L’altro giorno passeggiavo nella foresta dietro casa, vivere in pieno centro a Stoccolma regala anche il privilegio di avere la natura a due passi per potersi ossigenare senza andare troppo lontano. Passeggiavo come spesso faccio e, come sempre, non ero la sola. Gli svedesi adorano la vita all’aria aperta, indipendentemente dal clima, dalle stagione, dalla luce ridotta d’inverno e eterna d’estate. I bambini fin da piccolissimi, belli imbacuccati, passano gran parte del loro tempo fuori, ed è una gioia degli occhi vederli saltare a pie’ pari nelle pozzanghere senza che nessuno urli all’orrore!
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| foto d’archivio delle mie di bambine in piena natura in Australia |
Comunque l’altra mattina mi sono soffermata ad osservare un gruppo di bambinetti dalle guance rosate e avvolti nei loro fantastici tutoni impermeabili, che al ritmo delle stagioni diventano sempre più leggeri. L’allegra combriccola, accompagnata da un paio di maestre, aveva tra l’anno e i massimo tre, tutti indossavano dei gilet gialli con il nome della scuola sulla schiena, c’era chi camminava, chi veniva spinto su giganteschi passeggini multiposto, tutti con il loro zainetto, contenente chissà quali tesori, ben calzato sulle spalle. La piccola truppa si fermava regolarmente ad osservare i piccoli germogli che prepotentemente cercano di farsi largo in questa fresca primavera svedese. Le maestre spiegavano chiaramente qualcosa, i bambini ascoltavano attenti, curiosi, con gli occhietti brillanti.
Questa è la norma qui, i bambini vivono all’aria aperta, la giornata d’asilo si svolge spesso e volentieri fuori, che piova, nevichi o ci sia un bel sole caldo, nulla frena maestre e bambini, cosi come nulla frena gli adulti di ogni età che si allenano nei tanti angoli verdi della città, sempre e rigorosamente fuori.
Credo che questo approccio estremamente positivo alla vita all’aria aperta, pur vivendo in un paese sicuramente con un clima tutt’altro che felice, sia uno dei punti di forza dei popoli del Nord, e anche uno dei punti di forza del loro sistema educativo. Non so se questo li renda cittadini migliori, ma sicuramente il rispetto per la natura che ci circonda viene inculcato proprio così in questi piccoli, esponendoli il più possibile a tutto ciò che la natura ci offre.
Anche più grandicelli, alle scuole elementari e alle medie, ci sono classi che si svolgono fuori, in contatto con la natura, e in questo periodo bizzarro che stiamo vivendo, sicuramente l’aprire le porte delle scuole verso l’esterno, ha permesso una certa continuità didattica, è stato un modo di combattere il virus stando fuori dalle aule.
Trovo che ci sia molto da imparare in questo approccio educativo, in questa sensibilizzazione alla vita all’aria aperta, in questo vivere la natura in qualsiasi periodo dell’anno. Penso che la nostra scuola ancora molto radicata in metodi di insegnamento ormai un po’ fuori moda, potrebbe guardare un po’ ai paesi scandinavi e al loro approccio, e in questo periodo complesso, trarne gli spunti necessari. In Italia poi abbiamo un clima che aiuta, permettendo i cambiamenti senza troppi scossoni, meglio essere nel prato con 25 gradi che al chiuso di un’aula (con l’aggiunta di mascherina).
C’è poi anche tutto un discorso di sensibilizzazione in questo modo alla natura che ci circonda, fondamentale per i nostri adulti di domani, regaliamo loro la consapevolezza che la natura fa parte del nostro quotidiano e sicuramente incominceranno a guardare alla sua salvaguardia con occhi più attenti.
Comunque questa mattina nevicava a Stoccolma, qui il 22 aprile nessuno si stupisce di svegliarsi con la neve, anche dopo giorni di tempo stupendo, lo scenario era lo stesso, tutti in giro a respirare fuori, nei parchi ad allenarsi prima di andare in ufficio, seduti in circolo a scoprire il mondo ed imparare, per una normale mattinata di scuola!

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