Amicizia

E come sempre le parentesi italiane si concludono e si trascinano dietro valanghe di riflessioni. Una delle grandi paure quando si vive all’estero è la separazione dagli affetti, quella paura di perdere legami costruiti nel tempo, quel sentimento di lasciarsi alle spalle amicizie che non saranno più. Il tutto poi spesso condito con il terrore di non essere capaci in terra straniera di ricostruire lo stesso tipo di rapporti che avevamo a casa nostra. Partire rima spesso con un forte senso di solitudine all’atterraggio che si mescola con il distacco dal mondo conosciuto che ci circondava e proteggeva e faceva sentire speciali. 

Certo partire e salutare affetti non è mai semplice, così come crearne di nuovi non è un giochetto di poco conto, ma c’è un ma perché alla fine partire vuol solo dire mettere una distanza fisica tra noi e le persone alle quali siamo legati, partire vuol dire aerei, chilometri, fusi orari e giornate che spesso scorrono parallele, ma non vuol dire voltare pagina e dimenticare le persone alle quali siamo legati, così come l’atterrare può essere l’opportunità di conoscere persone nuove, che provengono da orizzonti diversi e pronte ad essere chiamate amiche, lingue e culture diverse non sono mai la scusa buona.

Certo ci vuole impegno e ci vogliono energie sia a mantenere legami che a crearne di nuovi. Ogni volta che rientro nel mio paese, nella mia città, che incontro i vecchi amici di un tempo constato con gioia come nonostante i 23 e più anni di una vita costruita altrove, tutti quei legami, quelle amicizie, persistono ed esistono. Ritrovarsi è sempre come se ci fossimo lasciati il giorno prima, i discorsi riprendono un filo sospeso, i legami sono lì arricchiti dal tempo passato e proprio dalle vite che pian piano hanno fatto percorsi diversi, incrociandosi e separandosi al ritmo dei nostri incontri.

 

Ogni volta sono felice, riparto sempre con il sentimento di avere solidi punti di riferimento, di avere orecchie pronte all’ascolto, braccia desiderose di un abbraccio, occhi nei quali guardare con l’intensità di amicizie costruite pian piano. Ogni volta parto sapendo che loro, gli amici sinceri ci sono e ci saranno, ci sono e ci saranno perché le amicizie, quelle vere, non hanno bisogno di quantità, di quotidianità, ma di rispetto, ascolto e qualità delle relazioni. Riparto con il sorriso dopo aver costruito altri piccoli pezzi di strada insieme, riparto sapendo che le energie spese negli anni per alimentare quei legami non sono state vane, anzi. Riparto anche felice perché so che all’atterraggio, grazie alle stesse energie, troverò altri legami, belli e intensi con i quali condivido quotidianità, e anche questi guadagnati con tenacia.

Le amicizie sono un bene prezioso, vanno nutrite certo, vanno cercate, ovviamente, vanno coccolate come uniche una ad una, vanno rese speciali. Grazie agli amici incontrati per un caffè, un bicchiere, una cena condivisa, due chiacchiere veloci, un abbraccio intenso nonostante i tempi che corrono, ogni mio passaggio in Italia è una ventata di ossigeno perché ci siete voi a renderlo speciale.

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