Qualche anno fa, prima che il nostro mondo fosse messo sotto sopra da una pandemia improvvisa, l’avvicinarsi dell’estate era periodo di allegria e in un certo senso di rinascita. Le giornate più lunghe, più calde, più colorate e profumate invitavano alla vita all’aria aperta, agli incontri. I social pullulavano di foto allegre di aperitivi al tramonto, di lunghe tavolate, di abbracci. La primavera con l’estate all’orizzonte ha sempre mischiato si programmi in divenire anche la voglia di godersi l’attimo e farlo con gli amici, tra abbracci e risate.
Di colpo dopo 16 mesi in compagnia di uno dei peggiori incubi degli ultimi decenni, il mondo ci riprova, ma sicuramente il tono non è lo stesso. I social non ci sorridono più attraverso tavole imbandite e brindisi improvvisati, ma ci regalano un susseguirsi di zoom su dettagli di vaccino, su certificati che sembrano regalarci vita, su file a centri vaccinale con occhi che lasciano intuire sorrisi nascosti dalle mascherine e emozioni evidenti.
Oggi non ci si scambia più ricette da condividere nelle tiepide serate a venire, ma ultime notizie su chi/come/quando sarà vaccinato.
Ma quando in passato abbiamo sentito il bisogno di condividere con il mondo il nostro libretto vaccinale? Ma da quando ci preoccupiamo degli effetti secondari che un vaccino può avere su amici e parenti? Abbiamo voglia di ricominciare e di riprenderci la vita com’era fino a un anno e mezzo fa, ed ecco qui la semplice umana emozione per quella puntura che cambierà il tutto e ci restituirà forse non quello che questo mesi ci hanno portato via, ma sicuramente tanto!
E tra un po’ si tornerà anche a parlare di altro senza più preoccuparci di morti, feriti e reazioni vaccinali avverse!

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