In quasi tuta Italia ormai le scuole sono state chiuse, solo i bambini delle elementari continuano a poter usufruire del sacrosanto diritto all’insegnamento. Che tristezza. Un po’ ovunque scoppiano polemiche.
Ovunque in Europa, nonostante i lockdown crescenti, le restrizioni, le limitazioni quotidiane in aumento, le scuole non si toccano. Bambini e ragazzi continuano ad imparare senza uno schermo a fare da filtro, senza insegnanti interrotti da connessioni scadenti, senza essere privati quell’elemento fondamentale che è il contatto.
Cosa ne sarà dell’educazione e della crescita di questa generazione a cui vengono tarpate le ali dell’apprendimento? Dobbiamo essere pronti ad un’ignoranza dilagante e a lacune incolmabili? Da genitore sono spaventata, pur avendo figli grandi. Da cittadina italiana sono allibita nell’osservare come ancora una volta la scuola sia l’ultimo dei problemi. Come espatriata sono felice che le mie figlie siano cresciute in altri sistemi, magari con le loro lacune e i loro difetti, ma dove il bambino e i ragazzi con la loro crescita e i lori apprendimenti, sono sempre stato il centro degli interessi.
Quando arrivai in India, tanti anni fa, una cosa mi balzò subito agli occhi, le energie e i soldi investiti nella scuola, investiti sui giovani, come l’elemento prioritario al quale guardare per la crescita di un paese. Automaticamente pensai agli edifici scolastici fatiscenti in Italia, alla mancanza di mezzi, a tutti gli insegnanti precari e sottopagati, ai tagli violenti dati all’istruzione anno dopo anno.
Investire nella scuola è investire nel futuro di un paese, investire nell’educazione è investire negli adulti di domani, quelli che ne avranno in mano le redini, ne porteranno alto il nome nel mondo, ne saranno portavoce con idee, scoperte, innovazioni.
Permettere ad un’intera generazione di imparare oggi nel modo giusto e con una parvenza di normalità dovrebbe essere la priorità di tutti, di qualsiasi governo, di qualsiasi presidente di regione, sindaco, genitore e adulto responsabile. No non penso che questa generazione di ragazzi avrà traumi irrecuperabili dovuti a questa pandemia, ma sicuramente se si continua così le lacune saranno incolmabili e il prezzo da pagare troppo alto per essere accettato.

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