Sarà che questo è un anno particolare. Sarà che ormai, vista la situazione, ci siamo quasi rassegnati ad imbastire programmi estivi all’ultimo minuto. Sarà che, per rispetto alle raccomandazioni del governo svedese, non andremo comunque via prima del 15 luglio, che qui suona come la data del libera tutti per varcare i confini, paesi intorno a noi permettendo.
Sarà lo stress accumulato che ormai da settimane pian piano ci ha abbandonato, sostituito da un misto di serenità e accettazione. Sarà tutto questo ma mai come quest’anno trovo l’estate svedese particolarmente gradevole. Il sole c’è caldo, forte, brillante e accompagna un cielo blu intenso. Le giornate sembrano eterne, ormai la notte è un lontano ricordo, il sole sorge alle tre del mattino e tramonta dopo le dieci di sera, regalandoci notti mai lunghi, mai scure. Questa è la ricompensa per un inverno lungo, ma mai freddo, almeno quest’anno. Questa è la ricompensa inattesa per quei mesi di fine inverno e inizio primavera che ci hanno tolto sonno, serenità e ci hanno lasciato con il fiato sospeso ad osservare il mondo travolto e stravolto.
Non mi pesa non fare le valigie come al solito in questo week end di fine scuola, non mi pesa passare un po’ di questa terza estate svedese, qui tra la città e le sue isole. Stoccolma è splendida in ogni stagione, anche quando alle due del pomeriggio è quasi notte, anche quando la città si copre di bianco e l’aria frizzante colpisce con forza i visi. Stoccolma d’estate immersa in una luce eterna è unica, il suo mescolarsi di mare, natura e città ci regala scorci incredibili, emozioni.
Partiremo più tardi del solito quest’estate, ormai non siamo più legati al ritorno a scuola, ai ritmi di ripresa di un anno scolastico, all’affanno dell’esserciol il primo giorno, pronti e pimapanti. La nostra estate potrà trascinarsi un po’ oltre la metà di agosto che ormai da tanti anni scandisci il ritorno al nostra ritmo di vita qualtidiano. Non sarà un’estate più lunga, sarà un’estate diversa, con altri ritmo e prospettive.
Poi a settembre si vedrà, si vedrà in che modo ognuno riprenderà la propria strada, scopriremo chi sarà qui e chi altrove a seconda di scelte che non dipendono da noi e che spero in cuor mio regalino alle mie ragazze un ritorno alla loro vita normale, anche se la loro normalità rimerà con un nido vuoto e giornate scandite in un modo tutto nuovo per me, per noi, ma questo è quel che conta, la normalità, anche se fa rima con un passaggio ad una nuova fase della nostra vita.


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