Le frasi che non posso più sentire

Le dieci domande e affermazioni che sono stufa di sentire a ruota da mesi.

Ma gli svedesi sono impazziti?

No, almeno non mi sembra, ma hanno un modo di gestire la situazione un po’ diverso, non sono ferrata in materia per criticare.

Ma è possibile che non si veda, a Stoccolma, neanche una mascherina?

Eh si, è possibile visto che qui nessuno ha mai nemmeno ventilato un possibile utilizzo, voli aerei a parte. Onestamente per un paese in cui nessuno ne parla se ne vedono persino troppe.

Non vi vorrà nessuno in Europa?

Si e no, in tanti impongono la quarantena agli svedesi, tanti altri hanno capito che dei soldi degli svedesi hanno bisogno in questa parentesi estiva, molti ancora hanno realizzato che ormai il virus non fa distinzione di nazionalità, è ovunque.

Certo che da voi si vive come se il problema non esistesse.

Non è vero, se ci si basa su foto tendenziose scattate con l’angolo che schiaccia, appiccica, avvicina, sembra che qui si viva gli uni sugli altri, ma non è vero, già naturalmente non succede e le misure prese sono tante, da noi ad esempio cinema e musei sono chiusi e non si sa quando e come riapriranno…

Speriamo che le scuole non riaprano.

E certo, è assolutamente sano per i bambini e i ragazzi essere privati del sacrosanto diritto alla socializzzione. No non ci sono bambini morti in Svezia o focolai nelle scuole, forse da questo si potrebbe trarre qualche insegnamento.

Perché i confini riaprono? 

Perché la vita deve riprendere, perché ci sono famiglie separate che devono ricongiungersi, perché c’è gente che per lavoro deve viaggiare e muoversi, perché ormai non dobbiamo più proteggerci da un focolaio nel mezzo della Cina, ma il focolaio è il mondo stesso.

Come si fa ad aver voglia di andare in vacanza?

Come come si fa? Dopo lo stress, l’ansia, la paura, le notti agitate, tutti devono tirare il fiato per un attimo, godersi un tramonto senza pensare, sorseggiare un bicchiere di vino con gli amici, addormentarsi al sole sulla sabbia rovente. Dobbiamo ricaricare le batterie, mai come quest’anno. E mi piace pensare che dopo l’estate potrò incominciare a pensare alle vacanze natalizie, al caldo, perché fare programmi è importante.

Ma voi andate al ristorante?

Si è ci sentiamo anche abbastanza tranquilli. Le precauzioni sono state prese e non ci sentiamo minacciati seduti a sorseggiare un bicchiere di vino appestando il nostro piatto, anzi la nostra psiche ha sicuramente tratto un grande giovamento dal ritorno ad una vita normale.

Ma perché fate una vita normale?

Beh cerchiamo, con attenzione, evitando affollamenti, ma si rivediamo amici, abbiamo ricominciato a sederci con loro di nuovo intorno ad un tavolo tra un bicchiere di vino ed una risata, fiducia reciproca, se siamo ammalati, se sono ammalati stiamo a casa.

Il mondo non sarà più lo stesso.

Sicuramente saremo più attenti a tante cose, forse nei prossimi mesi starnuti e colpi di tosse continueranno a farci drizzare le orecchie, ma poi credo fortemente che la spensieratezza riprenderà il sopravvento, che torneremo ad abbracciarci senza tentennamenti, che baci e strette di mano faranno parte della nostra routine, che i bollettini quotidiani di morti e feriti saranno solo un ricordo lontano. Forse sono un’ottimista, ma guardare davanti con il sorriso sicuramente aiuta.  

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