Ritorno alla vita di prima, forse?

Viaggiare tra la Gran Bretagna e la Svezia regala un gran senso di normalità. Quella normalità di cui avevamo bisogno e che, nonostante tutto, sta tornando, 

Certo in UK i numeri restano alti, ma a quanto pare gli ospedali non sono più particolarmente sotto pressione. La campagna vaccinale continua e tutto è tornato come prima, aria di libertà e forse un po’ di fatalismo.

In Svezia le restrizioni non sono mai state come nel resto d’Europa, ma insomma poche e chiare regale ci sono state anche qui, seguite dai più.I I numeri comunque per un ritorno alla normalità ci sono, la campagna vaccinale va alla grande, i reticenti per fortuna non sono tantissimi, e il naturale rispetto delle distanze fanno il resto. Dai primi di ottobre si vaccina dai 12 anni. Qui ormai la scuola è ripresa da metà agosto, due lunghi mesi ormai, e anche molti uffici sono tornati ad accogliere la gente in persona, monitorando la situazione che rimaneva stabile, il 29 settembre si è passati ala fase 4/5, togliendo la maggior parte delle ultime restrizioni covid, dopo oltre 18 mesi di pandemia si ritorna quasi completamente alla vita normale. 

A molti sembrerà strano visto che in apparenza le restrizioni sono dall’inizio state pochine, ma la differenza si vede eccome. Già sul finire dell’estate si respirava da queste parti un’aria nuova, adesso ci si potrebbe quasi dimenticare di essere ancora nel bel mezzo di una pandemia.

C’è una gran voglia di voltare pagina, e questo direi che è assolutamente normale, i ristoranti sono pienissimi, il venerdì bere un bicchiere dopo le cinque del pomeriggio da qualche parte sembra missione impossibile, i trasporti sono di nuovo abbastanza pieni nelle ore di punta, ci si può di nuovo sedere in tanti intorno ad un tavolo e sono sparite le X sui tavolini per mantenere le distanze tra un commensale e l’altro. i cinema hanno ripreso le proiezioni, si riorganizzano i concerti. Dalla manicure la scorsa settimana ci ho messo un po’ a capire cosa mancasse, hanno rimosso i separé di plexiglas che proteggevano cliente e lavoratore ( però hanno sempre le mascherine, ma sono asiatici).

Il governo ha rimosso il consiglio di evitare i viaggi all’estero e le varie riaperture dei confini spingono gli svedesi, notoriamente amanti dei viaggi, a riprendere le sane vecchie abitudini, le code ad Arlanda, l’aeroporto di Stoccolma, sono lunghissime dai check in alla security. Per i vaccinati da qualche settimana non consigliano neanche più di fare un test al rientro delle zone a rischio, a meno che si abbiano ovviamente dei sintomi. Ai non vaccinati ovviamente  consigliano non soltanto di non viaggiare, ma anche di evitare luoghi chiusi, cinema, teatri, ristoranti… ovviamente dubito fortemente che chi non si vaccina sia disposto a seguire delle semplici raccomandazioni, pazienza ringrazieranno tutti gli altri che permettono alla società intera di ritornare ad una vita normale.

Si ricominciano a vedere i turisti in giro per la città, e anche questo è un bel segno.

Si riorganizzano serate, cene, pranzi con più persone, fuori da quella bolla che per un po’ ci siamo scelti, c’è forse un po’ di stanchezza in tutto questo e la voglia di riprendere in mano quella vita che da marzo 2020 vede e sente solo covid.

Ci autorizziamo a pensare che sia la volta buona, che non si tornerà più indietro, né in Svezia né altrove, i vaccini sono stati di sicuro la strada giusta, anche solo un anno fa sembrava impensabile crederci veramente, eppure. Quanto tempo ci vorrà per dimenticare, per superare, per veramente non pensarci più? Forse dimenticheremo in fretta o forse per sempre ci porteremo dietro certe piccole paure, ci disinfetteremo le mani più spesso, ci preoccuperemo al primo colpo di tosse.

Grazie alla scienza ne stiamo uscendo e stiamo tutti assaporando questo ritorno alla vita che amiamo, sperando che anche gli ultimi reticenti capiscano che l’unica strada è il vaccino!

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