Ormai tutte le volte che prenoto un biglietto per l’Italia, come una doccia fredda, ecco arrivare nuove chiusure, nuove restrizioni e per me la spada di Damocle del ce la farò ad arrivare.
Questa volta però lascerò da parte ogni timore, la paura di rimanere bloccata e i colori che si trasformano da un giorno all’altro, e volerò a Torino. Non è stato semplice trovare voli dalla Svezia che in questo momento sembra dall’altra parte del mondo. Non pretendevo un diretto, un porta a porta, ma francamente tra uno scalo e uno scalo di 12 ore c’è un mondo. Che poi in questo momento passare più di 3 ore in un aeroporto non è che mi sembri tanto prudente!
Comunque dopo giorni di monitoraggio, prenoto, sarò a Torino per la seconda dose di vaccino della mamma, sarò a Torino forte dei miei anticorpi freschi freschi che mi danno la quasi certezza di non portare nulla a nessuno, sarò a Torino perché da luglio mi sembra un eternità e mi sembrava la finestra giusta.
Ho capito però che i giorni si susseguono con un’incertezza che sembra portarci indietro di un anno, ogni spiraglio che intravedo, appena apro un giornale italiano, mi si chiude davanti. Ad ottobre annullai last minute il mio volo mentre l’Italia di colpo si richiudeva a riccio colorandosi di rosso. “Aspetta qualche settimana “ mi dissi. Sono passati mesi e la storia sembra ripetersi. Fa un po’ paura pensare che il tempo passi ed ogni volta che si intravede la fine del tunnel, il tunnel di colpo si allunghi. Ma io voglio crederci lo stesso e nella mia testa programmo normalità, più i vaccini si diffondono più mi dico che non solo Torino, ma anche New York e Londra saranno a portata di mano. Mi dico che le mie figlie torneranno nelle loro aule, che torneremo a riunirci in più di 4 intorno ad un tavolo, che ci ritroveremo a ridere e scherzare alzando i bicchieri senza la paura di contaminarci, che torneremo ad abbracciaci e a programmare viaggi senza andarci a far scavare il naso, o anche continuando a farlo al ritmo di un test dopo l’altro.
Questo anno è stato una anno complesso per il mondo intero, per chi vive all’estero a prevalso un forte senso di insicurezza, il ritrovarsi continuamente tra due fuochi, tra notizie contrastanti, a seguire le regole del proprio paese con lo sguardo rivolto sempre al proprio e anche a quelli in cui vivono i propri affetti. Se rispetto ad un anno fa ho recuperato un sonno normale, ho smesso di svegliarmi di notte in preda all’angoscia, ho anche smesso di lamentarmi sulle gestioni diverse ai quattro angoli del mondo, o su come l’Europa sembri ancora più confusa e disunita del normale, con il tutto e il contrario di tutto che viene fatto tra una frontiere e l’altra. Se mi sono comunque ritagliata un po’ di serenità, nonostante tutto, approfittando anche della stranezza di avere le mie ragazze in giro per casa, non riesco pero ancora a ragionare piu in fretta di qualche settimana alla volta, i piani non esistono più, piccoli passi fatti di tanti punti interrogativi.
Intanto io ho i miei voli e non li mollo, giallo arancione o rosso che sia, e alla fine del viaggio abbraccerò anche la mia mamma, io con i miei anticorpi e lei con il suo vaccino.

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