IB ( International Baccalaureate )2020 riflessioni

Strano anno scolastico per gli allievi di tutto il mondo. Strana conclusione per tutti i giovani che dovevano concludere con un esame il loro ciclo liceale. Tutto annullato, modificato, adattato: nessuno di questi ragazzi ha veramente chiuso l’anno nel modo atteso.

Mia figlia più piccola è una di loro. Mia figlia più piccola si porterà sempre dietro il ricordo dei suoi ultimi mesi di liceo qui a Stoccolma, mesi strani, ritmati dai primi di marzo dall’incertezza, l’insegnamento a distanza, la paura di non poter neanche festeggiare un pochino, perché i festeggiamenti fanno anche parte del rito di passaggio. Ma dei festeggiamenti vi ho già parlato, quello di cui voglio parlare è la difficoltà nel valutare questi ragazzi senza esami previsti, reinventando in corso d’anno un modo equo per farlo. Mia figlia fa parte dei 170000 studenti dell’ultimo anno che in tutto il mondo, per due anni, si sono preparati agli esami IB. A fine marzo , dopo un mese di insegnamento a distanza, la decisione di annullare gli esami previsti nelle prime tre settimane di maggio. Decisione difficile ma inevitabile, gli esami IB di maggio toccavano così tanti paesi nell’emisfero nord da non renderne possibile lo svolgimento in modo sicuro in mezzo alla pandemia devastante.


Un mesetto dopo l’IB center ha emesso le linee guida per la valutazione dei ragazzi che sarebbe comunque stata centralizzata, come sempre e non lasciata alle singole scuole. Giusto ovviamente, per un’armonia globale nelle valutazioni. Scuole e ragazzi si sono messi l’animo in pace, ormai il gioco era fatto, la scuola avrebbe inviato i voti degli esami sostenuti a scuola e delle diverse prove. Il centro IB avrebbe poi corretto, per la prima volta, le tesine richieste per ogni materia, IA, di solito, in tempi normali, corrette dalla scuola e controllate random dal centro IB. Il voto di queste tesine pesa normalmente per un 20% sul voto finale.  Il tutto poi sarebbe stato mescolato con informazioni relative all’andamento globale della scuola nelle ultime sessioni IB,  creando delle sorte di curve per bilanciare i risultati. 

Ai primi di giugno abbiamo ricevuto come tutti gli studenti di ogni ordine e grado, la pagella, abbastanza sicuri che i voti di quest’ultima riflettessero più o meno i voti inviati al centro IB, consci che ovviamente c’erano ancora dei punti interrogativi sulla valutazione finale.

Solitamente gli allievi hanno un massimo di 7 punti a materia, le materie sono sei, suddivise in tre HL, high level, e 3 standard level ( non mi dilungo a spiegarvi come e perché si scelgono le materie). Punteggio massimo raggiungibile con le sole materie 42, a questo poi si aggiungono 3 punti opzionali dati dalla valutazione di due lavori che sono uno una sorta di tema un po’ complesso e il secondo lo sviluppo e l’analisi di un pensiero filosofico, alla fine il punteggio massimo è 45, il minimo per passare il diploma 24. I 45 si contano veramente mondialmente sulle dita di mani e piedi e diciamo che dal 40 in su i voti ti fanno entrare nel cerchio della crème de la crème dei diplomati IB. ( quest’anno il 3% degli studenti ha ottenuto un volo uguale o superiore al 40).

I tre punti opzionali sono da sempre un po’ misteriosi e molto molto soggettivi, chi ti legge e ti valuta può non essere in linea con il tuo pensiero o il tuo modo di scrivere, oppure può aderirci completamente.

Comunque i risultati si sono fatti attendere, la data di uscita prevista era il 6 luglio e nonostante non ci siano stati gli esami, la data è stata mantenuta. Un po’ di stress nei giorni precedenti, anche perché per molti il voto finale rima con ammissione o no in una specifica università. Gli allievi IB, come anche quelli provenienti da tanti altri sistemi che danno un voto finale, vengono infatti ammessi sulla carta con un determinato voto, o un voto minimo che devono avere, e questo voto deve essere confermato alla fine. Avere un voto piuttosto che un altro, può veramente rimettere in causa sogni e piani per il futuro.

Lo stress quest’anno non era legato al come ho fatto durante le tre faticosa settimane di esame, ma piuttosto al come hanno mescolato le carte e tirato fuori dal cappello un voto che veramente rispecchi questi due anni di fatica e sforzi.

Pressione crescente, arrivano i primi voti, un po’ scalati in giro per il mondo, le scuole li ricevono in effetti il giorno prima, alcune fanno la scelta di inviare i risultati ai ragazzi, altre invece attendono il momento ufficiale. I primi numeri fanno paura, otto punti in meno del previsto, 4, 10 … i ragazzi cominciano ad interrogarsi, difficile trovare spiegazioni, nessuno capisce più niente.

Sono seduta in salotto quando da camera sua mia figlia apre i suoi risultati, il cuore batte forte, un urlo di gioia. Da questo gioco al massacro che sembrano i risultati 2020 lei ne esce alla grande, ma con tanta amarezza per molti amici intorno a lei che si sentono un po’ vittime di una grande ingiustizia.

Viste le pressioni dei genitori, la scuola organizza una riunione per spiegare come i ragazzi sono stati valutati e anche per spiegare che tipo di ricorsi individuali si possano fare. Qualcuno ritenterà la sessione di novembre, sempre che sia mantenuta, altri dovranno fare i conti con università diverse da quelle previste, altri ancora hanno avuto più o meno cosa si meritavano. Globalmente in media gli studenti sono scesi di almeno du punti e questo rispetto alle sessioni degli anni precedenti.

Ma cosa è successo?

Fondamentalmente le famose tesine che pesano sul voto per un 20%, hanno da un lato avuto molto più peso e dall’altro sono state corrette dall’occhio critico degli esaminatori IB, per la prima volta nella storia della maturità internazionale, questo ha portato dei 7 a diventare dei 5, pare ingiusto ma è così. Il tutto poi elaborato con questo algoritmo studiato ad hoc che non ha certo favorito i ragazzi. I giornali tra l’altro incominciano a parlare di questa strana sessione IB .

La lezione per i nostri ragazzi?

Direi tre. La prima che quando si tratta di esami tutto va preparato e fatto in modo attento e mettendoci tutte le energie, anche quando si pensa che poi non conti molto.

La seconda che la vita non fa regali, che a volte è ingiusta, ma che anche da una sconfitta si impara.

La terza, per me la più importante: che un voto non ci definisce come persone, che un voto anche se importante, non dice chi siamo e come siamo, potrà aprirci delle porte, potrà proiettarci verso un qualcosa, ma poi avremo tutto il tempo di dimostrare che noi siamo oltre quei due numeri affiancati, non siamo un 45 o un 24 ma siamo noi!

Comunque ancora bravissima alla mia ragazza che con la determinazione che la distingue non ha trascurato nulla e per questo è stata premiata con il voto che più o meno meritava!

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