Positivo
Ecco semplice, chiaro, netto. Nessun dubbio al riguardo. Non ero neanche ancora arrivata a casa, 15 minuti tra il prelievo e il risultato. Avevo aspettato per strada che anche Federica facesse il suo di test. Ho aperto il portone, la porta sapendo che chissà per quanti giorni quel semplice gesto di rientrare mi sarebbe stato precluso.
Mi sono presa il covid, io con due delle mie ragazze. Non so come e quando e infondo non mi interessa, nessuno diventa untore per colpa, nessuno lo fa apposta. Io stessa ho contagiato qualche persona, amici stretti, quella nostra bolla di protezione nella quale ci eravamo rinchiusi un po’. Stavo bene fino al giorno prima, alla sera prima, poi quella stanchezza assurda al risveglio, quei dolori ovunque nel corpo, un malessere generale, uniti al mal di testa lancinante di Camilla e al mal di gola di Federica. Facciamo il test ragazze, meglio essere troppo prudenti che rischiare di far ammalare qualcuno fragile e anziano.
Abbiamo chiuso la porta ed è stranissimo come di colpo si entri in un’altra dimensione, quella della malattia con le sue incognite. Non siamo mai state veramente male, pare li chiamino sintomi lievi, mai una linea di temperature, ma uno stato di spossatezza pazzesco, nessuna tosse ma il naso tappato, mal di testa, dolori alle articolazioni. Quello però che per giorni ci ha tenuto compagnia è stata l’incognita del quel che sarà, nessuna giornata è uguale ad un’altra, impari in fretta che se adesso stai bene domani potresti sentirti di nuovo uno straccio, sei li ad aspettare i segni di un peggioramento, contando ore e giorni perché sai che solo il tempo ti consegnerà il verdetto finale.
Abbiamo avuto giornate sempre uguale, alle quale abbiamo cercato di regalare un ritmo, le ragazze tra lezioni on Line e compiti, io a cercare di concentrarmi, a scrivere, leggere, cucinare un pochino, nonostante olfatto e odorato siano partiti per la tangente.
Da qualche giorno riusciamo a riassaporare quello che mettiamo nel piatto, non ne sentiamo ancora il profumo e ci affidiamo alla memoria, un po’ spiazzante devo dire, ma anche a questo mi sono abituata, è stato peggio all’inizio quando percepivo invece gli odori in modo potenziato, come se il mio olfatto fosse di colpo diventato ipersensibile, prima di sparire del tutto.
Siamo state fortunate, ce la siamo alla fin fine cavata, e il ricordo di questi 10 giorni in attesa di stare meglio prima e poi bene, sarà anche un ricordo piacevole, condiviso non solo tra noi tre ma anche con le tante persone che ci hanno fatto sentire da vicino e da lontano valanghe d’affetto.
Mi sono resa conto ancora una volta di come la rete di amici che ci si costruisce sia fondamentale nei momenti in cui si è più fragili, beh questa rete che ho, che abbiamo costruito, è fenomenale, lo sapevo già ma ne ho avuto la conferma!
Adesso non ci resta che continuare ad ascoltare i nostri corpi fragilizzati dal virus, prendendo le giornate come vengono e godendoci questo pieno di anticorpi che con grande speranza ci accompagnerà fino al vaccino!

Lascia un commento