Viaggio a Torino, incominciato con volo cancellato, arrivo in Italia con praticamente 24 ore di ritardo sulla tabella di marcia, treno per Torino da Milano Centrale che mi chiude le porte sul naso, vabbè ormai mezz’ora in più o in meno non fa la differenza.
Nel mezzo invece direi tutto perfetto. Certo come ogni volta vorrei fare di più, vedere più gente, avere giornate di 48 ore per accontentare tutti, ma insomma se tutto va come deve andare il vantaggio di vivere a Stoccolma è anche il poter viaggiare più spesso e senza lunghi voli per riabbracciare tutti.
Ho approfittato della mamma, e farlo da sola è la formula perfetta. Mi concentro su di lei, sulle chiacchiere con lei, non ci sono figlie che interferiscono e direi che il tutto è piacevole e rilassato.
Ho avuto un tempo non perfetto ma di sicuro tiepido per la stagione che mi ha permesso una corsa rigenerante lungo il Po che mi regala sempre begli scorci.
Ho fatto il pieno nel vero senso della parola di prelibatezze italiane. Alla security ovviamente il bagaglio a mano è passato al controllo manuale. “Salumi e formaggi, signora? “ ha sorriso l’addetto al security check, “ eh si- ho risposto- cosa non si fa per portarsi dietro un po’ d’Italia!” Che poi è una cosa che non faccio mai anche perché per essere onesti a stoccolma si trova tutto e di gran qualità, e i 25 anni all’estero mi hanno insegnato a sopravvivere alle voglie di stracchino, ma questa volta complice un bagaglio mezzo vuoto e un giro al mercato, non ho resistito.
Ho cenato con gli amici di sempre, e come ogni volta è come se avessimo sempre vent’anni, anche se i nostri ragazzi sono lì con noi intorno al tavolo a darci la misura del tempo. Ogni volta la stessa considerazione anche se si parte le amicizie vere restano e ritrovarsi è riprendere un filo di un discorso che sembra essersi interrotto sempre e solo poche ore prima.
Ho girato per negozi, mercati, passeggiato nelle vie del centro di una
Torino che da tempo non vedevo così vestita a festa. Tra ATP finals e l’atmosfera natalizia che timidamente si delinea all’orizzonte, la mia città sembra aver ripreso vita. Ci sono le luci di Natale che colorano le strade, tantissimi dehors pieni di gente, le temperature miti per un novembre inoltrato aiutano a sorseggiare un aperitivo sotto le stelle.
Ho fatto la turista a zonzo nel quadrilatero romano, seduta a gustare un bicerin nell’analogo locale, storico questo caffè tutto piemontese e il locale che l’ha fatto nascere.
Ho comprato libri, come ogni volta, sempre e solo di autori italiani, per il resto leggo in altre lingue, ma per gli autori italiani mai potrei cedere alla facilità di comprarli tradotti. Attendo sempre il mio gironzolare alla Feltrinelli, tra un titolo e l’altro, tra i consigli del librai e le ultime novità.
Ho mangiato del delizioso tartufo bianco, delicatamente posato su una tartare perfettamente condita, una fondutina deliziosa, un uovo al tegamino, una robiola delicata, il tutto accompagnato da un ottimo bicchiere di vino. Da Tabui in via Carlo Alberto.
Ha sorseggiato una tazza di tè per quel vecchio rito torinese che tanto mi colpiva da bambina, il te di madame, due pasticcini, du paste secche. Arrivata alla mia età entro a far parte del mondo delle Signore e così incontro le vecchie amiche della mamma, quelle che mi conoscono dal primo pianto, dai primi passi, e che fanno parte della mia vita dai miei primi ricordi, che fanno parte di quel vasto mondo di affetto che mi lega all’Italia e alla mia Torino, quei legami forti che rimangono nonostante il tempo e le vite che scorrono lontano.
Ho incontrato e abbracciato le mie socie, con le quali per 18 mesi ci siamo viste dietro uno schermo a costruire un progetto, a definirne i dettagli, a sperare di incontrarci prima o poi. E quando finalmente ci si ritrova ci si accorge che è come un rivedere vecchie amiche, certo che la tecnologia fa miracoli! Farlo poi nel quadro splendido del mercato centrale condividendo una focaccina al tartufo, da sicura ente la carica per continuare a sperare e ad andare avanti con le nostre idee.
Ho approfittato di giornate in po’ più lunghe e senza troppi impegni a scandirne il ritmo, perché ogni tanto è anche bello vivere senza i ritmi che ci imponiamo ogni giorno, quando siamo immersi nella quotidianità.
Volando verso stoccolma come ciliegina sulla torta ho goduto di un tramonto spettacolare con il cielo colorato di rosso, prima di tuffarci nella notte svedese.
Da casa torno a casa, piacevole sensazione. Come ogni volta mi riprometto di regalarmi molto più spesso queste toccate e fuga rigeneranti, sperando che la prossima volta i voli partano e arrivino alle ore previste.







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