in vero stile grand hotel, belle camere a tema, la nostra era a tema Lewis Carroll, l’autore di Alice nel paese delle meraviglie, un po’ kitsch in qualche dettaglio, ma piacevole nell’insieme con un bagno molto curato.
Secondo stop carinissimo hotel a due passi dal primo e sempre in pieno centro, Tower House Guest House, ospitato in una vecchia casa splendidamente mantenuta. Bella camera, piccolo neo il bagno un po’ spartano, compensato da un’accoglienza molto gentile e pulizia perfetta.
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