Oggi sono stata vaccinata. Prima dose di Pfizer, sotto la mascherina ho sorriso all’infermiera, ma credo che i miei occhi parlassero da soli, poi ho aggiunto “ che momento indimenticabile” lei mi ha risposto “ si, anch’io quando ho ricevuto il vaccino mi sono sentita cosi”.
Non ho pensato, riflettuto, analizzato, mi sono iscritta appena possibile e oggi ho camminato felice verso il centro assegnatomi. Appuntamento alle due, non presentatevi con più di 5 minuti di anticipo diceva l’SMS ricevuto due giorni fa come promemoria (ma chi si dimentica un appuntamento cosi importante?), alle due e due avevo già la siringa nel braccio. Tutto perfettamente sincronizzato, alle 2:05 uscivo dalla mia postazione, la numero 12, 13 in totale e andavo a sedermi per i 15 minuti di osservazione.
Tutto gestito alla perfezione. Seduta in quei 15 minuti ho osservato gli altri intorno a me, sedie ordinatamente disposte e distanziate, sembrava un po’ surreale, tutti gli occhi parlavano chiaro, la gioia era di casa.
Alle 2:20 sono uscita e sono andata a sedermi nel dehors di un bar poco lontano, il sole brillava su Stoccolma oggi e mi sono sentita euforica e più leggera.
È vero che forse la Svezia in questi lunghi mesi ha fatto tutto e il contrario di tutto, si è attirata critiche feroci da tutto il mondo, è stata additata dalla stampa internazionale come esempio di pura follia, si è parlato dell’esperimento svedese senza veramente capire come la gestione fosse fatta e soprattutto senza capire come sono gli svedesi e come si vive in Svezia. Solo il tempo ci dirà se hanno veramente sbagliato tutto o se hanno fatto tutto giusto, o anche solo se, come penso, hanno semplicemente fatto quello che andava fatto in un paese come questo. Oggi però mi sono resa conto che quando decidono di fare qualcosa lo sanno fare bene e in modo organizzato, i vaccini vanno in fretta, prendere appuntamento è semplice, tanti nostri amici hanno ormai ricevuto la prima dose, non credevo fosse possibile anche lontanamente avvicinarsi all’idea di vaccinare almeno con una dose tutti gli adulti del paese entro luglio, adesso ci credo.
Sono in Svezia da quattro anni, quasi, e nonostante le mille critiche continue sul sistema sanitario svedese, devo dire che in questi ultimi sei mesi, ciliegina sulla torta proprio l’organizzazione dei vaccini, mi ha piacevolmente stupita, organizzazione ed efficienza, con anche un sorriso che non guasta mai.
Ecco il sorriso del medico oggi e poi dell’infermiera che mi ha iniettato la mia dose resteranno li scolpiti, un bel ricordi in questo strambo 2021.

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