Di pandemia, di proteste e di expat.

Questo 2020 spero veramente nella sua seconda metà possa sorprenderci e ridare al mondo quel soffio di ottimismo e allegria. Alla pandemia dilagante, presente e che sembra essersi installata per un bel po’ nel nostro quotidiano, si aggiunge adesso la tensione sociale negli Stati Uniti che sfocia in giuste proteste un po’ ovunque nel mondo. Non è né di pandemia né di proteste però che voglio parlare, ma di quel mio stupore molto triste nel constatare come anche i drammi umani dei quali siamo inerti spettatori da mesi, non abbiano regalato ai più rispetto e tolleranza.

Ieri a Stoccolma

Penso soprattutto ai tanti “cittadini del mondo” quelli che vivono con le valigie in mano chiamando casa ( o facendo finta di chiamare casa) posti diversi e lontani. Quei viaggiatori che si muovono con armi e bagagli per seguire progetti professionali o famigliari, quelli insomma ai quali la vita avrebbe dovuto togliere i paraocchi e i filtri di partenza regalando ampie vedute. E invece eccoli gli espatriati incapaci di giudicare senza filtri, legati alle loro piccole mentalità che per nulla sembrano scalfite dal contatto con le tante culture nelle quali si immergono. Difficile scrollarsi di dosso la propria eredità culturale, che, sia ben inteso, deve sempre rimanere solidamente ancorata al nostro essere, ma con l’apertura che il contatto con le tante altre culture dovrebbe darci come primo regalo di questa vita oltre i confini e senza confini.

Mi sono resa conto invece di come l’espatrio, la vita all’estero, lo stare in contatto con persone con orizzonti diversi, non si trascini sempre dietro questa capacità di guardare oltre, l’accettazione della differenza come ricchezza, l’abilità di analisi senza i nostri filtri nazionali.
Non pensavo, ovviamente, che gli espatriati fossero migliori, ma speravo che fossero capaci con il loro variegato bagaglio culturale senza frontiere, di dare una mano nel rendere questo mondo un po’ migliore, un po’ più tollerante, un po’ fiero delle differenze che lo abitano…. pandemia e proteste invece mi sbattono in faccia la dura realtà dell’incapacità di uscire dal piccolo mondo che ci si è costruiti e guardare oltre, spero veramente che le nuove generazioni siano migliori!

Rispondi

Scopri di più da Come sopravvivere in giro per il mondo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere