Ma cosa sta succedendo in Svezia? Come sta gestendo l’emergenza in queste prime settimane del nuovo anno uno dei pochi paesi al mondo che dall’inizio ha rifiutato chiusure totali e limitazioni troppo pesanti alla vita economica e sociale dei cittadini?
Rispetto alla primavera quando i provvedimenti erano minimi, la situazione è molto ma molto cambiata., ovviamente l’approccio è sempre molto più light rispetto a tanti altri paesi europei, i numeri del contagio sono alti e purtroppo anche quelli dei morti. Si poteva fare di più e meglio, ovviamente, si poteva chiudere tutto, forse, gli interrogativi sono tanti e interpretabili. In modo altalenante si è guardato alla Svezia come un esempio, quando i numeri tutto sommato erano contenuti, e la si è additata come quanto di peggiore si potesse fare in termini di gestione del covid. La stampa straniera ha scritto articoli su articoli, anche abbastanza imprecisi, insomma la Svezia fa parlare.
Ma nel concreto come viviamo noi e cosa possiamo e non possiamo fare?
Si continua a far leva sul buonsenso collettivo, ma ci si è resi conto che il buonsenso non fosse sufficiente e che ci volessero azioni un po’ più incisive. Per questo a fine anno è passata una legge che permette al governo di prendere decisioni rapide su eventuali restrizioni e chiusure, pian piano la situazione cambia, anche se la vita mantiene una sua piccola parvenza di normalità.
Lavoro: lo smart working è fortemente incoraggiato. Le grosse aziende ormai hanno gli uffici vuoti e sarà così ancora a lungo. Questo si riflette su trasporti nettamente meno affollati è un centro città abbastanza vuoto sopratutto all’ora di pranzo quando tutti si rifugiavano nei tanti ristorantini.
Negozi: aperti ma con un numero limitato di clienti contemporaneamente. 10m2 per persona. Tante le code ordinate e distanziate davanti ai negozi.
Ristoranti, bar e caffé, aperti , massimo 4 persone per tavolo, anche se conviventi ci si deve sedere in tavoli separati se più di 4. Divieto di vendita alcolici tra le 8 di sera e le 11 del mattino. I ristoranti date le restrizioni chiudono alle 20:30, ultimo tavolo prenotabile 18:45.
Parrucchieri e centri estetici, aperti ma con le stesse regole dei negozi, le mascherine sono sempre più diffuse in molti saloni e centri.
Scuole elementari, aperte, possono chiudere se ci sono problemi nel numero degli insegnanti presenti. I genitori e le persone che non lavorano nella scuola non sono ammesse all’interno, regole più strette per la mensa, molte attività all’aperto.
Scuole medie, aperte con diverse formule, possono essere tutte in presenza o in ibrido, con studenti a casa a settimane alterne o un giorno su cinque. Le decisioni sono prese dai presidi e uno studio dell’agenzia nazionale per l’educazione mostra che due terzi delle scuole sono passate interamente o parzialmente all’insegnamento a distanza.
Licei: a distanza fino al 25 gennaio, oggi verranno comunicati eventuali cambiamenti.
Università, a distanza con esami e lezioni pratiche di persona, a seconda delle università.
Biblioteche: aperte in Svezia e chiuse solo a Stoccolma per tutto dicembre fino ad oggi, 25 gennaio. Sono considerate un servizio pubblico essenziale.
Palestre private, aperte con le stesse regole dei negozi per il numero di persone contemporaneamente in loco. Le pubbliche sono state chiuse.
Piscine: chiuse almeno fino al 7 febbraio.
Cinema: parzialmente aperti. Le grandi catene sono chiuse da mesi ormai, qualche piccolo cinema funziona con numeri limitati.
Musei, tutti i musei pubblici, statali son chiusi almeno fino al 7 febbraio. La maggior parte dei musei privati sono anche chiusi, quelli aperti hanno restrizioni nel numero di visitatori, regole per il rispetto delle distanze e l’obbligo di acquisto on Line dei biglietti.
Teatri, chiusi.
Parchi dei divertimenti, chiusi.
Il limite di persone ammesso per eventi pubblici è 8.
Le attività sportive di gruppo per ragazzi nati dopo il 2004 sono state interrotte.
Le patinoire all’aperto e gli spazi sportivi per allenarsi all’aperto sono stati riaperti il 24 gennaio.
Per la sfera privata si fa leva sulla responsabilità individuale in questo momento difficile e sull’importanza dello sforzo comune per combattere tutti insieme la diffusione del virus. Si chiede di evitare feste e assembramenti con più di otto persone e di evitare di frequentare bolle sociali diverse. Fondamentalmente chiedono di limitare i contatti al chiuso sempre alle stesse persone.
Mascherine: tasto dolente, qualche progresso con la raccomandazione di indossarle nei trasporti durante le ore di punta, ma nulla di più. In giro se ne vedono soprattutto in centro e nei negozi, certo delle misure un po’ più ferree sarebbero benvenute, ma non penso verranno mai prese in questa direzione.
Viaggi: chiedono di non viaggiare fuori dalla Svezia, restrizioni su certi paesi e se si arriva da UK, Sud Africa, Norvegia, richiesta quarantena e test, ma anche qui ci si basa sull’individuo che dovrebbe vedere il tutto come un obbligo.
Vaccini: proseguono a rilento, come un po’ ovunque, pare vogliano vaccinare tutta la popolazione adulta ( +18 anni) prima della fine di giugno, la vedo difficile ma ci spero come tutti.
Ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 14 una conferenza stampa aggiorna sui numeri del contagio e su eventuali nuove misure, il week end è sacro e il virus viene messo tra parentesi, alla fin fine non male per poter pensare ad altro

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