La seconda tappa della nostra vacanza in Grecia è l’isola di Patmos, una piccola perla che fa parte delle isole del Dodecaneso. Per arrivarci l’unico modo è il traghetto o da Atene o da una delle isole intorno ( Leros o Cos) dove c’è un aeroporto. Proprio il fatto di essere difficilmente raggiungibile la rende unica e la “ protegge” dal turismo di massa.
L’isola è particolarmente amata dai parigini che nel tempo hanno ristrutturato le case della splendida Chora e fatto costruire ( molto bene) stupende case qua e là.
L’isola di Patmos è anche un’isola metà di pellegrinaggi ed è circondata da un’aura un po’ mistica: è il luogo al mondo con il più alto numero di chiese e monasteri rapportato al numero di abitanti ( tra i monasteri anche tre femminili dedicati alla Vergine Maria).
Già dall’arrivo al porto di Skala ci si rende conto della dimensione genuina dell’isola, tanti negozietti e ristorantini ordinati, con quella semplicità greca che ci piace, tavoli di legno, sedie di paglia, piatti gustosi con ingredienti locali. Alzando gli occhi il villaggio di Chora, un piccolo gioiello dominato dal monastero di San Giovanni il Teologo ( costruito nel 1088, è visitabile ovviamente con vestiti appropriati).
Chora è una delle poche città greche che ha conosciuto una continua evoluzione dal 12° secolo ed è uno dei pochi luoghi al mondo in cui le cerimonie religiose risalenti ai primi giorni del cristianesimo sono ancora praticate oggi senza grandi cambiamenti. Il luogo lascia senza fiato, per la vista che abbraccia a 360 gradi tutta l’isola e per il suo candore ordinato, non c’è vicolo o casa i cui muri non siano di un bianco splendente con le classiche persiane dalle diverse sfumature di blu.
Chora, il monastero e la Sacra grotta dell’apocalisse sono iscritti dal 1999 nell’elenco dei siti del Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco.. La Sacra Grotta fu il rifugio di San Giovanni quando l’imperatore Domiziano lo esiliò a Patmos punendolo per aver predicato a Efeso la parola di Dio, oggi è uno dei punti di riferimento del cristianesimo di tutto il mondo. Nella grotta dell ‘Apocalisse San Giovanni ebbe le visioni profetiche riportate nell’ Apocalisse. A luglio e agosto comunque non c’è folla di pellegrini, prediligono altre stagioni.
Chora si anima soprattutto la sera, con l’apertura dei diversi ristoranti, irraggiungibili però per noi in famiglia con le stampelle, anche Skala però ci sono dei posti non male, da segnalare per pranzo Houston ( dalle 14:30, prima servono la colazione) con ottimi meze greci, mentre per un gyro pita, Alas Grill, nella piazzetta successiva, con prezzi onestissimi. Sorvolo sullo shopping, tante piccole boutique deliziosissime con tante ceramiche, oggetti decorativi, tessuti splendidi, lino a profusione, difficile trattenersi con le ragazze.
Al di fuori di Skala e Chora, i villaggi restanti si riducono a qualche manciata di case, come a Kampos, con la sua bella spiaggia, qualche ristorantino in riva al mare, la taverna Agnanti con le sedie dipinte di blu e i tavoli direttamente sulla sabbia, l’insalata di polipo, lo tzatziki, gli zucchini fritti serviti con lo yogurt o Sea and Sun dove, se si consumano un paio di bevande, si può approfittare dei comodi lettini per l’intera giornata.
Nella piazza del villaggio, che è anche l’incrocio di più vie, un paio di posti sul lato opposto rispetto alla chiesa. La taverna Panagos, con i classici,agnello al limone, mussaka e melanzane al forno, e il Caffè Aroma con un espresso niente male.
Sempre vicino a Kampos la spiaggia di Lefkes, l’area intorno è tra le più fertili dell’isola e, a quanto pare, ogni mese con la luna piena qui è organizzato un festone! La baia è chiusa dall’isotto di San Giorgio e la si può raggiungere anche a piedi dalla spiaggia di Kampos, o da Vagia, in 40 minuti circa. Questa parte dell’isola di Patmos è poco frequentata e un pò remota, ma offre paesaggi stupendi e spiagge tranquille.
La spiaggia di Vagia, con il Vagia beach Cafè ha come peculiarità l’acqua più fredda dell’isola in cui nuotare.
Grikos, è un villaggio di pescatori, colonizzato a quanto pare dai francesi, che si affaccia su quella che è considerata una delle baie più belle del mondo, La spiaggia, è delimitata dall’isolotto Tragonissi. In successione tutta una serie di piccole spiagge, alcune delle quali libere ed altre attrezzate, tra cui Petra che offre probabilmente il paesaggio di mare più suggestivo di Patmos. Petra, che in greco significa roccia è dominata da un monolite conosciuto come Kalikatsou, un tempo noto come rifugio degli eremiti ( vista la bellezza del posto, mica scemi!) La spiaggia stessa è di ciottoli, per 10 euro si affittano dei lettini per la giornata e il relax è garantito.
Bella anche la spiaggia di Lampi con l’omonima taverna, piedi quasi nell’acqua e freschissimo pesce alla griglia.
Altra spiaggia e ristorante annesso( e si nuotiamo nuotiamo, scopriamo, curiosiamo, ma non resistiamo al richiamo dei piccoli piatti greci) Agrio Livadi, Skipper Beach Bar, con tutti i classici e un ottima insalata greca nella versione con il formaggio più morbido della feta. La spiaggia è di sabbia e ciottoli e ospita un porticciolo turistico presso il quale, durante tutta l’estate, gettano l’ancora alcuni yachts privati il cui aspetto lussuoso contrasta enormemente con quello modesto delle piccole e variopinte imbarcazioni locali.
Al sud dell’isola c’è il promontorio di Monte Kokkino con la vetta più alta, Profitis Elias (279m), e l’immancabile chiesa in cima, raggiungibile comodamente con qualsiasi mezzo percorrendo una strada alsfaltata; anche se la chiesa è in parte chiusa, il paesaggio è molto suggestivo.
Un’ultima spiaggia che indubbiamente merita a detta dei nostri amici ma che purtroppo per problemi di accessibilità, non abbiamo visitato, è Psilì Ammos, a 20 minuti a piedi lungo un sentiero. Come indica il nome greco, è una spiaggia di sabbia finissima e mare azzurro, raggiungibile anche via mare da Skala.
Ultimo ristorante da segnalare, il migliore in assoluto, Tomika, ottimo pesce, servizio curato, diciamo una nota più chic rispetto ai precedenti, con prezzi di conseguenza, ma da provare assolutamente.
Per riassumere: mare dalle mille sfumature, natura, spiagge splendide, risate, tante insalate greche e come ciliegina sulla torta il ritrovarsi con i nostri carissimi amici dei tempi della California. E dopo due anni di covid questi incontri hanno ancora più valore!
Ci hanno ospitati nella loro casa meravigliosa con vista spettacolare su Lipsi, l’isola di fronte, ci hanno accolti e accompagnati alla scoperta di questo angolo di paradiso, abbiamo in cinque giorni recuperato le chiacchiere di questi ultimi anni separati da 9000 km di terre e di mari, con ancora una volta la dimostrazione che le amicizie no si nutrono solo e sistematicamente di quotidianità, ma la qualità è quella che conta!









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