Mesi fa scrissi che il grosso incubo dal quale stentavamo a svegliarci, avrebbe portato con se qualcosa di buono, ci avrebbe forse resi tutti un po’ migliori, più attenti, più altruisti, meno piegati su noi stessi e sulle nostre piccole necessità.
Oggi ovviamente non lo pensò più, l’umanità non cambia per colpa di una pandemia, gli individui non diventano migliori nel giro di pochi mesi spinti dalla paura. Però penso che da un gran male come questo possa nascere un gran bene, le individualità di chi ci sta intorno vengono al pettine e quando tutto sarà finito tra amici e conoscenti la scrematura sarà fatta e sarà veramente indolore.
Sono tante le tipologie umane che pian piano sono venute fuori in questi lunghi mesi tra alti e bassi.
L’egoista: forse prima non lo era, o lo era ma era abile a nascondere il proprio gioco, adesso da il meglio di sé, sono bastate poche settimane per capire che se dovessi annegare non sarà lui a salvarti. L’egoista fondamentalmente fa quello che gli pare, in barba anche al covid del quale forse si preoccupa anche ma sempre tenendo al centro la propria persona. L’egoista potrà essere ammalato ma eviterà accuratamente di dirlo, troppo rischioso perdere benefici e servizi di chi ci sta intorno, se poi questi dovessero ammalarsi a loro volta, beh basta stare zitti. L’egoista quando ha un test positivo tra le mani non lo dice neanche all’amica del cuore con cui ha pranzato due giorni prima, se poi questa si ammala, cascherà dalle nuvole, dicendo mi spiace ma per un po’ non ci vediamo.
L’egoista fa tutto e il contrario di tutto, ma le regole anche minime non lo toccano, a volte si ergerà anche giudice degli altri, senza mai analizzare a fondo i propri comportamenti. Bravi furbi noi che ci chiudiamo in casa per un naso che cola.
Quello che sa tutto: che bella la certezza di essere nel giusto e non dubitare mai. Medici e virologi scansatevi, lui sa. Non osi neanche aprire bocca perché sembra che di pandemie ne abbia vissute a dozzine, sa come fare, come curare, come evolveranno le curve, aveva già previsto nel dettaglio. È plurilaureato in discipline varie che sembrano, tutte sommandosi, dargli la scienza infusa nella gestione del tutto, spaziando dall’emergenza medica alla crisi economica. Scemi tutti noi che non abbiamo ancora capito nulla e ci barcameniamo tra mille informazioni contrastanti.
Il menefreghista: non è una negazionista, capisce benissimo che ci sia il virus, ma non lo tocca. Quando fai notare certe regole, ti guardano strano e ti rispondono “ma guarda noi ce ne freghiamo” e tu con l’aria tonta non sai proprio che dire, cioè proprio ti mancano le parole, per giorni. Esistono anche nella versione genitore, e li tirano in causa i figli con frasi tipo” sai non si sentono coinvolti nella cosa”. Tu hai qualche minuto di silenzio perché pensi si stia parlando d’altro, non della pandemia. Nessun individuo con un cervello funzionante dai sei anni in poi non si sente coinvolto, ovvio quelli di sei anni vanno protetti e si deve alleggerir loro la cosa, a 18 vanno presi a calci nel culo se non si sentono coinvolti… poi però vale il detto tale padre tale figlio, tradotto in quello francese les chats ne font pas des chiens.
Il leone da tastiera: questo esisteva anche prima della pandemia e purtroppo non si estinguerà dopo. Il leone da tastiera da però il meglio di sé protetto dallo schermo del computer, ha perso ogni freno e critica tutto e tutti come se non ci fosse un domani. La caterva di informazioni che ci sono, scaraventate su di lui fanno effetto bomba, le manipola, mescola, elabora e diffonde come se non ci fosse un domani. Ovviamente non ammette pensieri contrari al suo, ça va sans dire.
L’ipocondriaco: aprirei una parentesi prima, io sono ipocondriaca ma stranamente in questa fase non lo sono, o meglio non lo sono per il covid, continuo ad esserlo per i mille acciacchi quotidiani. L’ipocondriaco comunque ha avuto il covid già sei volte, ovviamente non fa il test perché ha paura del risultato, ha tutti i sintomi compresi quelli di malattie scomparse da secoli. Ovviamente se il test è negativo non ci crede, non esce più di casa e praticamente disinfetta anche l’aria che gli esce dal naso. Gli psicologi avranno lavoro per i prossimi 20 anni a cercare di far riprendere loro fiducia nel mondo e nella medicina.
Quello che nulla ciò che è fatto è fatto bene: questo spesso risiede al di fuori del proprio paese natale al quale guarda con occhi a cuore anche se avvolto dai contagi e in preda al delirio più totale. Non importa, lì fanno tutto giusto, dove vive lui tutto sbagliato. Non si può discutere perché comunque avrà sempre ragione, battaglia persa. E noi li pieni di dubbi e anche e sopratutto con la voglia di credere che dove viviamo alla fin fine non sia malaccio.
Quello che non ha ancora messo il naso fuori di casa: praticamente un eremita. E io penso a mia mamma ultra ottantenne che dopo essere stata bravissima durante il lock down ha ripreso ad uscire, giustamente e per fortuna, a vedere qualche amica, ad andare alle mostre( prima che richiudessero tutto), al caffè, al ristorante, va in giro che Zorro non era per nulla mascherato, ma va in giro.
Io però li ammiro quelli che si sono automurati, io proprio non ce la farei. Io mi sforzo di ripeterlo con questo virus dobbiamo conviverci per anni, allora armiamoci di pazienza, buone abitudini, limitiamo i contatti sociali alle persone di cui ci fidiamo, ma usciamo.
Quelli che predicano bene e razzolano male. O meglio I bugiardi. Loro non fanno nulla, non vedono nessuno, fanno vita monastica, e poi li becchi subito con la foto dell’amica che li ha taggati al festone con mezzo mondo, tutti appiccicati alla volemose bene… ecco con questi non hai neanche la forza di reagire, ma perché è l’unica domanda, perché ?
Quelli che non hanno ancora capito che le frontiere sono un po’ chiuse. A me fanno girare le palle a mille, io che ho annullato il mio volo di inizio settimana per l’Italia per un eccesso di responsabilità sociale, io che prevedo per quest’anno un Natale al freddo e al gelo perchéadessocomeadessocomesifaavolarelontano?
E questi prenotano le Maldive per Natale e il giro a piedi dell’India per capodanno, per poi stupirsi che la compagnia aerea annulli i voli per i prossimi 18 mesi. E quelli che programmano l’Australia? Perché in questo gli australiani sono stati chiari frontiere chiuse per tutto il 2021, ma che programmi a fare?? Io capisco essere positivi, super ottimisti, vedere il bicchiere mezzo pieno, però c’è un limite a tutto.
I negazionisti non valgono neanche un commento, c’è da chiedersi come facciano a bersi tutte le stronzate che poi ripetono con aria convinta. La stupidità umana non ha limiti, per sopravvivere ridiamoci sopra!
Meno male che ci sono anche i normali, quelli che cercano di sorridere a giorni alterni, quelli che si supportano e sopportano, quelli che hanno la parola giusta e ai quali sai dire la parola giusta, quelli fondamentali in questo momento, che siano dietro l’angolo e chilometri e chilometri lontani, gli amici insomma!

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